L'ex attaccante della Juve: «Non so se il gol è mio o di Natali, lui a caldo ha detto che era mio, vediamo, in ogni caso questa vittoria la dedico a mio figlio, alla piccola nata e a chi mi ha permesso di restare in riga dal punto di vista fisico in questi mesi»
© Foto Pegaso
FIRENZE - "
È stato bello tornare, una sensazione da brivido, mi mancava tutto questo". Amauri è stanco e raggiante: l'ultima gara giocata risaliva all'aprile 2011, a Udine con la maglia del Parma. Tanto, troppo tempo, vissuto perlopiù ai margini, confinato dalla Juventus, costretto ad allenarsi con i primavera bianconeri. "
Sono felice - ribadisce l'ex juventino -
e oggi potevo anche fare gol". In effetti ci è andato vicinissimo in almeno due occasioni e nella terza, quando ha raddoppiato Natali, ha creduto davvero di aver esordito con il botto.
"Non so se il gol è mio o di Natali, lui a caldo ha detto che era mio, vediamo, in ogni caso questa vittoria la dedico a mio figlio, alla piccola nata e a chi mi ha permesso di restare in riga dal punto di vista fisico in questi mesi: il professor Gaudino, Gabetta e Baroni". E i risultati si sono visti: Amauri, un po' a sorpresa, è partito titolare ed è rimasto in campo per 83' quando poi Rossi lo ha avvicendato con Ljajic regalandogli l'ovazione del pubblico che lo ha applaudito a lungo mentre lui alzava le braccia e i pollici in segno di ringraziamento. Da subito l'italobrasiliano s'è messo al servizio della squadra, ha fatto spellare le mani per una rovesciata che ha creato brividi in area senese e obbligato più tardi Pegolo ad una super parata su un suo colpo di testa. Il tutto meritandosi anche gli applausi dei neo acquisti El Hamdaoui e Guido Pizarro seduti in tribuna.
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