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Mourinho: «Non lascerò l'Inter prima del 2012»

Mourinho: «Non lascerò l'Inter prima del 2012»
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«Non mi piace lasciare un progetto a metà. Pandev? Mi piace»
ABU DHABI, 31 dicembre - Parla di tutto l'ultimo Josè Mourinho del 2009 e soprattutto si augura che l'anno che verrà ripercorra quello appena archiviato: «Il campionato è la competizione della vertità, dove arrivi alla fine e ti rendi conto dove sei arrivato e se hai fatto bene. Per questo vincere l'ultimo scudetto è stato fondamentale per la nostra autostima. Anche nel 2010 il campionato resta la competizione della verità, è il trofeo che mi piace vincere di più anche se la Champions è più mediatica a livello mondiale. Però, come ho detto tante volte, la Champions è la competizione dei dettagli. Per vincerla bisogna anche avere fortuna e bisogna meritarsela. L'esempio è il Barcellona, che ha pareggiato all'ultimo la semifinale con il Chelsea. In campionato la fortuna non serve e mi sta bene che il 2010 sia come il 2009»

PANDEV
- Il primo regalo per l'anno nuovo è l'acquisto di Pandev: «Fino ad oggi nessun dirigente con responsabilità mi ha detto che Pandev sarà un mio giocatore - fa il pompiere Mourinho - Tutti sanno che mi piace, che potrebbe portare un equilibrio diverso, che ha carattere, che è un giocatore che dà profondità e che può adattaresi sia al 4-4-2 che al 4-3-3. Pandev rappresenta un modello di multifunzionalità e questo mi piace».

CASO ETO'O
- In attesa del macedone, ad Abu Dabi, dove ieri è stato ufficialmente presentata ai media la tournée dell'Inter, campeggia il caso Eto'o: «Se fossi Le Guen lo lascerei giocare la partita con il Chievo perchè per me è imoportante avere un giocatore felice e lui è felice di giocare un'altra partita con l'Inter. Non so come finirà questa vicenda però dico che Eto'o avrà la prima partita in Coppa d'Africa una settimana dopo quella di Verona e che nell'ultima edizione della Coppa d'Africa quando era ancora a Barcellona è andato e tornato indietro a metà della competizione per giocare una partita di campionato con il Barcellona. Mi sembra che questa sia una situzione molto molto facile. L'Africa poi deve qualcosa all'Europa perchè grazie all'arrivo in Europa di tanti talenti africani, si è trasformato da un continente con calciatori di talento a un continente dove giocano campioni di talento con tattica, equilibrio ed esperienza. Quindi bisogna avere rispetto verso i club che hanno tanto ivestito nel calcio africano».

POLEMICHE CON LA STAMPA
- Inevitabile tornare sulle continue polemiche con la stampa italiana: «Non mi piace quello che sta succedendo, perchè questo non è un rapporto positivo. Ho già capito che è una guerra aperta, voi siete tanti e uniti e io sono solo e non ho possibilità. Ma io una guerra posso anche perderla, ma la mia personalità, la mia indipendenza non la perderò mai: per questo non sarò mai politicamente corretto, per questo continuerò a dire quello che penso anche se a tanti non piace. Spero che ci sia un po' più di rispetto nei miei confronti, ma anche da parte mia. Una dimostrazione di rispetto è che voi non strrumentializzate le mie parole. Per esempio l'altro giorno ho detto che non mi piace lassciare un progetto a metà e questo significa che io non voglio lasciare l'Inter fino al 2012. In Italia si è scritto a giugno e questo non mi piace».

L'AMICHEVOLE
- Il 2 gennaio già prmo test di stagione contro l'Al Hilal, allenato da Erik Gerets e in cui giocano l'ex romanista Wilhelmsson e Radoi, compagno di nazionale di Chivu: «Perderemo sicuramente perchè la squadra arriverà esausta a quella partita: in questi giorni abbiamo lavorato molto duro e stiamo lavorando per arrivare al termine della stagione. Giocheremo seriamente e ci impegneremo rispettando il fatto che ci sarà uno stadio pieno e un grande evento. Però saremo lenti e quindi avremo delle difficoltà».

LOSCUDETTO
- Chiusura sullo scudetto: «Mi aspetto la pressione di tutti, Juve, Milan, Roma, ma io voglio vincerlo, anche se tutti gli avversari lottano con noi al massimo».

FOTO: Inter, che sceicchi!

Stefano Pasquino
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • 01/01/2010 12:13:55
  • lennybianconero01/01/2010 02:23:02
    ...dopo che l'arbitro aveva annullato il gol regolarissimo del raddoppio a Scholes che li avrebbe probabilmente buttati fuori dalla Champions. Come mai non cita questo come esempio di episodio fortunato mister? Dovrebbe ricordarlo bene no?
  • lennybianconero01/01/2010 02:15:40
    Mourinho ricorda sempre con grande precisione tutti i colpi di fortuna...degli altri. Soprattutto sembra avercela col Barça cui dedicò una famigerata frase alcuni anni fa in cui diceva che il Barça aveva vinto in oltre 100 anni di storia appena una Coppa dei Campioni e che lui ci era riuscito in un anno.La storia lo ha subito smentito e il Barça in tre anni ha vinto tutto culminando con l'attuale stagione dei record. Se fossi un tifoso del Barça spererei in altre interviste del mago portoghese!!
     
     
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