TORINO, 30 ottobre - Piccolo e abbastanza diretto, ma per lo meno Sebastian Giovinco, anni 23 il prossimo 26 gennaio, è una persona schietta. Che va interpretato e non preso di punta. Forse la Juventus ha fatto bene a non “prestarlo” in giro, forse lui ha fatto benissimo a non lasciarsi prestare. Il resto è vita, anzi pallone.
Sebastian Giovinco, bentornato in paradiso...
«In paradiso? Grazie, grazie, ma sono sincero: un po’ mi girano. Perché il calcio italiano è fatto in modo strano: oggi sei un mago, domani sei uno qualsiasi, la vecchia storia dell’altare e della polvere. E’ sufficiente sbagliare un paio di partite e, zac, vieni martellato. Ho davanti ai miei occhi cosa è accaduto l’anno scorso a Buffon: all’improvviso sembrava che non fosse più capace a parare. E parliamo del miglior portiere al mondo, non di uno qualunque. Mi creda, ci vorrebbe più equilibrio » .
Dunque?
«Io sono vero e corretto, non riesco a fingere. Soprattutto, per indole dico sempre quello che mi salta in testa» .
Un passo indietro. Quest’estate dichiarò preventivamente che avrebbe rifiutato il trasferimento, in Italia e all’estero. Perché?
«Perché gioco in una delle squadre più forti del mondo e perché ho anche la fortuna di farlo nella mia città. Per quale ragione avrei dovuto accettare l’idea di andarmene? E poi, me lo consenta, si tratta pure di consapevolezza nei propri mezzi».
Nei mesi passati, non l’ha mai sfiorata il dubbio che sarebbe stato più congruo per la sua carriera fare il titolare lontano da Torino piuttosto che l’alternativa di lusso in bianconero?
«Onestamente no. E c’è un motivo. A Empoli ho capito che posso giocare con continuità in una provinciale, ora la mia sfida è riuscire a giocare tutte o quasi tutte le partite nella Juventus. Guardi, non sono presuntuoso, sono soltanto testardo. Se mi fisso su una cosa, cascasse il mondo...».
Ci spieghi come è riuscito a conquistare la fiducia di Ferrara.
«Semplice: con i fatti, perché nel calcio le parole contano zero. E i fatti, nello specifico, sono gli allenamenti » .
Insomma, un lavoro di metodo, giorno dopo giorno.
«E pensi che la scorsa stagione circolava voce che mi allenassi in maniera svogliata, con un atteggiamento sbagliato. Invece non è mai stato così. A volte sembra che mi estranei dal gioco, ma si tratta di sensazioni fasulle».
Il nuovo sistema tattico, il 4-2-3-1, le è stato un po’ di aiuto per riemergere?
«A mio avviso no».
Per lo meno ha aiutato la Juventus...
«Ancora no. Il nostro rilancio non è dovuto al tipo di gioco ma alla determinazione, alla voglia, all’intensità che abbiamo messo. Prerogative che in alcune partite sono venute a mancare e di cui abbiamo preso coscienza. Il 70- 80 per cento dei nostri problemi scaturiva dall’approccio e dall’interpretazione delle sfide. Ripeto, il modulo non lo considero determinante».
Diego è davvero bravo?
«Lo è, lo è... A me hanno impressionato i tempi d’inserimento e la capacità di leggere con largo anticipo lo sviluppo dell’azione. E poi segna».
Cosa che lei non fa più.
«E che sinceramente mi manca. Io non sono un attaccante, però il gol dà sicurezza, aumenta la stima in se stessi. Prendete Amauri: dopo sette mesi vissuti a secco, adesso si è liberato e subito scatenato. Ci sono meccanismi che scattano dentro, vai a sapere...».
E quando tornerà Del Piero?
«Il mio compito sarà farmi trovare pronto dall’allenatore e sfruttare le occasioni che mi saranno concesse. Chiaro che mi piacerebbe ci fosse spazio per tutti e tre, magari contemporaneamente » .
Con la soluzione a una punta, meglio avere davanti Amauri o Trezeguet?
«Uguale. Assolutamente uguale. Ripeto, il nocciolo della questione sta nell’approccio, dell’atteggiamento, nella determinazione del gruppo. Rombo o 4-2-3-1 è la stessa faccenda».
Leggi l'intervista completa nell'edizione odierna di Tuttosport
vincente.. nel calcio tutti abbiamo la presunzione di.. essendo una materia in cui,poichè si parla sempre o di quel che dovrà accadere o di quello che avrebbe potuto accadere se, quindi non esistendo controprova, ognuno, io esattamente come te e come altri 60milioni di italiani, siamo autorizzati a discettare.. e tutti siamo saremo sempre nel giusto.. sono opinioni
Caro giovinco invece è una questione di modulo poiche tu come anche l anno scorso dietro le punte non puoi giocare...invece a sinistra sei molto piu propositivo....quindi se non è questone di modulo, è questione di posizione.
Marratopoli sono dac con te su Giovinco, lascia stare Pistols che non capisce una pistola.
Giovinco puo fare di piu ma deve giocare sempre, trovera il goal, sara apprezzato dai compagni e dal tecnico
e ora di finirla con seba...ma come si fa a trattarlo così male e a metterlo in discussione...ok nn è alto...è allora?!
PRENDE 200 FALLI A PARTITA!che tra l'altro è la stessa cosa che fa Del Piero..dai...su...anche del piero nn è che sia hercules...
Per il resto è vero che nn ha avuto continuità ..però ha anche avuto occasioni a sprazzi...amauri nn ha segnato per mesi ma ha quasi sempre giocato...lui deve solo etrare nel gioco e prendere fiducia...io lo aspetterei una vita...merita...
DICIAMO CHE LA FORMICA QUANDO GIOCA PIU DEFILATO DIVENTA DEVASTANTE IL RUOLO DI TREQUARTISTA CENTRALE NON FACEVA X LUI MENO MALE CHE FERRARA LO HA SCHIERATO IN QUESTA NUOVA POSIZIONE ALTRIMENTI RISCHIAVAMO DI PERDERE UN GRAN BEL GIOCATORE.P.S. FORSE UN PICCOLO BEL GIOCATORE.
Io spero che continui così, altre volte l'ho criticato perché non l'ho visto per niente bene in campo. Ma l'altra sera ha giocato proprio bene, complimenti! E poi, anche se lui dice che il modulo non è determinante, a me sembra che in quella posizione sia devastante. Ovvio, si può sempre migliorare e lui lo può fare in zona gol, ma per ora va più che bene così!
dai Seba, continua cosi', hai coraggio e determinazione e con il rientro di Delpi sarai ancora piu' forte, potrà insegnarti tante cose anche la pazienza, dai Seba, sei giovane e sei il futuro nella Juve, meglio insieme o anche se dovrai aspettare il dopo Delpi abbi fede e anche tu farai la storia della Juve. In campo voglio sempre vederti con "GLI OCCHI DELLA TIGRE" Forza Juve
Sebastian è assolutamente un giocatore da Juve, ha lo spirito e le qualità tecniche
è un assist man fenomenale (la scorsa stagione, tra campionato e coppa, con sole 23 presenze, di cui solo 11 dall'inizio, ha regalato 7 assist... gli stessi di Diego con 29 gare all'attivo tutte giocate dall'inizio), calcia bene le punizioni e porta facilmente gli avversari al cartellino giallo
deve solo migliorare un po' nel vedere la porta, ma il talento è indiscutibile
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