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Ferrara esclusivo: «I miei giocatori devono litigare»

Ferrara esclusivo: «I miei giocatori devono litigare»
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© Foto Pegaso
 
Intervista al tecnico della Juve: «A me piacciono i giocatori che quando serve si arrabbiano tra loro, tipi alla Nedved. Il rombo? Pronto a cambiare. E’ un momento difficile, ma non facciamo drammi. Accetto le critiche, purché non siano prevenute». LEGGI L'INTERVISTA SULL'EDIZIONE DI TUTTOSPORT IN EDICOLA
TORINO, 9 ottobre - Scusi Ferrara, come vive il primo momento difficile della sua carriera di allena­tore juventino?
«Non è un dramma. C’è dispia­cere, delusione. La sconfitta fa sempre male, a prescindere dal modo. Con il Genoa abbia­mo recuperato una partita strameritata. Se avessimo per­so mi sarebbe spiaciuto ugual­mente. Sapevo che prima o poi sarebbero arrivati questo mo­mento e la partita giocata ma­le. Bisogna interrogarsi, capi­re e ripartire, gestire i momen­ti ».

Insomma, non è crisi.
«Non ritengo si possa parlare di crisi. Comunque, è bene di­stinguere. La crisi di risultati non c’è, siamo a due punti dal­la vetta e con dati confortanti rispetto alla scorsa stagione. Se ci riferiamo al momento non brillante rispetto a inizio stagione, ebbene è vero. Dob­biamo lavorare e guardare dentro di noi, assumerci le ri­spettive responsabilità».

Soprattutto i giocatori, a Pa­lermo non hanno mostrato un approccio impeccabile. L’ha ammesso Chiellini.
«No, le responsabilità sono di tutti e mi ci metto dentro in primo luogo. Non posso sot­trarmi. Parte del mio lavoro ri­siede nel gestire e motivare tutti: i giovani e i vecchi, che magari ne hanno più bisogno».

Lei ha certo individuato le cause del calo.
«Beh, s’è giocato tantissimo. E soprattutto, a causa degli infor­tuni, ho dovuto chiedere gli straordinari a qualcuno, anzi­ché concedere riposo. Trovare gli stimoli tutte le volte non è semplice, ma la Juve richiede sempre il 100%».

Negli ultimi tempi avete subìto le avversarie.
«Abbiamo anche pareggiato al­cune partite, ma in modo di­verso. Non si può accomunare il rendimento avuto a Genova, con il Bologna o a Monaco. E mai mi sentirete incolpare i miei giocatori. Poiché siamo gli stessi d’avvio stagione, ognuno sa in cosa si sia sbagliato».

C’è chi sostiene che lei sia troppo amico dei giocatori.
«So di dover convivere con que­sta convinzione. Non ne hanno parlato nelle prime 4 giornate. ma ero assolutamente certo che prima o poi avrebbero ti­rato fuori la storia. Così come l’inesperienza. Posso dirlo? E’ un discorso qualunquistico, ba­nale. Non posso negare di esse­re amico con alcuni giocatori. Ma confermo che le mie scelte sono e saranno effettuate con la testa, non col cuore. A costo di incrinare rapporti. Confido che non succederà».

Lei è un allenatore severo.
«Io devo fare gli interessi della Juventus e lavoro per il bene della società e della squadra. Non ci sono interessi persona­li nel mio lavoro».

Come reagisce alle critiche?
«La critica mi fa riflettere. Mi stimola. Mi porta ad analizza­re le scelte, a guardarmi den­tro. Non mi piacciono però quelle cattive, di chi è prevenu­to».

Parliamo di modulo: sem­bra difficile il rombo con Camoranesi, Diego e due punte. La squadra perde equilibrio e si allunga.
«Vorrei sottolineare come sia­no gli stessi giocatori con cui abbiamo vinto in altre circo­stanze. E la squadra era com­patta, la difesa molto alta. In questo periodo subiamo tanto, è vero. Però molto dipende dal­la condizione fisica dei singoli giocatori, reduci da infortunio o affaticati. Eppoi c’è l’aspetto mentale. E’ chiaro, affinché questo modulo funzioni biso­gna essere al 100%. E sarebbe meglio se avessi la possibilità e la fortuna di scegliere tra i gio­catori ».

Alla ripresa vedremo una Juve diversa?
«Deve esserlo, assolutamente. Altrimenti è dura. Se invece ci si riferisce al modulo, ancora non so. Ma è mia convinzione che non bisogni fossilizzarsi su un sistema. Anzi, è utile indivi­duare e provare soluzioni di­verse. Ed è bene anche ade­guarsi ai giocatori e alle loro condizioni di forma».

Tra i grandi assenti,c’era Sissoko. Ora è pronto: pensa di utilizzarlo a fianco di Fe­lipe Melo, o a sinistra?
«Momo ha caratteristiche tec­niche e fisiche per adeguarsi a entrambe le soluzioni. Ha già giocato nel sistema dei due me­diani in linea, nel 4-4-2. Ha grossa stazza e prestanza fisi­ca, può giocare in un centro­campo a tre. E può andare al­to, per pressare gli avversari».

