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Mourinho: «Balotelli sta giocando bene, nessun caso»

Mourinho: «Balotelli sta giocando bene, nessun caso»
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© LaPresse
 
Il tecnico dell'Inter: «Si dovrà preoccupare quando non urlerò più»
APPIANO GENTILE (COMO), 6 febbraio - Non esiste un caso Balotelli in casa Inter. Il giocatore - che è stato regolarmente convocato per la partita di domani a San Siro contro il Cagliari - stavolta non ha fatto particolarmente arrabbiare Josè Mourinho. Il tecnico portoghese non vuole neanche commentare certi sondaggi realizzati che gli darebbero ragione nei confronti del baby nerazzurro, mentre tempo fa, secondo qualcuno, il comportamento di Mourinho veniva considerato troppo severo. «Non è una mia preoccupazione - commenta l'allenatore dell'Inter - quello che considera la stampa circa i nostri rapporti. Mario mi è piaciuto col Chievo, col Milan, con la Juventus e anche contro la Fiorentina, anche se un giocatore perfetto è quello che in un momento difficile per la squadra dimentica che ha perso una lente, anzi scherzando avevo detto dimentica che ha perso un occhio. Ma non c'è nessun caso e infatti Balotelli è regolarmente convocato».

LA BATTUTA - «Con la Fiorentina - spiega Mourinho - a un certo punto ho capito che l'1-0 per noi era meglio dell'1-1 e ho deciso di togliere un attaccante. Pandev era appena entrato, Milito è Milito e ho deciso per Balotelli anche perchè mi aveva appena dimostrato che non era pronto a soffrire fino all'ultimo minuto. Visto che lo ha detto lui in una intervista, è vero che avrà ragione di preoccuparsi quando non gli urlerò più». Mourinho ha poi dato una spiegazione divertente della sua citazione di ieri a proposito dei giocatori che hanno più neuroni. «Sono andato a prendere mio figlio che giocava con i suoi amici - dice - e i genitori mi hanno ringraziato perchè i loro figli di 7-8 anni erano andati a chiedere loro cosa fosse un neurone. Lo considero un contributo alla cultura».

CASO TERRY - Josè Mourinho si è rifiutato di commentare la rimozione di John Terry da capitano della nazionale inglese dopo le vicende private che hanno fatto rumore in Inghilterra. «Io di tutto questo confermo solo che allora ero arrivato in un club, il Chelsea, dove non c'era uno Zanetti, capitano per forza e a vita. Ho dovuto scegliere un capitano e sono andato a parlare uno ad uno coi giocatori, gran parte dei quali in quel momento si trovavano con le loro nazionali. Ho identificato due persone adatte e ho scelto Terry capitano e Lampard come suo vice. Da quando sono andato via ci sono stati altri quattro allenatori, altro non so, parlate con loro». Mourinho ha però sottolineato l'importanza della figura del capitano in una squadra senza rispondere alla domanda se per essere capitano in campo bisogna essere un esempio anche fuori. «Io sono stato fortunato - ha detto - e ho sempre avuto capitani importanti, ma credo che non ci possa essere una grande squadra senza un grande capitano».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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