Cesena, colpo a Bologna: decide un gol di Parolo
Il capitano regala i primi tre punti ad Arrigoni con una botta dalla distanza all'85'
© LaPressePer cacciar via la maledizione del Cesena ci voleva il ritorno di Marco Parolo. Uno dei simboli della bella salvezza del gruppo Ficcadenti, il centrocampista di Gallarate regala, con un tiro spettacolare, calciando in caduta da oltre venti metri, la prima vittoria ai bianconeri, il primo sorriso ad Arrigoni. «Quando ci provi, prima o poi ti viene», minimizza lui, che al termine della scorsa stagione si era guadagnato la chiamata in azzurro. Aveva segnato reti importanti: allo scadere con la Lazio, anche in quel caso con una bordata da tre punti. Poi il pari con la Juve. Finora, in questo campionato, era stato appannato. «Oggi - ha detto - sono riuscito a farne uno bellissimo. Ma è importante soprattutto questa vittoria. Che vale tantissimo: dimostra che la squadra c'è, è viva. Forse è un pò tardi, ma ci siamo rilanciati». È stata «una grande prova di tutti, dalla difesa, fino a Mutu che si è messo a rincorrere gli avversari fino alla bandierina del calcio d'angolo». Ora il Cesena non deve «permettersi passi falsi, e ragionar partita per partita». Raggiante Arrigoni dopo il fischio finale, con la soddisfazione di essere uscito vittorioso al Dall'Ara contro la squadra che lo aveva esonerato nel suo precedente assaggio di serie A. Come da cabala, il tecnico in trasferta non ha parlato. «Lui - ha detto il vice, Nicola Cancelli - ci teneva a far bene qua, un'esperienza che aveva lasciato troppo presto». Ora il Cesena, «ha capito che non deve mollare. Siamo a sei punti, ce ne restano altri 34 da fare per salvarci: dobbiamo andare avanti così». Lo stop del Bologna, inevitabilmente, amareggia Stefano Pioli. «Non ci voleva la sconfitta, ne usciamo con le ossa rotte. Non possiamo e non dobbiamo essere soddisfatti». Fallito l'esame di maturità? «Ogni domenica ci sono verifiche e esami - ha risposto l'allenatore rossoblù - ma è un peccato perchè sapevamo che questa valeva. Potevamo ritrovare fiducia e convinzione, e invece non siamo riusciti a dare la piccola svolta che ci voleva».




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