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Pochissimi i fischietti da serie A

Pochissimi i fischietti da serie A
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Da Brighi a Gava, passando per Trefoloni e De Marco. Quanti errori nell'ultima giornata
ROMA, 17 novembre - Stavolta nean­che la moviola in cam­po avrebbe salvato la squadra arbitrale dal clamoroso 5-0 incassato nella giornata di cam­pionato numero 12 (in cui viene battuto il re­cord stagionale di rigo­ri assegnati: 5). Perché si mostravano sicurissi­mi Brighi e Gava, Trefoloni e De Marco. Sicumera, ma anche tappetinismo: ve­dasi la reazione verbale di Doni con Brighi. Queste sicurezze a van­vera preoccupano, la­sciano tutti alla fine con braccia allargate in un gesto di impotenza. Nei giorni delle designazio­ni s’era puntata l’atten­zione su Rocchi, il fio­rentino chiamato ad un bis importante nel derby romano dopo quattro giorni dalla sua prestazione (buona, la sua, negativa quella di Griselli associato agli assistenti che han­no tartassato il Toro di recente). E invece erano altrove i mostri: Brighi, tanto per cominciare. L’arbitro di Cesena è stato per certi aspetti impressionante a Ber­gamo: espulsione di Za­layeta, rigore assegna­to al Napoli e negato ai nerazzurri che reclame­rebbero spiegazioni e sospensioni. Arriveran­no, acuendo il proble­ma: perché se Morgan­tie Saccani, quelli che hanno salvato la scorsa stagione dal punto di vista arbitrale, li devi frenare per errori e sca­dimenti di forma, ecco che le scelte scarseggia­no.

Rosetti in Italia non è quello che vedia­mo in Europa. E in que­sto campionato il gioco si fa duro spesso e vo­lentieri, visto che i duri a giocare sono tanti: l’e­quilibrio accende micce che la middle class ar­bitrale non sa gestire. Brighi in Lazio-Siena, quasi indisturbato, non aveva visto un solare ri­gore laziale per mani di Galloppa: la prova del fuoco lo ha bruciato. De Marco ha regalato un altro rigore al Mi­lan: diranno che non ne ha bisogno una squa­dra tanto forte. Sbaglia­no: quarto penalty negli ultimi quattro turni in casa e la sensazione che a Lecce il Milan si sia inceppato anche perché il rigoretto non è arriva­to. Facilmente condizio­nabili, vittime di suddi­tanza, in ogni caso cambiano il corso delle cose i fischietti a San Siro. Gava commette un grave errore su Gi­lardino, ma quale si­mulazione ha visto lui e confermato Pugiola­to?

Che l’attaccante vio­la paghi ancora il gol di mano segnato a Paler­mo? Il designatore non è per nulla contento, i presi­denti anche: deve trova­re una strada nuova, forse, Collina, per far capire e crescere. Ripar­tire da Gervasoni che esce con personalità dal Massimino, nonostante i proclami pericolosi di Lo Monaco; conferma­re la crescita di Valeri che a Siena se la cava, nonostante le proteste irragionevoli del Siena; applaudire alla forza di volontà con cui si sta ri­prendendo Rizzoli. Re­sta l’interrogativo: la squadra degli arbitri e assistenti è adeguata al campionato? Arriva In­ter- Juve, ma tremiamo per Toro-Milan, Bolo­gna- Palermo, Chievo­Siena... Sarà anche ve­ro che gli arbitri non so­no finiti con Rocchi, ma di certo quelli buoni so­no pochi pochi.Alvaro Moretti
 
 
 
 
 

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