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Calciopoli, sentenza Giraudo: le reazioni

Capello, Giraudo
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© LaPresse
 
Gazzoni: «Un segnale forte». Legale Dondarini: «Giustizia negata»
TORINO, 14 dicembre - La condanna a Giraudo nel processo Calciopoli, secondo Giuseppe Gazzoni Frascara, ex presidente del Bologna e grande accusatore del sistema, è un "un segnale forte". «La condanna di Giraudo e dei suoi compagni di merende - ha detto Gazzoni - sta a significare che c'è la volontà di fare giustizia, e di voler andare fino in fondo nella vicenda Calciopoli. Troppe volte in questo Paese abbiamo assistito a 'insabbiamentì di varia natura, e devo confessare che temevo che anche in questa occasione non si sarebbe venuti a capo di nulla. Devo invece constatare con piacere che non è così, e che siamo solo all'inizio di una operazione di pulizia speriamo definitiva». Dal punto di vista umano, ha poi aggiunto, «non posso certo gioire per la condanna. Anzi, mi auguro che i condannati se la cavino senza dover frequentare le patrie galere. A me basta una condanna simbolica, mi basta che con questa sentenza si sia riconosciuta e sanzionata l'esistenza di un sistema di malaffare che ha distorto la competizione sportiva, che ha inquinato l'andamento di diversi campionati. Che venga ufficialmente condannato quel 'sistema Moggi' che, essendo riuscito a controllare il mondo del pallone, ne ha condizionato risultati e classifiche, con grave danno per molti operatori onesti. E mi auguro, ovviamente che, di conseguenza, le vittime siano adeguatamente risarcite». Per questo Gazzoni ha detto di attendere il proseguimento del processo e che la giustizia compia il suo corso.  «La condanna a due anni di reclusione inflitta all'ex arbitro Paolo Dondarini per frode sportiva è molto importante, e suona come un ulteriore campanello d'allarme nell'ambito di Calciopoli». Dopo il commento a caldo sulla condanna di Giraudo, Gazzoni Frascara torna sulla sentenza. «Dondarini - sottolinea Gazzoni - è l'arbitro che diresse l'incontro Chievo-Fiorentina, conclusosi a vantaggio della squadra viola per 2-1, nella primavera 2005. Fu la partita decisiva che decretò la salvezza della Fiorentina e la retrocessione del Bologna, e per la quale sono coimputati nel rito ordinario anche Moggi, Diego Della Valle, Andrea Della Valle, Mazzini, Mencucci e Bergamo». «In quel campionato - ricorda ancora - il Bologna dovette retrocedere, pur avendo raggiunto 42 punti in classifica. Con questo punteggio, oggi sarebbe rimasto in serie A. Tanto è vero che lo scorso anno si è salvato con 37 punti».

NICCHI - Soddisfazione per le sei assoluzioni, tra le quali quella dell'arbitro ancora in attività Gialuca Rocchi, e richiesta degli atti processuali per i tesserati condannati: è il commento del presidente dell'Associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, alle sentenze del Tribunale di Napoli nel processo su Calciopoli. Nicchi esprime soddisfazione «per l'assoluzione degli associati Duccio Baglioni, Stefano Cassarà, Giuseppe Foschetti, Alessandro Griselli, Domenico Messina e Gianluca Rocchi». «Con riferimento alle condanne per gli associati Paolo Dondarini, Tullio Lanese e Tiziano Pieri - prosegue la nota dell'Aia - Nicchi comunica che chiederà alla Figc di acquisire dagli organi giudiziari competenti gli atti processuali al fine di verificare eventuali fatti diversi da quelli che sono stati oggetto di procedimento disciplinare già celebrato nei confronti di questi associati». Il presidente dell'Aia ha inoltre «convocato d'urgenza per il giorno 17 dicembre il comitato nazionale per la disamina della situazione venutasi a determinare per effetto della sentenza, con particolare riferimento alla posizione dell'associato Dondarini, allo stato componente della Commissione Arbitri Interregionale». Si va verso la revoca dell'incarico, in assenza di eventuali dimissioni.

LEGALE CASSARA' -  «Abbiamo sostenuto che per Stefano Cassarà non sussistesse il reato di associazione per delinquere, nè la sua partecipazione ad essa». Ad affermarlo è l'avvocato Ninni Reina, legale dell'arbitro palermitano assolto a Napoli nell'ambito dell'inchiesta su Calciopoli. «In ogni caso - prosegue Reina - il possesso delle schede telefoniche riservate, così come contestato dall'accusa, avrebbe potuto configurare solo illeciti disciplinari e non condotte penalmente rilevanti. Non è mai stato contestato l'eventuale utilizzo prima di singoli eventi sportivi».

LEGALE BRESCIA
- «Sono soddisfatto della sentenza che condanna Giraudo per associazione per delinquere e l'arbitro Dondarini per frode nella partita Chievo-Fiorentina (1-2), che ha determinato il salvataggio della Fiorentina e la retrocessione del Brescia; partita per la quale sono coimputati nel rito ordinario anche i Della Valle, Moggi, Mazzini e Bergamo. È stato così riconosciuto il diritto del Brescia al risarcimento dei danni subiti». Lo afferma l'avvocato Bruno Catalanotti, legale di parte civile del Brescia, commentando la sentenza emessa oggi dal gup Eduardo De Gregorio al termine dell'udienza del processo calciopoli che si è svolto con rito abbreviato. '«Questo - ha aggiunto l'avvocato - è il primo momento processuale in cui le nostre aspettative di giustizia vengono appagate. Il processo sportivo, infatti, con le 'buonistichè decisioni del CAF e della Corte Federale aveva deluso la speranza del Brescia di essere subito riammesso in serie A con una sorta di risarcimento in forma specifica e non solo monetaria che era stata sollecitata con forza anche al Commissario Straordinario Prof. Guido Rossi. Delusione e sconcerto poi aveva suscitato il provvedimento del Tribunale di Napoli del 24 marzo scorso che aveva escluso le parti civili dal processo. Per nostra fortuna la Cassazione è subito intervenuta giudicando la decisione abnorme. Oggi finalmente il primo raggio di sole». «La sentenza - ha concluso Catalanotti - è anche lezione di vita perchè insegna che i successi si devono ottenere con il merito e nel rispetto delle regole, senza ricorrere, come purtroppo in Calciopoli è avvenuto, alle comode scorciatoie dell'illecito penale o anche più semplicemente delle menzogne e dell'imbroglio».  

