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Diamo a Claudio quel che è di Claudio

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© Foto Liverani
 
Leggi l'editoriale del nostro direttore Paolo De Paola
TORINO, 7 novembre - Quello juventino è un mondo variegato, con diverse anime. Attraverso il blog su Tutto­sport. com si ha modo di capire gli umori, di per­cepire tensioni e passioni, di confrontarsi. C’è molta aspettativa nel popolo bianconero. Si ri­vuole subito una Juve forte e vincente, ma c’è an­che la serena consapevolezza nel dare il giusto peso alle cose. Il successo di Madrid è un evento che ferma il tempo come un monumento. Dopo 46 anni la Juve è tornata a trionfare nel tempio del Real e allora è corretto sviluppare delle ri­flessioni perché una partita così segna una svol­ta che rovescia le prospettive. Abbiamo duramente criticato Ranieri contestan­dogli delle accuse specifiche. Riguardavano l’as­setto della squadra, il rapporto con alcuni gioca­tori, la preparazione, la campagna acquisti da lui vidimata e alcune sconcertanti sostituzioni. Si in­travedevano nell’avvio di questa stagione alcuni difetti già emersi l’anno scorso. E avevamo ma­nifestato forti preoccupazioni sull’inizio di que­sto campionato. L’analisi critica raggiungeva il suo culmine dopo il pareggio con il Bate Borisov (2-2) e dopo la sconfitta in casa contro il Palermo (1-2). Ci doleva vedere una squadra ridotta così, pur in presenza di un organico in grado di com­petere per lo scudetto e per la Champions. Inve­ce è avvenuto qualcosa di importante. Innanzi­tutto la nostra denuncia che ha scosso l’ambien­te, poi il chiarimento fra Del Piero e Ranieri, il patto fra i giocatori confermato da Chiellini e una maggiore presenza della società hanno ri­compattato il gruppo. Non solo, e qui diamo a Ranieri quel che è di Ranieri, la Juve ha cambia­to volto e ha cominciato, paradossalmente, a gi­rare meglio nel pieno di un’emergenza infortuni. Molti difetti spariti d’incanto. Squadra corta e compatta, aggressività sull’avversario sin dai mi­nuti iniziali, minori distrazioni in difesa, insegui­mento e raggiungimento del secondo gol per chiudere la partita, linea di navigazione sempre alta e protesa verso la metà campo dei rivali. In­somma, e lo sosteniamo con la stessa onestà intel­lettuale con la quale abbiamo formulato le criti­che, assegniamo all’allenatore ciò che merita per l’impresa di Madrid.

P.S. Preghiamo di fare attenzione a quanti amano stare sulla sponda del fiume professando saggez­za (in realtà è opportunismo) senza mai esporsi o a chi è pagato solo per parlare bene della squadra di cui si occupa: riscriveremmo le stesse cose in presenza delle informazioni che in quel momento solo Tuttosport possedeva. E garantiamo di tenere sempre alta la guardia: è il nostro patto d’onore con i lettori che amano veramente la Juve.

Paolo De Paola
 
 
 
 
 

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