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Inter, Adriano e Balotelli non convocati

Inter, Adriano e Balotelli non convocati
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Mourinho: «Il brasiliano è fuori condizione. Mario con la Primavera»
MILAN0, 5 dicembre AdrianoBalotelli non convocati per la gara contro la Lazio. Ma stavolta quello "bocciato" per la seconda volta di fila non è il brasiliano. Mourinho dribbla la domanda su Balotelli: «È più facile per me rispondere su perché uno è convocato - dice il tecnico dell'Inter -. Posso rispondere che Quaresma è convocato perchè si è allenato bene questa settimana. Adriano non l'ho convocato perchè è stato malato due giorni a casa, è arrivato qua senza condizione. Solo ieri si è allenato bene ma poco, penso che giocherà martedì in Champions».

INSEGNAMENTI - «Mi ha fatto piacere che Crespo e Zanetti abbiano espresso pubblicamente che il talento non è sufficiente» La settimana scorsa Mourinho aveva detto che il giovane talento nerazzurro «è ancora un niente». Il messaggio è passato: «Mi fa piacere soprattutto che due giocatori come loro - dice il tecnico - in un momento in cui si parla di qualcosa di personale fra me e alcuni della mia squadra, mi diano ragione e dicano anche loro che questa non è la strada giusta». Ma il portoghese non chiude la porta in faccia al suo ragazzo. «Voglio bene a Mario, voglio che arrivi dove può arrivare, per me non è sufficiente se diventa uno come gli altri perché penso possa diventare uno diverso. Penso che per l'educazione di un 18enne può essere importante ricevere queste indicazioni. Non è stato convocato e giocherà con la Primavera, così penso che capirà qual è la differenza fra i due campionati. Per me, comunque, la gestione è sempre aperta e, perché no, penso che potrebbe giocare martedì in Champions».

SCUDETTO -  «Se potessi scegliere, la mia sarebbe una scelta ovvia: vorrei averli più lontano possibile». Così Mourinho a proposito della lotta con MilanJuventus per il vertice del campionato. Negli ultimi giorni ci si chiede spesso quale sarà l'anti-Inter: Mourinho ha le idee chiare. «Ma questo non è possibile, non è facile per noi vincere tutte le partite e loro sono forti, con qualità e ambizioni. Nessuno può cambiare il mio modo di pensare: vincere quando tutto sembra facile alla fine può diventare difficile. Sono un allenatore giovane ma ho troppa esperienza per farmi influenzare da un risultato - prosegue il tecnico di Setubal riferendosi allo stop della Juventus e alla piccola crisi del Milan -. Per me non esiste un campionato facile, bisogna arrivare alla certezza aritmetica per giocare con la tranquillità di chi sa che è impossibile un cambiamento delle cose».

MATEMATICA - A proposito di matematica, Mourinho ha dimostrato di essersi fatto bene i suoi calcoli. «Sappiamo che la prossima settimana Juve e Milan non potranno conquistare entrambe tre punti, quindi se noi vinciamo le prossime due può aumentare la nostra distanza almeno su una di loro. Ma dobbiamo vincere con Lazio e Chievo e questo è il grande problema, perchè la mia esperienza mi dice che è meglio andare avanti senza preoccuparsi di cosa fanno gli altri e concentrarsi solo su se stessi». Pensare alla Lazio è la parola d'ordine. «Domani preferisco pensare che Juve e Milan vinceranno, così daremo il massimo».

LA ROSA - «Se a gennaio non arriva nessuno e nessuno va via sono un allenatore felice». E Mourinho sarà anche il primo tecnico che non solo si accontenta di quello che ha, ma che potendo vorrebbe addirittura sfoltire la rosa. «Dico questo anche se le altre dovessero rafforzarsi, a me piacerebbe finire la stagione con questi 29 giocatori, anche se sono troppi». La sua idea è chiara e si colloca in un discorso di fedeltà al gruppo, intesa come condivisione di un progetto. «Vorrei iniziare dal primo giorno e finire all'ultimo con tutta questa squadra: festeggiare insieme qualcosa di importante, se possibile, oppure piangere insieme se le cose non andranno bene. Il gruppo è il gruppo e, ripeto, anche se per me 29 giocatori sono troppi, mi piacerebbe finire la stagione con tutti questi ragazzi». Ma parlando di mercato, Mourinho dice la sua sulle indiscrezioni che vorrebbero il neo Pallone d'oro Cristiano Ronaldo all'Inter. «Una bella storia quella di Ronaldo, di sicuro può far vendere i giornali ma ha zero di vero. Drogba e gli altri, come Thiago Silva, sono giocatori che conosco, che si dice non stiano bene dove giocano. Ma io non voglio giocatori e mi piacerebbe tenere tutti quelli che ho».
 
 
 
 
 

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