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Amauri, Diego, Felipe Melo: la Juve pretende di più

Amauri, Diego, Felipe Melo: la Juve pretende di più
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Un investimento da 71,5 milioni che non rende secondo le attese
TORINO, 27 novembre - Altro che Juve do Brasil! Del resto l’aveva detto Diego alla vigilia. Ma il fanta­sista pensava a ben altro ver­detto. Altro che Juve do Brasil, qui e ora ci sono 71,5 milioni malcontati e al netto degli in­gaggi individuali (altri 10 alme­no) che non rendono secondo aspettative. Sia permesso il pa­ragone: è come se un investi­mento in borsa non producesse profitti, bensì perdite. Ovvio, nel caso di giocatori bisogna considerare le attenuanti - che ci sono e ci mancherebbe pure - ma è un fatto che la dirigenza bianconera abbia impostato la squadra e ipotecato il futuro, puntando nell’arco di due mer­cati su una rivoluzione tuttora implosa. Sinora soltanto lam­pi: quelli di Amauri all’inizio della scorsa stagione (12 gol), quelli di Diego nella prima par­tita. Alcuni exploit di Felipe Melo, alternati ad amnesie in fase di impostazione che sono costate punti in classifica. Man­ca l’impronta, la leadership. Manca un’idea chiara. E la sen­sazione è che i tre brasiliani si stiano pure ripiegando tra lo­ro. Come se ci fosse un mondo a parte. Il fatto è che Melo è stanco per i troppi impegni e per non aver svolto la prepara­zione in gruppo (in quanto re­duce dalla Confederations Cup). Eppure, appena torna in Nazionale esplode in tutto il suo potenziale. E, anche in virtù di questo dato, Ferrara aveva deciso di passare al mo­dulo 4-2-3-1. Il fatto è che Die­go non è ancora tornato Diego dopo l’infortunio. Il fatto è che neppure Amauri si è piena­mente ripreso dalla prolungata astinenza da gol.

RENDIMENTO
- Lo sanno be­ne pure loro. Sono le stelle e de­vono incidere, anzi decidere. Certo, vanno messi in condizio­ne, ma sinora la Juve li ha spet­tati con pazienza. Pazienza giunta al limite causa soprag­giungere del crocevia stagiona­le. E preoccupa pure l’atteggia­mento post partita di un paio di ragazzi. La leggerezza va bene, ma il calcio per loro è anche un mestiere. Il fatto è che in cam­po - invece - gli stessi ragazzi danno segnali neppure spora­dici di nervosismo. Segno che pure loro sono consci di non riu­scire ad esprimersi. La denun­cia, per quato sibillina, di Diego a fine disfatta francese non è che un segnale.

ATTENUANTI - Si diceva della attenuanti. Per Diego - innan­zitutto - l’adattamento a un nuovo mondo ( Platiniimpiegò 6 mesi), perché di questo si trat­ta quando passi dalla Germa­nia all’Italia. Nuovi compagni, nuovo ambiente, città, modulo persino. Ecco, il modulo: che cambia anche troppo, in rela­zione agli incidenti, la forma, la contingenza. In tal modo il pro­getto di gioco è rallentato. Pure Amauri ha pagato dazio a si­mili cambiamenti. Perché dal giocare a fianco di una punta ora si trova isolato e con compe­tenze diverse. D’altro canto il suo impiego era già cambiato con il passaggio al rombo. Me­lo non ha la scusa dell’adatta­mento, certo, però deve compie­re un salto di qualità. La so­stanza è che diventa necessaria una svolta.

ALTRI PROBLEMI - Amauri vive pure altri problemi, o per­lomeno imbarazzi. Il primo ri­guarda il passaporto italiano e la polemica con Pazzini. Il se­condo è di mera natura econo­mica, nel senso che dovrà paga­re al suo ex agente Mariano Grimaldi circa 415.000 euro. Lo ha deciso la camera arbitra­le della Figc. L’agente, assistito dall’avvocato Mattia Grassani, non ha ricevuto il 5% del compenso annuo per il brasiliano, relativo al quadrien­nale siglato con la Juventus (pare per un ammontare di 7 milioni di euro a stagione). Se si sommano le spese legali, Amauri, dovrà sborsare circa 500.000 euro. Magari si arri­verà a un accordo.

ALIBI - La conclusione è che i tre non possono nascondersi dietro alibi, seppur reali. La Ju­ventus, intesa come società, ha scommesso su di loro immagi­nando una squadra non solo vincente, ma pure divertente. La Juve do Brasil non s’è vista. E peraltro se si eccettua il ta­lento di Diego, i suoi compagni sono giocatori di rendimento e impatto fisico. Di sostanza dunque. Sostanza che latita. E’ ve­ro che alla Juve attuale manca molto, non soltanto la brasilia­nità. E’ vero che deve essere l’allenatore a mettere i giocato­ri nella condizione di sfruttare le rispettive qualità. Però i tre campioni devono compiere un passo in avanti. Proporsi per quanto investito su di loro. In caso contrario - purtroppo per la società - alla fine si dovran­no trarre conclusioni differenti e trasferire il cospicuo investi­mento alla voce perdite d’eser­cizio, ovviamente a titolo vir­tuale. Però con impatto reale, perlomeno sulle future strate­gie di mercato. Ecco, le tre stel­le devono comprendere un punto sostanziale. In queste partite, in questi mesi, si gioca­no il loro futuro professionale. Perché la Juve è una straordi­naria occasione. Da sfruttare al meglio.

