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Vialli, Di Livio e Ranieri ricordano l’incredibile Juve-Fiorentina del dicembre ‘94

Gianluca Vialli
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© LaPresse
 
Marchisio, che all'epoca aveva solo 8 anni, era in tribuna con la famiglia: «Spettacolo incredibile»
MILANO, 22 gennaio - Sulla panchina della Fiorentina c’era Claudio Ranieri, ora alla guida della Juventus. Su quella della Juve c’era Marcello Lippi, ora alla guida della nazionale. In campo, con la maglia bianconera, c’erano personaggi del calibro di Gianluca Vialli e Angelo Di Livio, oltre a un ragazzetto di bellissime speranze che ancora incanta negli stadi di tutto il mondo, un certo Alex Del Piero. Era il 4 dicembre 1994. Al Delle Alpi Juventus e Fiorentina giocarono una partita rimasta nella memoria dei tifosi bianconeri per la grandissima rimonta operata dai ragazzi di Lippi, che, sotto di due gol, riuscirono incredibilmente a portare a casa i 3 punti. A meno di cinque giorni dalla nuova sfida contro i toscani, i protagonisti di allora ricordano quel match nell’ambito della trasmissione “Permette Signora”, in onda stasera alle 18.30 e in replica a mezzanotte su Sky Sport 1. Claudio Marchisio, all’epoca, in campo non poteva esserci, avendo solo 8 anni. Ma, da bravo tifoso della Juve, era in tribuna con la famiglia. E anche lui conserva ricordi indelebili di quel giorno.

VIALLI - Gianluca Vialli fu l’uomo della rimonta. Segnò i gol dell’1-2 e del 2-2, per poi esultare con Alessandro Del Piero quando il futuro capitano mise a segno il gol della vittoria. «Quella partita fu la svolta del campionato - racconta l’ex attaccante bianconero -. Essere sotto due a zero in una partita così importante e in un momento cruciale del campionato e recuperarla così. Potete immaginare il tipo di esaltazione dopo la partita, la testa, la carica, la convinzione di essere una squadra pronta per traguardi importanti. Quelle sono vitamine, altro che allenamenti e sedute dallo psicologo, quando vinci una partita così poi te la porti dentro per molto tempo, ti dà una carica positiva straordinaria. Noi pensavamo già di vincere lo scudetto, lo avevamo già pensato dal primo giorno di ritiro. Però ci volevano delle conferme in campo e in quella partita le trovammo». Il Del Piero di oggi è il Vialli trascinatore di allora? «Io non lo posso dire, ma se qualcuno lo dovesse dire, mi farebbe un grande piacere, sarebbe un grande onore sentirlo o leggerlo. Speriamo che a qualcuno venga in mente di dirlo». Cosa ricordi di quel gol di Del Piero? «Il suo gol fu un gran colpo di c… No, fu un grandissimo gol per come lo pensò, un gol straordinario per la coordinazione, per il coraggio di provare una giocata così difficile. Devo dire che non colpì la palla benissimo, fu il classico movimento in cui la palla colpisce prima lo stinco poi la caviglia e si alza e va all’incrocio dei pali, però questo non lo diciamo a nessuno. Io però ero lì e l’ho visto! Ma alla fine quello che conta è che la palla sia entrata all’incrocio dei pali, e che lui ci abbia fatto vincere la partita». Ci sono delle caratteristiche in comune tra la Juve di oggi e quella di allora? «Devo dire che la Juve degli ultimi due anni ha sempre queste qualità che si dice - e io credo che sia vero - facciano parte del dna di questa società e cioè la caparbietà, la voglia di non mollare mai, la capacità di ottenere sempre il massimo di quelle che sono le proprie potenzialità. Direi che quella Juve era la stessa che poi continuò con Lippi, la stessa di Capello, la Juve di oggi. Certe qualità fanno parte della società bianconera».

RANIERI - Claudio Ranieri allora guidava la Fiorentina. Quella gara se la ricorda benissimo, anche se vorrebbe dimenticarla. «No, non la voglio ricordare. Io le cose brutte me le dimentico. Stavamo vincendo due a zero, stavamo giocando benissimo, richiamavo la squadra perché vedevo che si voleva fare il terzo gol e non si dava in quel momento rispetto all’avversario. E arrivò il due a uno, il due a due, e poi ci fu quel gol di Del Piero. Un capolavoro. Palla in verticale, lui entrando quasi in spaccata, di esterno collo destro la mise all’incrocio dei pali di Toldo. Un gol fenomenale. E da lì, se non ricordo male, iniziò la cavalcata della Juventus che portò alla vittoria dello scudetto. Allora non pensai tanto al ragazzo fenomenale che avevo di fronte, che segnò il gol del 3-2, ma pensai a noi che avevamo perso una partita che invece avevamo dominato per tre quarti di gara, ma la carica della Juventus nel non voler mollare ebbe la meglio. Io credo che forse la Juventus di Lippi iniziò proprio da quella partita. E comunque Del Piero è meglio averlo dalla mia parte, che contro!».

DI LIVIO
– Di Livio quel giorno era infortunato. Ma della Juve di Lippi era una delle colonne. E anche lui conserva un bel ricordo di quel pomeriggio. «Io la vidi dalla tribuna, avevo uno stiramento al collaterale. Che rabbia fu perdermi una delle partite storiche della mia Juventus! Ricordo che al gol di Del Piero venne giù lo stadio, una cosa pazzesca. In pochi ci credevano, noi sì. Alla Juve di oggi manca ancora qualcosa, ma ha lo stesso spirito di sacrificio, la stessa voglia di non mollare mai. Assomiglia alla nostra: è grintosa, molto fisica, compatta in campo e unita fuori dal campo. Mi sembra un bel gruppo. Del Piero? Infinito. Ha gli stimoli di un ragazzino. Ma il mio sinistro era migliore del suo (ride, ndr). Il Di Livio di questa Juve? Direi Nedved».

