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Diego: «Juve stile Brasil? Io voglio vincere»

Diego: «Juve stile Brasil? Io voglio vincere»
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© Foto Pegaso
 
Diego sarà il più atteso nella sfida contro il Bordeaux: «A sinistra mi adeguo, ma il mio ruolo è un altro»
BORDEAUX, 25 novembre - Bisogna toglierselo dalla testa che, per il solo fatto di essere brasiliano, Diego sia il testimonial del futébol bailado, del joga bonito e di tutti gli optional molto interessanti che offrono coloro i quali sono cresciuti giocando a pallone in spiaggia e a certe latitudini. Bisogna ficcarsi bene in mente, piuttosto, che il ragazzo con il ciuffo alla Gianni Morandi e il telefonino sempre a portata di mano ha la zucca quadrata di un tedesco ed è discendente diretto di Giovanni Trapattoni. «Mi sono stancato di sentire sempre parlare dello spettacolo... Conta vincere, è l’unica cosa importante. Contava vincere contro l’Udinese e l’abbiamo fatto, conta vincere a Bordeaux e dobbiamo farlo», la sintesi liofilizzata del suo pensiero. Che, poi, finisce per essere il manifesto dell’idea di base del calcio secondo Ciro Ferrara, nato, cresciuto e affermatosi come difensore al mare di Napoli, ma senza l’ausilio della spiaggia: «Detto questo, possiamo fare di più. Come squadra, intendo. E anche io posso fare di più. Per carità, sono soddisfatto del mio inizio di stagione, però capisco che non sempre ho reso al massimo», l’aggiunta che dà il senso di quanto sia «profesional» (anzi, “profesionau” alla portoghese...) Diego.

A SINISTRA - Nella prima intervista interamente in italiano, i concetti sono forti e chiari. Pochi giri di parole, tanta concretezza. In cima a tutto c’è la Juventus, poi vengono gli interessi personali. E’ la ragione per la quale, pur storcendo la bocca, domenica Diego ha accettato di farsi materialmente più in là, in maniera da consentire ad Alessandro Del Piero di ripresentarsi in campo dopo una lunga assenza nel modo più comodo possibile. La squadra ha cambiato veste tattica (dal 4-2-3­1 al 4-4-2) e lui si è spostato a sinistra, tipo un Giovinco qualsiasi: «E’ la seconda volta che mi capita, devo abituarmi, insomma devo prender le misure... Per venti minuti, mezz’ora posso giocare così, ma il mio ruolo è un altro e la posizione più redditizia sul campo diversa», la sottolineatura che non apre un contenzioso polemico ma, in verità, pone una questione tecnica da non sottovalutare. Il ritorno del capitano è un vantaggio a livello numerico e qualitativo ed è una grana a livello di scelte e di gestione del gruppo. Da oggi in avanti, per Ferrara ogni partita rischia di diventare un rompicapo: «Ciro - sì, proprio Ciro (ndi) - con l’Udinese mi ha chiesto di cambiare e l’ho fatto. Lo ripeto, nel mio modo di agire prima viene la squadra e dopo il resto. Noi tutti stiamo lavorando duro per consentire alla Juventus di vincere, anche a costo di sacrifici». Che però non possono avere una durata superiore a un minutaggio preciso: dunque, se si tratta di una situazione particolare va bene defilarsi a sinistra, ma se c’è da cominciare una gara in quella situazione tattica forse è meglio parlarne.

PRIMO POSTO - Anche perché a Diego manca il gol. E quanto gli manca. In Champions League, ad esempio, è da una vita che non la sbatte dentro: «Sì, la perfezione sarebbe vincere e segnare, ma se succede come contro l’Udinese che si vince e io aiuto i miei compagni a realizzare reti fondamentali sono contento lo stesso», la morale di riflessioni ormai sedimentate nell’animo. «E’ naturale, comunque, che io speri di segnare presto in Europa, magari proprio a Bordeaux, per garantire alla Juventus la qualificazione matematica al turno successivo di Champions», l’augurio che il campione brasiliano fa a se stesso e alla squadra bianconera. La prossima gara contro il Bayern Monaco deve diventare un nobile allenamento non trasformarsi in una battaglia: «Il primo posto nel girone non lo ritengo determinante, però sarebbe gradito. Stasera non possiamo permetterci di giocare con la matematica e speculare sul pareggio: ci vogliono i tre punti, che sarebbero preziosi per la classifica e per il nostro morale. Passata la Champions ci attendono due gare particolarmente difficili, la trasferta di Cagliari e la super sfida con l’Inter di Josè Mourinho: affrontarle con il morale alto e la consapevolezza di essere protagonisti assoluti è un passo avanti decisivo».

