NAPOLI, 6 novembre - In attesa dell'udienza finale e della prima sentenza su Calciopoli nel rito abbreviato per Giraudo e alcuni arbitri il 14 dicembre, oggi in aula nel filone principale s'è dibattuto di sorteggi arbitrali. Assenti Cellino e Pieroni, il centro del palco scenico l'hanno ripreso le palline gialle, Bergamo, Pairetto e l'impiegato Figc Manfredi Martino. «Il designatore arbitrale Pier Luigi Pairetto era troppo lontano dal tavolo dei sorteggi per riuscire a vedere le palline che venivano pescate dal giornalista di turno». Lo ha detto Paolo Bergamo in una dichiarazione resa in aula durante l’udienza di Calciopoli a Napoli (slitta a dicembre il giudizio sulla ricusazione del giudice Casoria). «Mi preme chiarire con precisione - ha detto Bergamo - come avveniva il sorteggio. In un’aula aperta al pubblico e davanti alle telecamere della tv ci sistemavamo a un tavolo lungo quattro-cinque metri. A un’estremità c’era Pairetto e davanti a sé aveva un’urna di vetro dove venivano poste le palline con all’interno i nomi degli arbitri. Al centro del tavolo sedeva un notaio incaricato dalla Figc, e c’ero io. All’altra estremità del tavolo c’era l’altra urna con all’interno le sfere relative alle partite da abbinare. Dalla sua posizione Pairetto non poteva vedere cosa ci fosse nell’altra urna. Inoltre noi non conoscevamo il nome del giornalista che sarebbe stato designato dall’Ussi se non pochi attimi prima del sorteggio».
MARTINO - Erano vecchie, usurate e decolorate e per questo riconoscibili le palline che venivano usate per i sorteggi arbitrali, in particolare nella stagione 2004-2005. È quanto ha detto Manfredi Martino, all’epoca segretario della Can, ascoltato come teste. In aula anche un impassibile Luciano Moggi. Martino, pressato dal pm Narducci, ha parlato poi, in particolare, della partita Milan-Juventus che decise le sorti di quel campionato: «A mia sensazione durante il sorteggio per la scelta dell’arbitro per quella partita qualcosa non andò secondo il verso giusto perché ci fu uno strano colpo di tosse del designatore Bergamo quando il giornalista incaricato dall’Ussi scelse la pallina gialla degli arbitri». Quindi a cose fatte... A Martino sono stati chiesti chiarimenti sul fitto scambio di sms con l'addetto agli arbitri milanista, Meani, col quale si parlava di griglie e assistenti in arrivo.
I RICORDI - Enfasi a targhe alterne tra accusa e difesa per il ricordo, dopo numerose deposizioni in cui non aveva avuto memoria del fatto, di due circostanze (un sorteggio in B, uno in A al primo turno del 2004-2005) nel quale Martino ha parlato di suggerimenti dei designatori su come incasellare le partite nelle palline. Singolare la spiegazione del perché non sia mai stato verbalizzato questo importante: «Forse l'ho detto e i carabinieri non l'hanno scritto...». Chissà come prenderanno questa dichiarazioni ufficiali e sottufficiali del'Arma che in via in Selci hanno interrogato più volte (una volta dalle 19 all'1 di notte: risultato 4 paginette di verbale) l'impiegato federale.su alcune sue affermazioni relative a eventuali pressioni esercitate dal presidente dell'epoca della Figc, Franco Carraro, su Bergamo e Pairetto, affinchè avessero un'attenzione particolare su Lazio e Fiorentina. «I designatori - ha confermato in aula Martino - mi dissero che Carraro aveva chiesto di aiutare Fiorentina e Lazio a non andare in serie B».