LE PAROLE - Amauri a fine partita è stato esplicito: «Non abbiamo giocato come sappia­mo. Ma rimane una partita e in casa. Il morale dopo una scon­fitta simile è giù. Ma noi siamo un gruppo unito, dobbiamo es­sere freddi e ripartire, miglio­rare, capire i problemi e risol­verli ». Ecco, è il momento.

SOLUZIONE - In fondo, la solu­zione è semplice. Diego deve tornare il trascinatore ammi­rato al Werder. Felipe Melo de­ve confermarsi il gladiatore che ha convinto Dunga a imporlo come perno della mediana in cerca del sesto titolo mondiale, limitando le uscite spensierate palla al piede o gli sbadati al­leggerimenti. E Amauri deve segnare, farsi cercare e trovare, se i compagni di recente non lo hanno raggiunto con passaggi invitanti. Tutto possibile, vista la qualità dei giocatori. Il dub­bio è se sia realizzabile subito, come serve alla Juve. Squadra costruita con qualche disfun­zionalità in organico. Causata proprio dalla spesa ingente per il trio brasiliano.Piero Guerrini
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • migico28/11/2009 13:08:32
    BIEFFE! se li mandi in panchina, sarebbe come esonerare i dirigenti.
  • paolino5128/11/2009 11:09:14
    Non penso che gente come :Pelè,Platini e Maradona andassero in campo con direttive tattiche ben precise. Lo schema era: dare la palla a loro per inventare gioco.Ma quelli erano campioni. Di questi tre, due non giocano nemmeno in Nazionale, mentre l'altro ci gioca svolgendo il suo compitino che consiste nel passare subito la palla al compagno più vicino, per iniziare l'azione, altrimenti lui non saprebbe cosa fare. I campioni veri, trovano loro la posizione in campo e fanno girare la squadra.
  • paolino5128/11/2009 10:49:37
    Non penso che gente come :Pelè,Platini e Maradona andassero in campo con direttive tattiche ben precise. Lo schema era: dare la palla a loro per inventare gioco.Ma quelli erano campioni. Di questi tre, due non giocano nemmeno in Nazionale, mentre l'altro ci gioca svolgendo il suo compitino che consiste nel passare subito la palla al compagno più vicino, per iniziare l'azione, altrimenti lui non saprebbe cosa fare. I campioni veri, trovano loro la posizione in campo e fanno girare la squadra.
  • gipy7728/11/2009 10:08:05
    ragazzi!ma forse avete dimenticato di livio,torricelli pessotto,conte,ravanelli e via dicendo,non erano certo fuoriclasse ma sputavano l'anima per la juve...vogliamo la juventinita' in campo non mercenari a prescindere dal nome P.S.FERRARA PER FAVORE FAI QUALCOSAAAAA
  • Nigel7328/11/2009 09:28:28
    Ma che cavolo capite di calcio? Come si fa a criticare certi giocat?? preferivate avere ancora le solite 1/2 cartucce? Marchionni Poulsen? ma dai ma cosa vinci con gente così! Melo è un gran giocatore non a caso è titolare del Brasile non della Danimarca! Poi sono tutti giovani e ci vorrà tempo pazienza ma avremo un gruppo uno squadrone per anni! Pensiamo a trovare 2 terzini decenti e siamo app! c vorrà 1-2 anni ma poi abbiamo dava 10 anni di possibili successi con qst ragazzi nonno dpiero panch
  • IlDario27/11/2009 23:25:22
    D'accordo con "gpetricich" ma se davvero Melo è stanco, lo si lasci in panchina a riposare per alcune partite, anche perchè se continua di questo passo diventa un'arma in più per gli avversari. Amauri si diceva poco tempo fa che voleva il Milan: ebbene, se insiste, lasciamolo andare ma a un buon prezzo, altrimenti panchina o meglio tribuna al minimo sindacale di stipendio (così si ravvede). E se Diego non si è ripreso dall'infortunio, lasciamolo a casa a riposare e diamo spazio a Giovinco.
  • gpetricich27/11/2009 21:13:11
    Non basta comprarli e metterli in campo.
    Bisogna sapere come farli giocare.
  • fenoMelo27/11/2009 20:45:41
    diaz67
    se ti piace tanto parlare ti consiglio 2 sole cose: 1)se ti interessa tanto farti i fatti della juve impara prima a parlare. 2)se hai tanto da dire sui nostri giocatori prima imparati i loro nomi... e poi sissoko è un normale giocatore?? ma per favore va... vatti a fare una visita oculistica perchè forse non ci vedi poi tanto bene...e poi vedi di pensare più che altro a parlare della tua squadrona e soprattutto delle mille figure di m***a che fa. by una juventina vera!!!
  • TAURUS6827/11/2009 20:19:14
    Quando hanno chiesto il patteggiamento rifiutato persino dal Pm. E così è stato con calciopoli e con tutto quello che ne è scaturito. Ora la loro incompetenza la stanno dimostrando anche in campo. LA COLPA E' SOLO LORO E DELLA PROPRIETA'( !!!). DI QUELLO CHE SUCCEDE OGGI E DI QUELLO CHE E' SUCCESSO IERI. PUNTO!!!!!!!
  • dr.troy27/11/2009 20:01:55
    continua... era meglio prendere hamsik o riconfermare un'altro anno nedeved che tatticamente si adattano al 4-4-2, e magari non cedere marchionni, l'unico acquisto che ancora non mi sento di bocciare però e proprio melo, perchè ha fisico e tecnica e se si applica di più può veramente fare la differenza in mezzo al campo! grosso è una forzatura di lippi, (ci ha rotto lui e il gruppo della nazionale) molinaro è molto meglio e almeno corre e recupera che è un piacere!
     
     
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