Vittorio Oreggia
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • anto6525/11/2009 21:35:56
    Senza nulla togliere al capitano, non capisco perchè Diego 24enne, costato un occhio della testa e celebrato come un potenziale campionissimo, debba "ritagliarsi un ruolo" in una posizione non sua per far spazio a un 35enne, per quanto bravo.
  • Nik-Alex1025/11/2009 14:18:20
    ecco nn iniziamo ad adeguare i giocatori, dvn giocare nel proprio ruolo se no nn si va da nex parte.
  • david7325/11/2009 14:01:00
    diamo tempo a DIEGO e' un fuoriclasse ed ha solo 24 anni non ci deludera' sono sicuro. ( ricordate che anche i mostri sacri come PLATINI E ZIDANE hanno avuto qualche difficolta all'inizio).
  • seraf8625/11/2009 13:31:48
    Stasera penso che saremo più efficienti, o almeno dovremmo, rispetto alla precedente con i girondini. Ormai sono due mesi che si gioca, anche se con infortuni vari e cambi tattici, quindi, mi aspetto una signora partita, punto!(non voglio che mi vadano di traverso i salatini). Per quanto riguarda il modulo secondo me Del Piero dovrà entrare a partita in corso, se le cose si mettono bene. Si deve far giocare la formazione + affidabile possibile. Per quanto riguarda Poulsen o Melo secondo me è =!
  • antonpaco25/11/2009 12:51:46
    Soliti BLA BLA settimanali, diego, cannavaro, ferrara, tutti a gridare al mondo che bisogna vincere, che dobbiamo qualificarci stasera, che il pari non serve, che tutti giocheranno uniti, compatti e menate varie. Per favore, cercate di dimostrare in campo tutto cio' che avete nella testa, giocate, fate due gol al bordeaux (senza prenderne) e torniamo a casa felici. meglio lottare e piangere stasera che l'ultima col bayern, ricordatelo bene.
  • elgeni25/11/2009 12:19:47
    Con Del Piero io sono per il rombo, o al massimo 3 difensori 4 mediani, magari verificando camoranesi in mezzo al campo, una mezza punta e 2 punte, le alternative come mezzapunta Diego, Del Piero, Giovinco alla disperata Camoranesi, sulle fasce magari un pò bloccati, tanto i cross non li facciamo lo stesso...
  • kjrlian25/11/2009 12:08:58
    diego futura bandiera juventina!e basta!smettiamola di dargli addosso è uno dei pochissimi che si salva!
  • dagril25/11/2009 11:23:45
    parla di meno e gioca meglio.
  • SergioJuve25/11/2009 11:01:00
    Qui purtroppo si continua a preferire un vecchio 35enne a uno dei potenziali migliori giocatori del mondo. Ferrara aveva detto che del piero si sarebbe adattato nel 4-2-3-1 come esterno di sinistra salvo poi stravolgere la squadra e trasformarla in un 4-4-2 appena entra del piero. Diego fa bene a mettere già in chiaro le cose, lui non ci sta ad essere l'ennesimo schiavo di del piero. Purtroppo però questa juve, nella dirigenza e nell'allenatore, mi pare la solita degli ultimi anni: solo parole.
  • seiko6525/11/2009 10:47:48
    NON VOGLIO NEANCHE PENSARE DI GIOCARMI LA QUALIFICAZIONE ALL'ULTIMA GIORNATA COL BAYERN... CON QUESTA SQUADRA, QUESTA DIFESA, QUESTO GIOCO, CI SAREBBE DA MORIRE DI INFARTO FINO ALL'ULTIMO MINUTO, PERCIò OGGI BISOGNA SOLO VINCERE E BASTA......FORZA JUVE
  • vinovono25/11/2009 10:41:29
    E ora la palla (patata bollente) passa a Ciro...a sinistra chi ci va?
    Giovinco sicuramente ma se gioca Del Piero si cambia modulo? Torniamo al rombo? Facciamo il 4-4-2?....oppure dimostriamo carattere.
  • poterealcervello25/11/2009 10:15:32
    Con Alex è meglio il rombo. Diego Alez Treze.
    Senza Alex 4 2 3 1.
    Con tutte le partite che ci saranno da giocare ( speriamo ) ci sarà spazio per tutti....Pazienza pazienza....
  • 25/11/2009 10:05:55
     
     
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