Passiamo ai nuovi: sinora non hanno reso secondo aspettative. E non si è vista la Juve richiesta da John Elkann, che vinca e diverta.
«Magari non è successo con­temporaneamente, ma i nuovi hanno mostrato le loro qualità. E la squadra in alcune circo­stanze è stata davvero bella. Diego è chiaro che nelle ultime uscite non fosse al meglio. Del resto s’è fermato due volte. Fe­lipe Melo ha mostrato un’otti­ma continuità di rendimento. Deve limitare certe sbavature. Fabio Grosso veniva da un pe­riodo in cui non giocava e, da quando è arrivato qui ha inve­ce giocato tantissimo. Perciò ha offerto prestazioni alterne. Il fatto è che vedo un potenziale enorme, qui. Dobbiamo ancora esprimerlo compiutamente».

Come si lavora con una squadra dimezzata, causa impegni delle Nazionali? E cosa si riesce a fare?
«Si cerca di migliorare la condi­zione fisica, o perlomeno si svolge un lavoro di manteni­mento. Cerco anche di stimo­larli, visto che i rimasti ambi­rebbero essere pure loro in Na­zionale. Insomma, si svolge la­voro di mantenimento. Chiaro, a me è spiaciuto non avere il gruppo al completo - stavolta ­per entrare subito nel vivo del­l’analisi e individuare le solu­zioni. Invece, i ragazzi tornano giovedì. Svolgeremo un solo al­lenamento tutti assieme...»

E sarà trascorso tempo dal ko di Palermo. Del resto lei non ha mai avuto la squa­dra al completo.
«Vero, ma non voglio costruire alibi. Sono inutili e dannosi. Anche perché, grazie a tutti co­loro che si sono fatti trovare pronti siamo in buona posizio­ne».
 
Passiamo ai singoli. Le pesa l’assenza di Del Piero, la sua capacità di risolvere. E quel­la di Tiago, che dà equili­brio.
«Parliamo di giocatori di asso­luta classe internazionale. Alex è decisivo. Tiago ha giocato ab­bastanza, poi si è infortunato. Ecco, a proposito posso dire che non mi è piaciuto quando qual­cuno ha sostenuto che schie­rassi Tiago per volere di Blanc, perché la società vuole vender­lo. Per me lui è importante»

Sulla fascia destra la Juve fatica. Le servirebbe un in­tervento sul mercato?
«Il gruppo attuale va benone. La società ha fatto investimen­ti importanti. Poi è tornata sul mercato per Grosso. Non mi sento di chiedere nulla. Certo, per lnostra impostazione, è ne­cessario che i terzini si propon­gano per dare ampiezza alla manovra e andare sugli ester­ni ».

Dopo 7 giornate, la Serie A rispetta le sue aspettative?
«E’ esattamente come la im­maginavo. Lo dimostra la clas­sifica, c’è molto equilibrio. D’al­tro canto è noto: il nostro non sarà il campionato più bello del mondo, ma è certamente il più difficile. Ed è forse più agevole battere le grandi rispetto alle piccole. Perché sono tutte squa­dre molto organizzate. E si fa­tica a trovare gli spazi».

E Mourinho è come se l’a­spettava?
«Fa parte del gioco. Se tutto re­sta nei toni giusti è assoluta­mente accettabile. Eppoi, io so­no dell’idea che ognuno sia li­bero di dire ciò che vuole. Sui calendari, però, ho voluto pre­cisare ».

Com’è cambiata la sua vita da quando allena?
«C’è molta più attenzione at­torno a me. Ho grande visibi­lità, tanto che qualcuno mi fer­ma per strada e mi saluta con un emblematico:“buon giorno, mister”. Fa piacere. E, nel mio caso, è come se riprovassi emo­zioni e sensazioni di quando ero calciatore. So di avere gran­di responsabilità».

E’ cambiata la vita privata?
«Io non parlo del lavoro, cerco di lasciarlo fuori dalla porta. Però, quando sono incazzato, si vede. Eccome. Da allenatore, ho la responsabilità di portare avanti una squadra così im­portante, per la società, per 25 teste e per uno staff eccellente che mi segue. La pressione c’è. L’allenatore è una figura im­portante, ne sono conscio. Per i figli, invece,è diverso. Ogni tan­to li vedo che sono su face­book. E si prendono in giro con gli amici».

In ogni sport di squa­dra si dice che la cosa più difficile, per un al­lenatore che è stato campione, sia capire e accettare gli errori dei gio­catori.
«Dipende. E’ chiaro che dalla panchina vedo errori di cui da calciatore neppure mi accorge­vo. A volte mi dico: non è possi­bile. Ma è un momento. Il mio obiettivo è migliorare i gioca­tori, l’intento è parlare loro per correggere cosa si è sbagliato. Mi piace si arrivi assieme».

