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Contro il Bari la Juve non deve tradire Ciro Ferrara

Contro il Bari la Juve non deve tradire Ciro Ferrara
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© LaPresse
 
La rimonta in campionato per allontanare Mancini. Squadra e società dimostrino coi fatti, a cominciare dal San Nicola, che il crollo col Bayern può essere cancellato e che il progetto Blanc-Lippi-Diego è vivo
ROMA, 11 dicembre – In mezzo al circolo ci sta Ferrara: quelli che stanno intorno, i giocatori ma anche la società, adesso – nel senso di ora – devono dimostrare qualcosa allo scugnizzo in mezzo al campo. Ciro sa che per meritarsi la Juve deve fare di più,. Dimostrare di più, vincere di più, e per farlo chiede di allenare di più. Perché Ciro lo sa quanto ancora poco allenatore sia. Ma lo sapevano anche loro, quelli intorno, che Ferrara non era un allenatore fatto, coi difetti che portano con sé gli allenatori fatti: i rimpianti su Deschamps e Ranieri hanno senso solo per chi non ricorda che la grandine che ora piove su Ciro, pioveva allora pure su onesti e stimati professionisti che molto più in là di dove eri non ti avrebbero portato.

IL DESTINO - C’è Bari nel destino: il passaggio nel catino del San Nicola pieno zeppo di juventini farà capire molte cose. Se ci fossero più uomini di calcio nella Juve capirebbero di più da quello che succederà a Bari, col Bari. La fiducia a parole la società l’ha data. Il problema è che sul campo le parole le porterà via il veto che spesso spira nella piana di Modugno. E resteranno i comportamenti e la rabbia, la juventinità. E, se permettete, anche un po’ l’affetto per un tecnico che nella Juve è qualcosa in più di un allenatore come lo sono stati Capello e Ranieri: Ferrara era e resta una bandiera della Juve, un amico di molti dei giocatori che andranno in campo contro la squadra di Ventura.

LIBRO NERO - Il libero nero delle critiche di cui ha parlato ieri lo stizzito Ferrara, che ha gradito le parole di Roberto Mancini come si gradisce uno schiaffo in faccia, ci stanno bene anche alcune parole in libertà dette dai protagonisti anche nel segreto delle stanze di Vinovo, se a Tuttosport qualcuno ha raccontato della difficoltà di capirlo, Ciro Allenatore. C’è un modo che la Juve conosce bene per dna e tradizione tramandata senza troppe chiacchiere per dimostrarsi diversa dalle altre squadre: va in campo e pretende da se stessa il massimo, lo offre all’allenatore, lo salva dalla graticola delle voci. È come presentarsi al tavolo di poker e giocarsela senza barare. Perché a Bari, nessuno bari.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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