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Il 2009 di Buffon non sceglie: «Vincere, in Italia o Europa Ma la Juve può fare uno scherzetto all'Inter»

Il 2009 di Buffon non sceglie: «Vincere, in Italia o Europa Ma la Juve può fare uno scherzetto all'Inter»
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© LaPresse
 
Il portiere bianconero ha ormai recuperato dall'infortunio ed è pronto a tornare tra i pali. «Non dobbiamo perdere terreno dai nerazzurri, che possono frenare. Complimenti a Manninger e a tutta la squadra, sono stati bravissimi. Potrei giocare un tempo a Messina, poi sarò a disposizione del mister»
TORINO, 3 gennaio - «In questi giorni fa decisamente freddo, è la temperatura ideale per restare integri e non invecchiare!». Sereno e sorridente, Gigi Buffon inizia il suo 2009 con la voglia di riprendere il suo posto tra i pali e aiutare la Juventus a «vincere qualcosina. In questo ambiente da sempre la Champions e la vittoria in Europa ha qualcosa in più, anche se dopo quello che ci è capitato la gente ti chiede anche lo scudetto». Buffon scherza sul freddo di Vinovo che «allunga la carriera». «Gioco fino a quando mi sento Buffon -precisa-. Penso di poter giocare ancora per un po' di tempo...». Poi spiega di essere pronto al rientro: «Penso che nell'amichevole di Messina giocherò un tempo, poi ci sarò per la Coppa Italia col Catania il 14, per il Siena vediamo. Sicuramente dal 14 sono a disposizione».

COMPLIMENTI A MANNINGER - Buffon ci tiene a fare i complimenti a chi lo ha sostitutito in questi mesi, Alex Manninger: «E' stato molto bravo, non credo sia stato facile, soprattutto per il momento che stavamo vivendo. Ha sbagliato poco, anche grazie alla squadra, ma la bravura di un portiere è sbagliare poco». Il rammmarico è per qualche big-match perso: «Mi è dispiaciuto saltare l'andata o il ritorno col Real, e la gara di San Siro con l'Inter», spiega ancora il portiere, che si complimenta anche con il resto della squadra: «I compagni sono stati bravissimi. in un periodo delicato, e per molti era la prima volta che vivevano un certo dtipo di situazione. Per il senso di compattezza la squadra è stata grandiosa. Le cose stavano andando male, c'erano tanti infortunati... Loro sono stati bravi ad ovviare a queste assenze e hanno dimostrato di poter fare grandi cose anche senza di noi».

SCHERZO ALL'INTER - Ma i complimenti di Buffon vanno anche agli avversari: «L'Inter? E' quella che sapevamo. Penso che ripetersi è sempre più difficile, per questo ai nerazzurri vanno i miei complimenti. Col cambio di allenatore hanno incentivato la voglia di vincere dei giocatori». La rimonta, però, è possibile: «La squadra ha sicuramente una rosa superiore alle altre. Ma la Juve è un'ottima squadra, sta facendo un grande campionato e magari potrebbe fare uno scherzetto all'Inter se dovesse inciampare. Però ci vuole rispetto e bisogna sempre riconoscere i reali valori degli avversari».

JUVE, CHE GRUPPO - L'Inter, però, sembra troppo legata alle prestazioni di Ibrahimovic. «E' un grande campione -dice Buffon-, ha un'importanza incredibile per il gioco dell'Inter, che non è però solo Ibra. Lui però è il giocatore che ti aiuta nei momenti di difficoltà». «In questo senso -aggiunge- si può dire che la Juve è più squadra e lo ha dimostrato proprio in questo periodo. Anche noi, forse presuntuosamente, pensavamo che le nostre asssenze potessero pesare, ma alla fine non è stato così. L'Inter senza Ibra magari fatica di più, perché non è abituata». L'Inter potrebbe rallentare, ma per Buffon è importante che non lo faccia la Juve: «Il calo dell'Inter? Noi pensiamo a non perdere altro terreno fino alla Champions, poi ci potrebbero esserci delle svolte. Noi dobbiamo essere pronti per non dare vantaggi a loro». A febbraio ritorna la Champions, ma fino a quel momento si pensa al campionato.  «La Champions, col fatto che siamo in grado di giocarcela con tutti, forse può sembrare più semplice col discorso del doppio scontro -afferma Buffon-. In campionato, invece, anche dopo tante vittorie restano i punti di distacco. Ma non si possono fare ora delle scelte. Diamo il tutto per tutto e poi vediamo». 

SIRENE INGLESI - Il numero uno della Juve è sempre al centro delle voci di mercato. Voci che, spiega Buffon, possono far piacere, ma restano infondatei: «L'Inghilterra? Ogni tanto leggo e sorrido. Perché parliamo sempre di un portiere, non di un attaccante o un fantasista... Certo, mi fanno piacere queste voci. Ma resto con i piedi per terra. Seguo il calcio, non il fantacalcio.... Non c'è nulla di vero». «La voglia di confrontarmi con un altro calcio? -prosegue- Anni fa lo avevo detto, ma dipende dai momenti. Ma questo non vuol dire che voglio andare da qualche parte».

AMAURI - In conclusione Buffon si sofferma sulla 'scelta' del compagno di squadra Amauri, in bilico tra Italia e Brasile. «Quando si parla di nazionalità credo che il calcio debba restarne fuori -commenta- Credo che Amauri debbba scegliere quello che ritiene più opportuno. Questa è una scleta importante per un uomo, non per un calciatore. Deve scegliere in tranquillità».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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