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Gilardino: «Fiorentina, voglio la Scarpa d'Oro»

Gilardino: «Fiorentina, voglio la Scarpa d'Oro»
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© Foto Liverani
 
L'attaccante: «Qui sono rinato. Beckham? Farà bene al Milan»
MARBELLA, 3 gennaio - «I primi sei mesi del 2008 sono stati di difficoltà, mentre nei successivi sono andato bene giocando e segnando con continuità. Tutto è andato per il meglio grazie all'appoggio dell'ambiente, della società e dei compagni». E ora Alberto Gilardino è già pronto a ricominciare, magari andando a segno già nella prima gara del 2009 contro il Lecce. Il modo migliore per inseguire anche l'ambito traguardo della Scarpa d'oro. «Ci penso ma è ancora tutto possibile. Finora ho messo a segno 17 gol in metà stagione, sono tanti. Il mio obiettivo, comunque, è quello di fare bene con questa società. Possiamo migliorare ancora e siamo qua per farlo. Qui in Spagna abbiamo la possibilità di allenarci al meglio dopo alcuni giorni di stop».

«SONO CRESCIUTO IN VIOLA» - La Fiorentina, infatti, sta preparando la sfida del Franchi con i pugliesi nella calda Marbella, dove il club toscano ha deciso di trascorrere i primi otto giorni di gennaio. Ma dal ritiro invernale, Gilardino ha anche il tempo per tracciare un bilancio dell'anno appena concluso: «Non voglio parlare di riscatto o di rinascita - commenta - Sono sempre rimasto un professionista e mi sono comportato al meglio anche quando andavo in panchina. In questi anni ho avuto la possibilità di crescere molto e grazie a questo ho maturato grande esperienza».

TOCCO DI MANO - Un anno condito da momenti belli... «Sicuramente la nascita della mia vita (quella della figlia Ginevra, ndr.)» e brutti, come l'episodio di Palermo (con un tocco di mano nel primo gol dei tre gol viola)... «È un qualcosa che può capitare nel corso di una carriera. Non ho dato peso alle critiche. In quel preciso momento mi sono sentito di fare quel gesto, ma ripeto è stata una cosa involontaria».

«CON PRANDELLI SI LAVORA BENE» - L'unico neo nella nuova vita toscana del giocatore biellese, dopo il trasferimento dal Milan nello scorso maggio. «Sono entusiasta di quello che sono riuscito a dare alla Fiorentina in questi primi sei mesi. Sapevo che non sarebbe stata facile, arrivando anche da sei mesi in cui avevo giocato poco. Ho pensato solo ad allenarmi. Il lavoro sul campo con Prandelli? Si lavora in un modo diverso rispetto al Milan, con un metodo che forse è più congeniale alle mie doti. Si lavora molto sulla fase offensiva e grazie anche ai preparatori riesco a stare bene». Poi sui compagni di reparto: «Jovetic ha le caratteristiche per fare il trequartista, ma bisogna lasciargli il tempo di crescere e maturare. Le qualità ci sono ma ci vuole tempo. E con Mutu, poi, ci siamo trovati subito bene dopo qualche anno di separazione. Siamo riusciti a ritrovare i modi e i tempi con cui giocavamo tanti anni fa».

ADRIANO, PAZZINI E BECKHAM - Insieme con Mutu e Gila, nel Parma 2002/03 c'era anche Adriano, che all'epoca mai avrebbe pensato di dover vivere una crisi così lunga all'Inter. «Sono situazioni talmente personali che è difficile commentarle e dare un consiglio. Sarà lui con la società a scegliere la via migliore. Nonostante tutto ha avuto un buon inizio di stagione e non vedo perchè non debba continuare con l'Inter. I cambiamenti, comunque, a me hanno fatto bene». Infine anche un pensiero anche per Pazzini, ormai dato in partenza. «Sarà lui a decidere assieme alla società. Se posso dargli un consiglio lo farò ma sarà sempre fra noi». E su Beckham. «È stato ed è un grande giocatore e lo ha dimostrato nel Manchester, nel Real e con la Nazionale inglese. Farà dei mesi importanti nel Milan».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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