Moratti: «Impegni per il 14? C'è questo invito, vediamo»
Il presidente dell'Inter sul tavolo della pace organizzato dal Coni: «C'è questo invito, vediamo...»
© LaPresseIL FUTURO - Claudio Ranieri aveva detto di scommettere un euro sullo scudetto dell'Inter. Il presidente nerazzurro, Massimo Moratti, fa un tipo di scommessa diversa: "Non so se la scommessa di Ranieri è a un milione - ha detto sorridendo- quindi mettendo un euro guadagni bene. In realtà io scommetto sul carattere dei giocatori, sull'orgoglio di questi ragazzi che non hanno smesso di pensare di fare bene". La partita di ieri contro il Siena è stata difficile per l'Inter: "Forse eravamo un po' stanchi - ha detto Moratti - sono quelle partite in cui hai difficoltà a vedere un bell'incontro ma che è importante portare il risultato a casa e sfangarla. Credo che questo sia successo, quindi bene". Alla domanda se ci saranno correttivi nel mercato di gennaio, Moratti è restato sul vago: "C'è un mese e mezzo. Tevez? Vediamo".
PARLANO I DELLA VALLE - Diego Della Valle parteciperà al cosiddetto "tavolo della pace" post Calciopoli convocato per il prossimo 14 dicembre dal Coni e con lui ci sarà anche il fratello Andrea. Il proprietario della Fiorentina, che nei giorni scorsi si è sentito con il presidente del Coni Gianni Petrucci, è rimasto soddisfatto nel vedere finalmente accolta la sua proposta lanciata in estate. Adesso l'auspicio e l'obiettivo di Diego Della Valle è far sì che quello del 14 dicembre non si limiti ad essere un incontro puramente formale bensì sostanziale, nel quale, prima ancora che alla pacificazione, sarà indispensabile arrivare una volta per tutte alla definitiva chiarificazione.
IL PARERE DI PETRUCCI - «Anche se in tanti scrivono che non darà risultati, ho fiducia nel tavolo della pace. Non vedo perchè non si dovrebbe raggiungere la serenità nel mondo del calcio che racchiude tanti interessi, ma è sempre uno sport». Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, durante la premiazioni 2011 degli atleti del circolo Aniene di Roma, ribadisce il suo pensiero sul tavolo della pace che si terrà il prossimo 14 dicembre: «L'Italia può contare su grandi personalità nel mondo del calcio come i Della Valle, Moratti e Agnelli, che altri paesi non hanno» ha aggiunto Petrucci che ha definito il circolo romano «un circolo di pace che fa grande lo sport italiano».
IL PARERE DI CELLINO - Il "tavolo della pace" convocato dal Coni per il 14 dicembre non convince Massimo Cellino. «Nasconde troppe cose: come si fa a fare un tavolo della pace per evitare cause contro la Federcalcio o parlare di fantascudetti? Siamo noi i primi a non rispettare le nostre regole...», ha spiegato il presidente del Cagliari. «L'ultimo tavolo della pace visto in Italia 12 anni fa - ha aggiunto - partorì due designatori al posto di uno». «Questi tavoli mi spaventano io sono contrario e offeso, io lo dico, se qualcun'altro tace sono cavoli suoi», ha aggiunto Cellino ricordando che ai tempi dello scandalo di Calciopoli «sono stato l'unico presidente andato a Napoli per testimoniare al processo. E senza quei galantuomini dei giudici di Napoli staremmo ancora in quella situazione oggi. Perciò bisogna ringraziarli. In assenza della politica in Italia, per fortuna ci sono i tribunali». «Quando vedo questi tavoli che partono in un modo e sfociano in altro non mi piacciono. Come l'ultimo Consiglio di Lega - ha sottolineato Cellino -, nato con un ordine del giorno ma affrontato solo per parlare delle squalifiche dopo le sentenze di Napoli. Ognuno deve prendersi le sue responsabilità».
CELLINO SULLE SCOMMESSE - «Ci diano il 5% delle scommesse e faremo gli stadi nuovi». È la proposta del presidente del Cagliari Massimo Cellino, che al termine dell'assemblea della Lega di serie A per una decina di minuti ha parlato di 'tavolo della pacè, Calciopoli, governance di Lega e anche di stadi. «La Francia ha costruito gli stadi per gli Europei, l'Inghilterra con il 5% degli introiti delle scommesse, noi dobbiamo farli con i soldi nostri ma non ne abbiamo neanche per la manutenzione», ha detto Cellino. «Le televisioni sono andate avanti anni luce con un'offerta eccellente per i telespettatori, ma per andare allo stadio serve l'antimafia, non basta un documento - ha concluso -. Chi si comporta male allo stadio va punito severamente, ma non si può precludere alla gente di andare allo stadio solo per punire uno».
SUL PRESIDENTE DI LEGA - All'inizio del 2012 la Lega di serie A deciderà se confermare o sostituire il presidente Maurizio Beretta: «A gennaio ci incontreremo per fare la nuova governance della Lega e valutare se andare avanti con Beretta o sostituirlo, per dare più stabilità alla nostra politica», ha annunciato il presidente del Cagliari Massimo Cellino al termine dell'assemblea della società di serie A. «Speriamo di trovare a gennaio una soluzione, il problema va preso di petto. La continuità deve essere quella della Lega, a prescindere da chi sia il presidente, che deve rappresentare la nostra associazione nella sua interezza - ha sottolineato Cellino -. Oggi Beretta ha ascoltato un'assemblea confusa, nel futuro ci sarà un Consiglio ristretto più razionale». «Siamo una Lega nuova, oggi stiamo notando i difetti del nostro statuto - ha spiegato ancora il presidente del Cagliari -. Non è giusto che paghi solo Beretta, una persona per bene e competente. Solo che lui ha un altro impegno, mentre a noi serve un presidente a tempo pieno e una governance più definita rispetto a un'assemblea troppo dispersiva: si chiami Beretta, Cellino, Lotito o Galliani, non mettiamola sul personale». Nel frattempo la Lega di serie A fattura circa un miliardo di euro, «ed è la conferma che Beretta non ha fatto un cattivo lavoro. La Lega produce denaro, le altre categorie assorbono - ha continuato Cellino -. Ma è bello bisticciare per dividersi i soldi, il brutto viene quando finiscono».




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