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Mourinho polemico: «In Italia sono solo contro tutti»

Mourinho polemico: «In Italia sono solo contro tutti»
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Il tecnico a ESPN: «Unico straniero in un paese dove il calcio si vive 24/7»
TORINO, 30 marzo - Solo contro tutti. È così che si descrive Mourinho alla stampa statunitense, quando gli chiedono perché il suo rapporto con i media italiani sia abbastanza conflittuale: nel nostro paese il calcio ha una presenza mediatica quasi ossessiva per l'allenatore portoghese che non risparmia stoccate al Milan, club potente perché di proprietà del Presidente del Consiglio, parlando anche del futuro del suo attuale club. L'intervista è stata realizzata da ESPN a Boston, dove l'allenatore nerazzurro ha visitato la struttura sportiva che ospiterà il ritiro estivo dell'Inter

Mourinho, in Inghilterra come in Italia le sue conferenze stampa sono sempre un evento da non perdere per i media. Ma se a Londra sembrava divertirsi, a Milano il suo rapporto con i giornalisti sembra più conflittuale.
«I media inglesi e italiani sono completamente differenti. Ancor più quelli che si occupano di calcio. In Italia ci sono tre quotidiani sportivi che ogni giorno scrivono di calcio. Ogni giorno ci sono programmi TV in cui intervengono per ore e ore ex giocatori, ex allenatori o addetti ai lavori. Lo spazio dedicato al calcio non dura solo 90 minuti la settimana, 90 sono solo i minuti di una partita, ma di calcio si parla 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. In Inghilterra non succede la stessa cosa, è completamente differente. L’attenzione si concentra sulla partita, si vive la settimana in maniera diversa. Inoltre in Italia dei 20 allenatori di serie A, 18 sono italiani, uno è serbo (SiniÅ¡a Mihajlović, ndr), ma vive in Italia da 20 anni: è più italiano che serbo. Solo io sono straniero. Anche per questo non è semplice il mio lavoro».

Perché?
«Penso in maniera diversa, la mia cultura è diversa, il mio modo di allenare è diverso, così come il mio modo di comunicare. E' diverso anche il modo in cui studio la partita. Con la stampa italiana ho un approccio diverso rispetto a quello che hanno i miei colleghi. Io preferisco pensare al mio lavoro, e non mi concentro sulle esigenze dei giornalisti. Sono più indipendente: diciamo che nella seria A ci sono 20 allenatori che si comportano tutti allo stesso modo tranne uno, che, tutto solo, preferisce fare diversamente. La cosa mi sta aiutando, è una grossa esperienza. Vengo da una realtà completamente diversa. Nella Premier League sono stato accettato subito, ho stabilito buoni rapporti con tutti, anche se ci sono stati gli inevitabili alti e bassi che sono il sale e pepe del gioco. Sono due realtà che non si possono paragonare. Non sto dicendo che in Italia sto meglio o peggio di quando stavo in Inghilterra. Di certo, è un'esperienza del tutto differente e molto utile per la mia crescita come allenatore».

Pensa che riuscirà a firmare una tregua con Carlo Ancelotti prima del derby che si giocherà a Boston il prossimo 26 luglio? Per quella data riuscirà ad appianare le divergenze con l’allenatore del Milan?
«Non ho problemi con l’allenatore del Milan. Ancelotti nel calcio italiano ricopre una posizione che io non ho. E’ tutelato da un club storico che ha grande potere a livello mediatico. Tutti conoscono Silvio Berlusconi. Il presidente del Milan è molto potente in Italia. Ancelotti ha le spalle coperte. L’Inter è un club indipendente, il mio presidente ha il suo core business nel settore del petrolio, non in quello dei media. Comunque sia non ho alcun problema personale con Ancelotti, ogni tanto ci scambiamo qualche battuta, ma nulla di più. Non avrò problemi con lui in occasione della sfida della prossima estate. Entrambi saremo concentrati a preparare al meglio la nostra squadra in vista dell’inizio del campionato».

Veniamo al presente: non la preoccupa che l’Inter sia la seconda squadra più vecchia in Europa?
«Così come è adesso, questa squadra non è proiettata sul futuro, ma sul presente. Non vedo margini di miglioramento, visto che è composta da fuoriclasse al top della loro carriera. Molti giocatori hanno 33 o 34 anni. Per questo ho scommesso su due ragazzi di 18 anni (Santon e Balotelli, ndr), in modo da porre le basi per un’Inter vincente anche nei prossimi anni. Al Chelsea ho creato una squadra in grado di garantire risultati per almeno cinque o sei anni. Il Chelsea di oggi non mi sembra poi tanto diverso da quello che ho lasciato due anni fa. Voglio fare lo stesso con l’Inter».