FIORENTINA E LAZIO - A questo proposito, Martino ha confermato che alcune volte ai raduni degli arbitri a Coverciano, a Firenze, c'erano anche i presidenti di Fiorentina e Lazio, Andrea Della Valle e Claudio Lotito. Infine, in aula sono stati letti alcuni scambi di sms e di intercettazioni telefoniche tra Martino e l'addetto agli arbitri del Milan Leonardo Meani per la scelta delle quaterne arbitrali: «Sapevo che non era regolare - ha detto in aula il teste - ma lo facevo per mantenere buoni rapporti con le società soprattutto quelle più importanti e per sondare i loro umori». Dai tabulati è emerso che gli sms con i nomi degli arbitri scelti partivano dal cellulare di Martino verso quello di Meani anche solo 10 minuti dopo la fine del sorteggio.
il sig.Martino dice che la partita Milan-Juve del 2004/2005 era decisiva per lo scudetto e in effetti lo fu (1-0 rete di trezeguet) ma dimentica di dire che l'arbitro fu il sig. Collina; allora anche Collina era un arbitro Juve? O forse si riferiva a Juve-Milan a torino con arbitro Bertini, ma quella partita non poteva essere decisiva per lo scudetto in quanto si era ancora nel girone di andata. Mi chiedo come può essere attendibile un simile testimone nel processo?
per sanderlt88 la risposta alle tue domande la trovi consultando l'oracolo google('forum juve'; 'farsopoli') te lo riassumerei ma quì nn è possibile. Ti assicuro che guarderai alla triade come le autentiche vittime.
Per cortesia, non mi dite che il processo alla juve e a Moggi verte tutto su un colpo di tosse... Vedo con piacere che si continua a processare l'aria fritta. Ke ne è stato del principio dell'"habeas corpus(1000dc)"su cui si fonda il diritto odierno?X xxxneos secondo la tua logica l'inter ke non ha rigori contro da due anni, che segna in fuorigioco e di mano deve andare in serie B, anzi visto che siete voi facciamo D (passaporti, falsi in bilancio, pedinamenti,...) chiedere a Vieri e Tavaroli
X Asilitalia mi dispiace deluderti ma se a Napoli si appura che non esisteva nessuna cupola che truccava i campionati, la Juventus sarebbe liberissima di ricorrere all'art. 39 del CGS che prevede la revisione di processi passati in giudicato e richiedere i due scudetti.
E' vero sarebbe potuta ricorrere al TAR ma non l'ha fatto, se lo faceva e veniva respinto il ricorso non avrebbe mai riscihato la radiazione ma semplicemente 3 punti di penalizzazione.
XXXNEOS è semplice la risposta, considerando il fatto che dal processo sportivo ( e quello penale ma non è ancora finito...) non sono emerse partite truccate e che voi intercettavate è assodato, voi perdevate perchè scambiavate campioni come Centofanti con Roberto Carlos e acquistavate Vampeta e Gresko.
Morale della favola vinceva sul campo la squadra più forte.
Qualificazione in Coppa Campioni grazie alla famosa finta lattina
di Moenchengladbach. L'inter, sconfitta sul campo 7-1, consegnò una lattina tirata fuori dal nulla all'arbitro e disse che aveva colpito Boninsegna. In sede di giudizio, il potere politico dell'inter, nettamente superiore a quello del provinciale Borussia, spinse l' Uefa a disporrel'incredibile ripetizione dell'incontro. Più tardi gli stessi interisti protagonisti della vicenda ammisero di avre truccato le carte.
Sempre nella stessa partita un episodio che era sfuggito dalla tribuna ma che lo stesso Lo Bello ha raccontato in una cena molti anni dopo. Ad
un certo punto Picchi colpì con un pugno Schultz. Lo Bello non se ne
accorse ma il segnalinee attirò la sua attenzione. Lo Bello corse da lui e disse. "Armandino, mi sa che te ne devi
andare". "D'accordo, gli rispose il giocatore, però s'esce in due". Fuori tutt'e due, Picchi e l'incolpevole tedesco.
manca che Martino ora racconta la favola di Pinocchio! a tutti gli interisti dico che la Telecom gestita da Tronchetti Provera non farà mai uscire le intercettazioni tra Facchetti & C. comunque tutti si avvelevano delle telefonate, passaporti, rolex ect. ect. vedi Milan Lazio Fiorentina,Roma, INTERcettazioni ma la juve sta pagando per tutti! volevano abbattere la corazzata juve, e per corazzata sìintende dal magazziniere al Presidente.
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