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Prandelli: «Fiorentina pronta a tornare in trincea»

Prandelli: «Fiorentina pronta a tornare in trincea»
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© LaPresse
 
Il tecnico viola: «Col Genoa sarà una gara molto dura»
FIRENZE, 27 ottobre - «Dobbiamo tornare in trincea, con l’elmetto e la nostra voglia di andare avanti nelle difficoltà». Cesare Prandelli è convinto: per la sua Fiorentina quella col Genoa sarà una battaglia. «Loro hanno corso più di noi e certi episodi hanno condizionato l’andamento della gara. Ma oggi ripartiamo, con la nostra valigia: ci vorrà la giusta concentrazione e il resto verrà da sé. Il nostro obiettivo, anche domani, sarà la ricerca della prestazione. E’ dura farlo soprattutto nel turno infrasettimanale, ma una squadra organizzata deve ugualmente essere capace di provarci».

EMRGENZA - «Siamo in emergenza, ma non è un problema -spiega poi Prandelli-. E’ proprio durante questi momenti che certi giocatori tirano fuori quel qualcosa in più. Io resto sereno. Non recuperano Jorgensen, Santana e Natali. In dubbio sono altri tre, da testare oggi: Dainelli, Kroldrup e Marchionni. E Savio non è ancora pronto».

GENOA - Sul Genoa: «Sarà una partita difficile, loro stanno avendo delle difficoltà, ma restano una squadra attrezzata, competitiva, che ora sta pagando infortuni, squalifiche e il fatto di giocare la coppa al giovedì: noi sappiamo quant’è dura farlo. Hanno però grande calore dalla propria gente e convinzione. Ripeto, sarà dura».

ATTACCO - In merito allo schieramento offensivo, Prandelli spiega: «Io voglio giocatori che si sacrifichino, solo così abbiamo fatto grandi partite. E' un discorso che non riguarda solo il reparto offensivo, ma tutti. Voglio grande disponibilità da questo punto di vista. Domani potrebbe partire Mutu, con fuori Jovetic: ma nessuno deve sentirsi penalizzato dal fatto di iniziare in panchina, tutti possono essere determinanti, anche in pochi minuti».

SECONDO POSTO - Il presidente Andrea Della Valle ha parlato di una Fiorentina in grado di lottare per un piazzamento dal sesto al secondo posto. «Quando l'ha fatto ho sorriso. Poi ho chiarito: in quel momento dire quello che ha detto il Presidente ci poteva stare, però c’è la realtà dei fatti. E avendo molti impegni diventa difficile alzare l’asticella. La squadra non deve avere pressioni, tenendo però presente che può sempre migliorare».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • tortis27/10/2009 14:26:35
    Non ti preoccupare CESARE,
    Se non è bastato Gava ci penserà Saccani
     
     
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