Varcando l’Oceano, cosa pensa del calcio negli Stati Uniti?
«Ogni volta che vengo negli Stati Uniti mi rendo conto quale sia la passione degli Americani per il calcio. Se in futuro la MLS riuscirà a portare negli Stati Uniti giocatori di livello internazionale vedrete che il calcio diventerà uno sport più popolare con una passione pari a quella presente in Europa».

In futuro desidera allenare una Nazionale? Hai mai pensato di guidare quella Americana?
«Quando si diventa allenatore di una Nazionale le cose cambiano completamente. Si diventa più dei selezionatori che degli allenatori. Puoi guidare il gruppo una volta al mese, nella migliore delle ipotesi. In questo momento della mia carriera non mi sento pronto per una simile esperienza. Ma in futuro chissà. Potrei allenare negli Stati Uniti, sia la Nazionale che una squadra di club. L’America è uno di quei Paesi in cui senti di poter dare il tuo contributo visto che c’è un grande potenziale di crescita».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • JuanPedro02/04/2009 11:10:30
    Per quanto riguarda la tiritera riferita a FARSOPOLI, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ti ricordo solo che se a Napoli arriveranno alla scadenza dei termini sarà solo per far piacere all'accusa ed a tutti quelli che a CALCIOPOLI devono tutte le loro fortune, perchè se si giungerà alle sentenze, caro MARCO 04, non c'è storia, è assoluzione piena e questo imbarazzerebbe troppo i vari MORATTI e compagnia bella, compresa la banda di Solferino's street (la rosea)!!
  • JuanPedro02/04/2009 11:02:49
    Per la cronaca il DOPING è una fesseria di dimensioni cosmiche.
    Ti dico la differenza tra i condannati veri ed i non condannati:
    ORIALI è un condannato vero in quanto ha ammesso la falsificazione e la ricettazione di documenti falsi patteggiando la pena.
    A Giraudo ed Agricola,non condannati, hanno prescritto per scadenza dei termini l'accusa di abuso..(ripeti con me Abuso)di farmaci, che è totalmente differente dal doping (quella è materia dell'INTER di HERRERA ed Angelo Moratti)
  • MARCO401/04/2009 19:39:41
    ALLORA POTETE SPERARE AD UNA SCADENZA DEI TERMINI E NON AD UNA ASSOLUZIONE. TANTO NELLA STORIA DELLA JUVENTUS SI RIPETERA' . CASO DOPING. L'USO DEI FARMACI C'E STATO PERO' IL PROCESSO SI E' CHIUSO PER SCADENZA DEI TERMINI. TUTTO CIO' NON LO INVENTATO IO MA PURE FA PARTE DELLA VOSTRA STORIA. MOGGI HA GOGUTO DELL'INDULTO, NON E' STATO PROSCIOLTO.NON CI SARANNO CONDANNE PER PRESCRIZIONI E INDULTI. PERO' FARA' SEMPRE PARTE DELLA VOSTRA STORIA. SERIE B DOPING E SCHEDE
  • MARCO401/04/2009 19:35:36
    JANPEDRO TIENITI STRETTI GLI SCUDETTI GLI ASTERISCHI LA SERIE B E LE SCHEDE DI MOGGI.
  • JuanPedro01/04/2009 15:54:00
    e ripeto, da juventino dico VIVA MOURINHO!!!!!!!
  • JuanPedro01/04/2009 15:52:30
    Caro Marco4,l'asterisco di cui parli si sta sbiadendo sempre più come puoi ben notare dalla piega che ha preso il processo di Napoli che finirà nella migliore delle ipotesi per i paladini dell'accusa con un proscioglimento x scadenza dei termini altrimenti se arriveranno alla fine (dubito, sarebbe troppo uno smacco x tutti)assoluzione perchè il fatto non sussiste....non potrà finire diversamente, FARSOPOLI è plateale! Se ci aggiungi la storia della squadra del nano malefico graziata in CLeague!
  • MARCO401/04/2009 14:04:53
    caro juanpedro devi ricordare che sono 29 scudetti pero' con l'asterisco.
     
     
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