MARCHISIO - Infine, il ricordo di Marchisio, che il match lo vide alla tribuna con la famiglia. «Me lo ricordo bene, eravamo in tribuna centrale, terzo anello, mi ricordo che ero allo stadio con tutta la famiglia, papà faceva l'abbonamento per tutta la famiglia, anche a mia sorella. Andavamo tutti allo stadio. Me la ricordo perché è stata una partita bellissima. E poi contro la Fiorentina, una rivale storica della Juve. Sono partite che si sentivano molto e quindi è stata sicuramente importante. Il gol di Del Piero, la rimonta, tutto straordinario. Poi, quella partita, dopo un po’ di anni l’ho giocata anch’io. Era la prima della stagione con la Juve in A, rientravo dall’Olimpiade, sapevo fin dall'inizio della stagione che c'erano tanti centrocampisti che sono tutti dei campioni, come Poulsen, Tiago, Sissoko, Cristiano Zanetti. Sapevo che lo spazio poteva essere molto ridotto per me durante l'anno. Poi, il fatto che ci siano stati diversi infortuni, Sissoko squalificato per la prima partita, mi ha permesso di giocare. Ero partito con l'idea di fare bene le prime partite per cercare di ritagliarmi lo spazio durante l'anno. Ho un buon ricordo della sfida del Franchi». Cos’è rimasto in te del bambino che nel ‘94 era in tribuna? «La stessa voglia di vincere: ce l’avevo da spettatore, ce l’ho adesso in campo, vincere per la Juventus».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • pindarico6724/01/2009 01:49:14
    ciao raga vi racconto la scena il tutto si svolge a casa mia a roma ebbene si sono romano,durante quelli che il calcio punteggio 0.2 avete presente la morte ne cuore uguale, nel 2°tempo ki va in trasmissione zeffirelli all'inizio s pregusta la vittoria a poki minuti dalla fine gol del piero ebbene andai davanti alla tv strillando contro quella m...a d'omo poi nn contento gli feci il gesto dell ombrello e il classico indice i miei erano emozionati e basiti dalla mia reazione al 3°gol juventino
  • agobianconero1023/01/2009 17:28:45
    LE COSE MERAVIGLIOSE DI QUEL 1994
    LA JUVE DEGLI AGNELLI
    UNA SOCIETA'GESTITA DA PERSONE CAPACI DI FARE IL PROPRIO MESTIERE BENE
    UNA TRIADE VINCENTE
    UNA SQUADRA CREATA PER VINCERE E STRAVINCERE PER DIECI ANNI
    ABBIAMO VISTO NASCERE UNA STELLA,IL NOSTRO CAPITANO,UN FENOMENO INIMITABILE.......SIGNORI TUTTI IN PIEDI E GIU' IL CAPPELLO, SI CHIAMA DEL PIERO!!! (sono orgoglioso di averlo premiato con una semplice targa il 14 settembre 1994 ospite del juve club Bornate(VC)
  • king7223/01/2009 13:41:22
    Ero in curva sud,con mio padre.Checche' ne dica Ranieri, la partita la faceva la Juve e nell'intervallo (sul 2 a 0 per loro)mio padre disse:"non si puo' perdere una partita cosi'". E poi ricordo che al gol di Del Piero ci fu una brevissima pausa di silenzio poiche' nessuno realizzo' al volo che cosa aveva combinato quel ragazzino...E mio padre fu praticamente travolto dai tifosi, lo dovetti tenere per l'impermeabile senno' me lo sarei perso tra i gradoni.. :)
  • bouscher197922/01/2009 21:36:43
    a ripensarci mi vengono gli occhi lucidi! ero al campetto a giocare a calcio e ci eravamo fermati tutti ad ascoltare la partita alla radiolina perchè la juve stava rimontando. qualcuno disse: "se vinciamo questa, non ci fermiamo più e vinciamo lo scudetto". e poi arrivò il 3-2 di alex e anni di vittorie...
  • pazzo9322/01/2009 19:23:44
    avevo un anno. Nn mi ricordo niente di quel gg ma è straordinario sl a vedere il video del goal di pinturicchio mi vengono i brividi... P.s. lo sò ke nn c'entra nulla ma "Ibra ti odiooooooooooooooooooooo"...
  • fabiotax222/01/2009 10:30:41
    Io quella partita non me la dimenticherò mai.Ho vissuto una delle emozioni più forti .
    Ma volevo sottolineare una cosa che dice Ranieri:"richiamavo la squadra perché vedevo che si voleva fare il terzo gol e non si dava in quel momento rispetto all’avversario". Ma stiamo scherzando? A parte il fatto che il rispetto lo si da andando a fare il terzo gol. E poi cmq questa è una mentalità davvero da perdente. E infatti è quello che è successo. Ma con questa mentalità si può allenare la Juve?
  • natobianconero7821/01/2009 23:16:55
    marchisio sei forte
  • aleksiei21/01/2009 22:54:43
    quella partita dette due sentenze che rimmarranno nella storia
    la prima e che quella JUVE apri' un ciclo e diventò la squadra più forte e temuta di tutto il pianeta
    la seconda che con tutto il rispetto per la persona ma come allenatore
    quell'etichetta pippieri non se l'è mai tolta "cioè perdente"
    non voglio fare della retorica ma ogni volta che lo vedo in faccia mi
    ricorda proprio quella partita.
    per il bene della JUVE spero che a maggio e giugno mi smentisca.
     
     
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