LEGALE DONDARINI
-  «Questa è una condanna che mortifica una persona perbene come Dondarini. C'è amarezza per una pagina di giustizia negata». A dirlo è l'avv.Gabriele Bordoni, che difende, insieme al collega Carlo Ugolini (tutti e due del foro di Bologna), l'arbitro Paolo Dondarini. I difensori faranno appello: «Questa e una sentenza assolutamente fragile. Noi, al di là dell'amarezza, rimaniamo sereni come siamo rimasti sereni di fronte alla sentenza di condanna del primo grado sportivo, quando leggendo nelle motivazioni concludemmo che si trattava di una sentenza che non aveva il minimo di consistenza. In effetti il giudizio di appello sgomberò il campo e restituì a Dondarini una trasparenza e una figura assolutamente terza e immune da qualunque coinvolgimento. E questa è la sentenza che avremo anche in questo caso in appello. Spiace però che le nostre difese non siano state tenute in conto già in questo grado di giudizio quando c'erano tutti i presupposti per l'assoluzione, perchè quando non cè la prova si assolve con formula piena». «In questo caso il giudice - ha aggiunto Bordoni - si è sostituito alla moviola. Avrà voluto rileggere gli atti riguardandoli lui alla moviola e dando lui la lettura. Ma questo è assolutamente fuori dal concetto tecnico e da quello giuridico: non ha le competenze per potere valutare se un rigore c'era o no. E allora come fai a mettere in connessioni delle tue valutazioni sicuramente empiriche con quello che poteva essere un atteggiamento dell'arbitro in campo quando non hai nessun elemento che lo leghi all'attività preordinata esterna. Lo stesso Pm nella replica ha detto che c'era stata sicuramente un'attività di preordinazione per avere un certo tipo di risultato ma che non c'era la prova che poi gli arbitri avessero colto questa l'indicazione e l'avessero esternata sul campo». «Comunque sulla posizione di Dondarini - conclude il legale - non c'è assolutamente nessun elemento. E non lo dico io perchè lo difendo ma lo dico perchè è così nelle carte. Ci sono elementi che vengono dal giudizio sportivo e dalla note degli osservatori: il giudizio sportivo ha assolto e le note arbitrali rispetto a quelle due partite sono assolutamente di compiacimento per un arbitraggio più che perfetto. A monte non c'è prova minima che Dondarini abbia partecipato alle attività formative della gara»
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • 15/12/2009 16:44:23
  • alfajuve15/12/2009 15:24:44
    Ma come si fa a sostenere che sono state comminate delle ammonizioni apposta perchè dei giocatori saltassero certe partite. E' pieno di casi in cui avvengono decisioni favorevoli e sfavorevoli. Ognuno ricorda per lo più quelle che lo riguardano. Allora bisognerebbe aprire inchieste su ogni partita. Ci sono le prove che è stato richiesto e fatto qualcosa preciso? NO!!!!!!! Non ci sono mai!!!! Nessuno lo vuole ammettere ma mai, mai e poi mai è stata prodotta alcuna prova!
  • SportivObiettivo15/12/2009 15:19:37
    Nessuno e` andato a nascondersi per la vergogna?
  • capostazione15/12/2009 14:57:00
    e questo ribadisce una sentenza penale oggi. Altro che revisione del processo sportivo... Le due giustizie corrono su binari separati - a quella sportiva bastava un centesimo di quello che si sentiva in quelle migliaia di intercettazioni e bastava soprattutto l'aver distribuito sim segrete ad arbitri e designatori: per farci cosa, scusate? - ma per una volta squalifica sportiva e sentenza penale arrivano a condannare entrambe prima di tutto ma anche a definire lo stesso quadro di colpevolezza.
  • 15/12/2009 14:41:33
  • juvexport15/12/2009 13:29:17
    Giraudo a scelto i rito abreviato e ha sbagliato,lui non se ne frega della condana,vive in Inghilterra,quindi a cambiato scelta di vita,anche con una condana potrebbe avere l indulto,quindi a pensato piu a lui stesso che a gli altri,comunque per noi è uno sbaglio,perche molti testimoni e prove vengono esaminate con meno tempo e rigore,e un grosso danno
  • domino_15/12/2009 12:02:51
    Scusate, ma in genere quando si chiede il rito abbreviato si fa una scelta per ridurre la pena, non è un ammissione di colpa ma ci va molto vicino, o sbaglio?
  • Massi1up15/12/2009 11:02:24
    Se vai al rito abbreviato in un processo "politico" o sei un pover idita o non te ne frega niente di niente.
    Non capisco a quale categoria appartenga giraudo.
    CHI AMA LA JUVE SCHIFA GLI ELCAN.
  • gioventu7215/12/2009 10:42:20
    solo Juve
  • bagaboss15/12/2009 10:17:45
    Gazzoni e come si è salvato il tuo bologna lo scorso anno?
  • 15/12/2009 09:58:17
     
     
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