Moratti: Inter retrocede? Se vogliamo menare gramo...
Il presidente nerazzurro: «Quella di ieri è stata una bella serata, era importante per mille ragioni, ci mettiamo in condizione di trovare fiducia, ma c'è ancora molto da fare»
© LaPresse«Dobbiamo capire che siamo sempre noi - ha proseguito Moratti - naturalmente c'è ancora tanto da fare ma non così tanto come si poteva pensare qualche giorno prima». Il presidente nerazzurro ha poi parlato della prestazione di ieri della squadra: «Zarate entra in campo con la marcia che conosce - ha spiegato Moratti - ha bisogno di spazio, è un giocatore che salta l'uomo e noi questo serve. Zarate, Pazzini e Sneijder giravano bene e l'arrivo di Milito nel secondo tempo ha dato sicurezza perchè teneva di più il pallone, sa muoversi in campo ed è un giocatore intelligente». Moratti ha anche parlato della visita del presidente della Mongolia Tsakhia Elbegdorj alla sede dell'Inter questa mattina: «È stato un onore per noi, è una persona eccezionale nel suo ruolo di presidente, è una persona assolutamente democratica, in paesi dove non è facile parlare di queste cose. Oltretutto è un grande interista che segue tutte le partite in tv. È stato contento di conoscere Forlan. È una persona intelligente e automaticamente è interista».
«La vittoria di ieri riporta senza dubbio serenità, era importante vincere perchè eravamo in Coppa dei campioni e perchè il gruppo torna ad avere fiducia in se stesso». Lo ha detto il presidente dell'Inter Massimo Moratti sotto gli uffici della Saras a Milano. «Tutti i giocatori hanno ritrovato maggiore sicurezza - ha proseguito Moratti - e Sneijder è un giocatore che dà un ritmo e una grinta notevoli e permette che tutto il lavoro fatto abbia successo». Apprezzamenti anche per Zarate: «Per il primo assist stagionale gli daremo un premio - ha detto sorridendo il presidente nerazzurro -, è stato un grande pericolo per la difesa avversaria». Ora è il turno del campionato: «Ragioniamo partita dopo partita - ha concluso Moratti - e dobbiamo fare bene in campionato perchè siamo un po' in ritardo».




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