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La signora Ferrara: «Il mio Ciro, che spasso!»

La signora Ferrara: «Il mio Ciro, che spasso!»
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«E’testone e un po’permaloso, ma generosissimo. Per lui tornerò allo stadio. Siamo amici delle famiglie Cannavaro e Del Piero. Il rapporto fuori campo non cambierà»
TORINO, 7 giugno - Da vent’anni Paola Ferrara è al fianco del marito Ciro, condividendone carriera, gioie e sacrifi­ci. Presenza discreta e mai sbandierata, ma costante: è lei il punto di riferimento per la famiglia, per Ciro e i figli Benedetta, Paolo e Giovanbattista. E proprio Paola, visto il momento storico, fa uno strappo alla re­gola e ci racconta il suo Ciro segreto.

Signora Ferrara, quando ha conosciuto suo ma­rito?
«Sulla spiaggia di Separo, a Gaeta: avevamo quindi­ci anni entrambi, frequentavamo lo stesso lido e lui non era il Ciro calciatore. Un anno e mezzo dopo vin­se il torneo Allievi con il Napoli e iniziò ad andare in ritiro con la prima squadra. A 18 anni ci siamo rivisti e messi insieme, a 22 ci siamo sposati. La prossima settimana festeggiamo 20 anni di matrimonio, sono orgogliosa di questo traguardo perché, guardandomi attorno, vedo tante coppie scoppiate e invece noi sia­mo ancora qui».
 
Che cosa l’ha colpita di Ciro? Come l’ha conqui­stata?
«Un giorno mi confidai con la mia più cara amica, che è pure sua cugina, e le dissi:“Non è tanto carino, così magro magro e riccio riccio, ma è talmente simpati­co...” Lui mi fa ridere e penso che, all’interno di una coppia, sia una componente fondamentale».
 
Deduco che continui a farla sorridere...
«Sì, ancora adesso ridiamo molto. Un esempio? Quan­do è stato scelto dopo l’esonero di Ranieri gli ho man­dato un sms scherzoso “Allora Ciro, sarò la moglie del mister per due settimane” e lui mi ha risposto “Alla terza ti esonero”. L’altro giorno, all’annuncio ufficiale della Juve, gli ho messaggiato:“E no, caro, durerò due anni”».

Nel mondo del calcio trovare una coppia norma­le come la vostra è una rarità.
«Io ho fatto una scelta, a 21 anni volevo essere moglie e madre. Ho seguito la mia indole e sono contenta. Ho avuto i figli da giovane, Ciro era spesso lontano per la­voro, ma sapeva che a casa c’ero io. Conduciamo una vita normale, anche se lui è stato un calciatore famo­so: qualche concerto, qualche serata a teatro. Adesso vedo mia figlia che non pensa al matrimonio, che vuo­le lavorare ed essere indipendente. Io, però, mi sento appagata per quello che ho avuto e che abbiamo co­struito ».

Ci dica un pregio e un difetto di Ciro.
«E’ un gran testone, vuole avere sempre ragione. E’ anche permaloso, però è un vero generoso, con tutti».

Che papà è?
«Anche se spesso non era a casa, i figli sapevano che lui c’era, comunque. Presente nella loro vita scolasti­ca e nella quotidianità. Adesso che sono cresciuti in­teragisce di più. E poi i figli ti mantengono giovane: Benedetta, la più grande, gli ha caricato l’ipod di bra­ni stranieri, così lo aggiorna sulla musica».

E’ geloso della figlia?
«E’ sempre stato geloso, soprattutto quando Benedet­ta aveva 15-16 anni e iniziava a uscire con gli amici. Adesso, ormai, è fidanzata...».
 
Suo figlio Paolo, 16 anni, gioca negli Allievi regio­nali della Juventus: seguirà le orme del padre?
«Gioca da otto anni ma lo fa così, davvero per sport, abbiamo voluto lasciarlo tranquillo senza caricarlo di responsabilità. Con il cognome che porta è più diffici­le emergere, vedremo col tempo».

Come è nata invece l’idea dello spot familiare per un dessert?
«In realtà doveva girarlo soltanto Ciro, è lui il vip in casa Ferrara. Gli hanno accostato un’attrice, ma non emergeva l’idea della famiglia. Poi il regista, vedendo una nostra foto, ha pensato di scritturarci tutti, bam­bini compresi. E se resistiamo da tanti anni significa che funziona. Riusciamo a trasmettere l’immagine di una famiglia felice, la nostra».

Com’è Ciro quando recita?
«E’ il suo habitat naturale, la sua simpatia è una do­te, a lui bastano due ciak per registrare la scena, a me ce ne vogliono cinquanta...».

Da responsabile del settore giovanile ad allena­tore della Juventus: se l’aspettava?
«Quando ha smesso di giocare diceva di non voler al­lenare. Poi c’è stato il Mondiale di Germania e lì, ve­dendo in tv le immagini in cui era lui il primo a esul­tare dalla panchina, ho capito che il suo futuro era quello: allenatore. Sono contenta abbia coronato un sogno e sono pure consapevole che adesso è il momen­to della gioia poi arriveranno anche difficoltà».

Voi siete molto amici con i Del Piero e i Canna­varo: come cambieranno i rapporti adesso che Ciro è diventato il loro allenatore?
«In campo, certo, cambieranno. Fuori la nostra ami­cizia è troppo forte perché venga meno. Soprattutto con Cannavaro, sono cresciuti insieme. E Fabio e Ales­sandro sono troppo intelligenti e bravi professionisti per non trasformare i rapporti di lavoro».

Lei da 15 anni si è trasferita a Torino: come è cambiata la città?
«All’inizio mi mancava la famiglia e il mare, da buo­na napoletana. Poi, mi sono calata nella nuova realtà e apprezzo davvero Torino. Ho persino imparato a sciare... In questi anni la città è cambiata, ora è più bella».
 
Da quando Ciro ha smesso di giocare lei non è più andata allo stadio. Adesso?
«Da agosto ritornerò, lo prometto. Non sarà più il Del­le Alpi, ma l’Olimpico, comunque sarò in tribuna».

E ricostruirà il gruppo di mogli e fidanzate di giocatori, che avevate creato in passato?
«Perché no? Eravamo in tante e molto affiatate ai tempi di Ancelotti, Lippi e Capello».

Ultima domanda: cos’è per lei la Juventus?
«Una parte della mia e della nostra vita. In realtà io tifo Ciro: l’ho fatto 10 anni col Napoli e 15 con la Juve».Marina Salvetti
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • GenoaF.C.189315/06/2009 13:19:53
    VATTENE DALLA JUVE! Che torni a fare la pubblicità.
  • albanesjuventino08/06/2009 10:10:51
    Ciro sei grande ma non farchi influenzzare da Del Piero
  • Giuuuuuventus07/06/2009 18:39:14
    Complimenti alla famiglia Ferrara.
    Penso che nella vita la cosa piu importante sia la serenità e la gioia di dividere insieme gioie e dolori. Ciro ha dalla sua parte la simpatia una gran dote. Se in una coppia non si ride non c'é niente da condividere. Complimenti Sig. Ferrara e auguri al neo mister
  • vincente07/06/2009 18:01:00
    vorrei vedere che la moglie non lo difendesse, ferrara è un napoletano, quindi a volte simpatico a volte unpò meno, ma non è detto che sia un bravo allenatore, è una scommessa e quindi a rischio, se risulta blanc ha vinto la scommessa in caso contrario....pazienza, si può sempre richiamare ranieri che è a libro paga e non si spendono altri soldi
     
     
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