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Amauri, brasiliano 'made in Europe', fa sognare la Juve

Amauri, brasiliano 'made in Europe', fa sognare la Juve
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© LaPresse
 
Il bianconero ha annichilito i verdeoro del Milan e si lancia all'inseguimento dei nerazzurri e dello svedese. Ad inizio gennaio potrebbe anche diventare italiano: «Un regalo di Natale, maga­ri della Befana!». I tifosi già lo amano e si accorgono di lui anche gli sponsor
TORINO, 15 dicembre - Il cielo tossisce pioggia. Il campo è un pantano da cingoli. Tutto è bianco e nero. I colori pastello sono di un altro mondo. Per questo Amauri lascia nell'armadietto sponsorizzato le delicate scarpette rosa. Il nero basta, e urla sui pupazzi imbellettati del Milan. Due gol in mezzo a quattro ed è Amauri antIbra, Juve anti-Inter. Il Brasile che vince è quello sbagliato. Senza ghirigori e tic e tac. Vince la Juve con le vanghe in mano a spalar via cumuli di Milan bucato.

SOLO LA JUVE - Ronaldinho e Pato se lo guardano come uno straniero, quello strambo attaccante a due ante. Un pezzo di ghisa agile come uno di loro, veloce più della pronuncia del suo nome per esteso: Amauri Carvalho de Oliveira, nato a Carapicuiba. Un "nongiovane" di 28 anni. Un sudamericano made in Europe, un apolide in patria. Quale patria, questo è il punto. Dunga non lo convoca in nazionale, uno così. Meglio Adriano, Luis Fabiano o Robinho. Lippi aspetta che la questura faccia il suo corso. E lui, senza passaporto, si diverte a spaccare chi non se l'è preso. Perchè il Milan lo voleva quest'estate, non è un segreto. Il corteggiamento sulla Milano-Torino è durato qualche mese a mettere zeri nel discorso. «Ma alla fine la Juve mi ha voluto di più».

MAZZATE AL MILAN - E così, alla prima occasione, ha mangiato il Milan, ridefinendo tesi e antitesi del campionato: il derby d'Italia è uno solo, e magari quest'anno vale pure per lo scudetto. Non fosse stato per quello stinco di Muntari nello scontro diretto... Un vuoto nella piena. Con Amauri straripante. Cinico come i due gol in faccia ai corteggiatori. Non è riuscito a rabbonirlo nemmeno Galliani in settimana: «Per un po' l'abbiamo corteggiato, poi il corteggiamento è andato in bianco. Anzi, in bianco e nero. Spero che domenica si comporti bene». Macchè. Due mazzate a chi l'ha voluto di meno. Funziona così, pure per questo un Amauri azzurro in più diventerebbe automaticamente un Amauri verdeoro in meno. Tra l'altro, il 2009 è l'anno di Italia-Brasile, tra amichevoli e Confederations Cup. Il punto è che Amauri è già a quota 10 gol in campionato, due in Champions (preliminari compresi): mezzo gol a partita di media. È il gigante dei soldatini di ferro, quelli che non mollano mai. I Ranieri boys, capaci di mettersi da soli in scia all'Inter dopo che già ad ottobre parevano un castello di Lego in decostruzione. Amauri è perfetto nel riassunto juventino: è nuovo perché è appena arrivato, è vecchio perché ha già 28 anni, è straniero perché è brasiliano, è italiano perché quasi quasi ci siamo, è potente come il più classico dei piloni, è fantasia perché i doppi passi mica li fai solo col nome che finisce in "inho".

JUVE GIOVANE - Per cui se la Juve esplode in una domenica di diluvio incendiando pure l'acqua, tutti i temi di cui sopra vengono giù a catinelle. "La Juve dei giovani", hanno immediatamente rilanciato tutti. Altro che quei dinosauri del Milan, estinti da quell'Amauri lì. Ne sono bastati due - Marchisio e De Ceglie - per cancellare i documenti di Del PieroNedved. Il futuro è un pezzo di ferro bianco e nero. Una teoria di opposti in un fortissimo Tao. Amauri Carvalho de Oliveira, da Carapicuiba. E mentre lo chiamate, lui ha già spaccato il mondo della fantasia.

SUL PASSAPORTO - Certo ci vorrebbe un pas­saporto nuovo, il lasciapassare per la maglia azzurra. Così il quadro sarebbe completo, così l’esaltazione di Amauri sareb­be condivisa a livello naziona­le. «Un regalo di Natale, maga­ri della Befana?», Amauri ride: «Magari!». Ha trovato una dop­pietta, ha conquistato la parti­ta (i numeri dicono che è il gio­catore più decisivo del campio­nato: «Che bello la prima do­pietta, sono felice»), ha accen­nato passi di samba: «Ci ha aiutati anche il pubblico, c’era tanta gente e ci ha spinto tan­to, ci ha dato la carica».

 
 
 
 
 

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Commenti

  • aleksiei15/12/2008 20:03:15
    AMAURI centravanti moderno forte tecnicamnte, in acrobazie è devastante
    gioca per la squadra e per mè può ancora migliorare giocando con il CAPITANO!!!! GRANDE CARVALHO!!!!! non ti fermare!!!!
     
     
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