Il suo rapporto con Canna­varo... Amici, una fondazio­ne benefica. E ora che è rientrato dal Real?
«Ci vediamo meno. E non ci crederete, ma mi chiama Mi­ster. E’ la sua professionalità. E’ un leader vero».

Uno com’era lei, che parlava poco, ma si faceva sentire...
«Cattura l’attenzione in spo­gliatoio. E’ una forza trascinan­te, però non è il solo».

Tra tutti i compagni che ha avuto, scelga quello che alle­nerebbe. Che le manca...
«Ho avuto la fortuna di alle­narlo per qualche settimana. E’ Pavel Nedved, atleta model­lo, campione di grandi qualità. E dotato di carattere, anche in­cazzoso, quando serviva. Capa­ce di far notare gli errori altrui. Io credo che in una squadra sia non solo utile, ma necessario confrontarsi sino al litigio. E’ un modo per migliorarsi. Non bisogna far finta di nulla per non avere problemi, per vivere tranquilli. Non mi piace que­sto atteggiamento. E’ una sor­ta di accordo tacito, di omertà».

Giocatore, dirigente. Poi la voglia di allenare.
«Tutto è dovuto al Mondiale 2006. Un’esperienza impor­tante. Poi, è vero, sono stato più fortunato. Non ho fatto la ga­vetta. Ma ho avuto un percor­so diverso che vorrei fosse ri­spettato. Non devo giustificar­mi con nessuno perché la Juve mi ha scelto. Piuttosto, voglio dimostrare di meritarla».

Deve qualcosa a a Raneri.
«Siamo 1-1, è meglio. Perché se non avessimo battuto la Roma, lui non sarebbe subentrato a Spalletti».

Sonni sereni con Amauri?
«Certo»

Per finire, i paragoni con Guardiola?
«Un po’ fanno piacere. Però in comune abbiamo l’età, supper­giù. Abbiamo percorsi diversi, storie. Lui ha già vinto tutto. A me piacerebbe».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • giggi_juventino11/10/2009 11:45:30
    Sono d'accordo sul fatto che MOMO ha prestanza fisica e faccia un movimento verticale a centrocampo. Xò è vero pure che il centrocampo a rombo richiede mezzali pure, TERZINI che spingono e tanta qualità ovunque. Invece io credo che MOMO non sia una mezzala che sappia allargarsi sulla fascia, i TERZINI di spinta non ci sono, i 2 ATTACCANTI non sono i tipi che si inventano la giocata dal nulla, ma vogliono gioco sulle fascie e cross.
    Soluzione: 3-4-1-2 con DE CEGLIE a sx e CAMO a dx.
  • anto6510/10/2009 07:49:12
    Non trovo giusto criticare Ferrara dopo sole 7 partite. Credo che lui sappia benissimo che Camoranesi, Diego, Amauri e Iaquinta insieme siano un grosso azzardo e come noi, vede benissimo le prestazioni indecenti di Zebina e compagnia bella.Troverà una soluzione. Non dimentichiamo che altri allenatori hanno preteso mesi e mesi per "amalgamare" i nuovi acquisti... Piuttosto, bisognerebbe dare un taglio a 'sti maledetti infortuni a catena.

  • Nik-Alex1009/10/2009 18:42:35
    Ciro nn intende litigare che se menano...Vuole competizione tra i giocatori ed e giusto che ci sia!! Naturalmente ora si dv vincere!!


    ANCORA NN DOVETE CAPIRE NN E DOPING QLL DI CANNAVARO E TT UNA BUFALA!
  • morattopolis09/10/2009 18:38:01
    la juve è come l'Italia... dall'interno arrivano molte parole e pochi numeri, OTTIMISMO... dall'esterno arrivano pochi commenti ma molti numeri... impietosi..
  • franz.209/10/2009 18:29:11
    Questa è la più brutta Juve che io ricordi. Quasi mi fa rimpiangere Ranieri!
    Temo che Ferrara non sia tagliato per fare l'allenatore!
  • morattopolis09/10/2009 18:10:39
    un consiglio..il parere di un 'pirla'.. basta verticalizzazioni estreme, tutti che partono in dribbling.. vero è che la strada + corta per la porta avversaria è la retta ma troppo spesso è anche la strada per scollegare i reparti per sfilacciare la squadra.. non dico di copiare il milan (nooooooohhhh) ma un gioco leggermente + ragionato..zebina,chiellini,melo,non si devono + permettere di dribblare..chiellini e legrottaglie basta lanci lunghi. la squadra deve avanzare e rientrare sempre compatta
  • morattopolis09/10/2009 18:01:37
    ..segue.... peccato che questo messaggio si ripete continuamente solo per nascondere i veri numeri... catastrifici.. e la juve sta copiando.. tutti a seminare ottimismo.. il sale della vita...

    FERRARA. ti regalo un aforisma di Einstein... NON SI RISOLVE IL PROBLEMA CON LO STESSO METODO DI PENSIERO CHE L'HA CREATO... cambiamo velocemente che finora le ns avversarie senza niente di particvolare arrivavano regolarmente e facilmente davanti a Buffon

    ciao roberto
     
     
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