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Moggi: «Restituite gli scudetti alla Juve»

Moggi: «Restituite gli scudetti alla Juve»
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© LaPresse
 
L'ex dg bianconero: «L’Inter onesta? Un gol come quello di Maicon a Siena noi non l’abbiamo mai segnato. Oggi non mi dimetterei più»
ROMA, 15 gennaio - Ha avuto molto e molto ha perso nella sua vita, Luciano Moggi: il potere, il successo, la sconfitta e la vergogna, anche la discesa negli inferi della pro­pria coscienza. Non ha, non avrà mai la macchina del tempo: non può regolare le lancette dell’orologio e ri­tornare al 16 maggio del 2006. A“Porta a Porta” ri­pete a Bruno Vespa quello che deve essersi detto mil­le e mille volte: «No, non mi dimetterei più, se potessi tornare indietro non mi dimetterei: mi pento di aver­lo fatto, quel 16 maggio. Di solito la proprietà ti difen­de, specie se hai portato tante vittorie, la Juve invece in quel caos non difese me e così ha finito per non di­fendere neanche la Juve. Per questo se tornassi indie­tro non mi dimetterei dalle cariche». E’già innescato, Luciano Moggi, quando racconta anche questa: «Adesso parlo io» recitano i maxischermi che fanno scenografia nello studio 5 di via Teulada. La sentenza Gea spegnendo il fuoco dell’associazione a delinque­re ha riacceso l’interesse più sulla svolta processuale che sulla condanna senza effetti per violenza privata, il processone di Napoli, per il quale solo lui ha chiesto quasi 500 prove testimoniali, da martedì riproietterà l’Italia del pallone e non solo (come testimoniano gli in­viti da Vespa e per il figlio a “Matrix” domani) all’idea che si possa rivedere davvero anche il processo spor­tivo che ha tolto a Moggi tutto e alla Juve un pezzo di storia e molti pezzi pregiati della squadra mondiale.

L'ATTACCO - Tra i primi pensieri quello sugli scudetti che ora la gente juventina torna a rivendicare pubblicamente: scorrono le interviste davanti agli stadi di Torino, Ro­ma e anche un bel po’d’interisti che non si sentono ad­dosso quello scudetto numero 14. «Quei due scudetti dovrebbero essere restituiti alla Juventus», dice Mog­gi. Ma non è solo guardandosi indietro, nelle carte da presentare a Napoli per essere scagionato dall’accusa di associazione a delinquere che Moggi risolve la lun­ga serata in cui torna in onda subito dopo la fine del­la diretta della Juventus in Coppa Italia. L’Inter nel mirino, come da tre anni a questa parte, co­me sarà quando attaccherà nel processo di Napoli sul fronte dello scandalo Telecom. Ma anche il potere del Milan (ma non svela perché vuole Berlusconi testimo­ne a Napoli, perché dell’incontro del 9 settembre 2005 non parla). Attacca ferocemente, denunciandoli, i rap­porti tra l’inquirente maggiore Auricchio e il suo ne­mico storico Baldini. Poi spiega che il male assoluto per lui e la Juve sia stato proprio l’abbandono della nuova società del vecchio e scomodo direttore generale.

Leggi l'articolo completo sull'edizione odierna di Tuttosport Alvaro Moretti
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • juventus8416/01/2009 15:47:51
    tifosi juventini uniamoci iscrivetevi al gruppo facebook amici di nessuno juve per sempre.riprendiamoceli 28 29 e 30 regalato all'inter senza squadre rivali.
  • king7216/01/2009 12:35:32
    Se c'e' qualcosa che le recenti sentenze NON mi hanno provocato, e' lo stupore. Io, juventino da sempre e per sempre, ho visto con i miei occhi tutti i campionati incriminati per me non c'e' mai stato il benche' minimo dubbio che calciopoli fosse una orrenda e spietata manovra dei veri poteri forti del calcio per togliere di mezzo la miglior dirigenza del nostro calcio, punto e stop.
  • alandre15/01/2009 14:54:12
    Secondo me Moggi ha pagato per la sua imperdonabile arroganza.
    Per anni in televisione, difronte a tutti gli italiani, ha voluto far vedere che lui sapeva tutto, poteva tutto, era in controllo di tutto.
    Si e' tirato calciopoli addosso da solo, per la sua enorme mancanza di umilta'.
    Qualcuno, stufo come tanti di una persona cosi' piena di se stessa, gliel'ha voluta far pagare, e purtroppo la Juve ne ha dovuto subire le conseguenze.


  • 15/01/2009 14:30:57
  • 15/01/2009 13:38:47
  • carmy78JUVE15/01/2009 13:26:11
    Effetivamente Moggi è stato subito processato e condannato senza poter dimostrare la sua innocenza o meglio dire la sua spontaneità e naturalezza nel fare gli interessi della JUVE; in effetti secondo me quello che faceva Moggi era una cosa che facevano tutti i dirigenti di un qualsiasi club, solo che la Juve essendo la squadra più forte e più amata dagli italiani ma allo stesso tempo più odiata dava fastidio a qualcuno, e quel qualcuno a fatto si che nascesse tutta questa storia. FORZA MOGGI.
  • jbcool15/01/2009 13:21:38
    Contrariamente a quello che fanno molti "tifosi" ora, io sto dalla parte di Moggi, è stato usato solo come capro espiatorio dai vertici della lega (rossi) che poi passò alla tim, thò , si chiama serie A TIM vero? Lucky Luciano costruì la Juve più grande della sua storia senza spillare un quattrino agli Agnelli e nella finale mondiale c'erano 8 dei giocatori comprati da lui.... Il più grande intenditore di calcio di tutti i tempi, come vorrei riaverlo insieme agli scudetti.....
     
     
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