TORINO, 1 gennaio - Gentile è sicuro. Bettega sa come rilanciare la Juve, lo afferma in un'intervista esclusiva a Tuttosport
Claudio Gentile, come definirebbe il ritorno di Roberto Bettega alla Juventus?
«Un acquisto importante sotto l’aspetto tecnico».
Cosa intende per aspetto tecnico?
«Roberto capisce di calcio e ha tanta esperienza. Può consigliare Secco sul mercato ed essere un tutor per Ciro Ferrara. Di momenti difficili, tipo quello che sta vivendo la Juve ora, ne abbiamo passati anche noi da giocatori. Ecco, Bettega sa come se ne esce».
E come se ne esce?
«La vicinanza della dirigenza è importante. I problemi però si risolvono nello spogliatoio: in campo vanno i giocatori, è fondamentale che siano loro i primi a essere tranquilli».
Qualcuno ha definito il ritorno di Bettega come un contentino per calmare la tifoseria.
«Bettega è un acquisto importante, in tutti i sensi. I discorsi legati alla piazza non hanno valore, anche perché se non arriveranno i risultati ci andrà di mezzo anche lui».
Pregi e difetti di Bettega, suo compagno in bianconero per 10 anni.
«È competente, carismatico e con un’insaziabile voglia di vincere. Un difetto? Spesso è esigente, troppo esigente».
Da osservatore esterno che idea si è fatto della crisi della Juventus?
«Quando la squadra non vince si attacca sempre l’allenatore, ma non è sempre colpa dei tecnici. Non so dire se sia colpa di Ferrara. Di certo guardando i risultati non si può essere soddisfatti».
Cambiare allenatore basterebbe a risolvere i problemi della Juventus?
«Da fuori, senza conoscere gli umori dello spogliatoio, è impossibile dare un giudizio. In Italia la tendenza è quella di esonerare con facilità. E ultimamente questa soluzione sta funzionando».
Per una eventuale sostituzione di Ferrara il nome più caldo è quello di Guus Hiddink.
«Ha esperienza e ha vinto parecchio. Per lui parlano i risultati».
Tra i nomi dei possibili traghettatori è stato fatto anche il suo: se Bettega la chiamasse come si comporterebbe?
«Sarei felicissimo, accetterei al volo. Alla Juventus è impossibile dire di no».
Dopo tre anni di inattività - con l’Under 21 ha chiuso nel 2006 - non avrebbe paura a ripartire da una Juventus in crisi?
«Non è che a stare fermo due o tre anni si disimpara. In questo periodo, poi, ho continuato a informarmi e aggiornarmi. E mi manca talmente tanto la panchina che se mi chiamassero “spaccherei” tutto quanto, proprio come quando giocavo. Io non guardo in faccia nessuno, non l’ho mai fatto. Neanche con Cassano».
Lei questa Juventus come la schiererebbe?
«Nomi e moduli li tengo per me. Di sicuro, però, farei qualche cambio e imposterei la squadra in un altro modo. La Juve sta rendendo meno del suo reale potenziale».
Felipe Melo rientrerebbe nei suoi piani?
«Io non lo venderei per nessuna cifra. È un giocatore che va recuperato e va sfruttato per le sue caratteristiche. Melo non è l’ultimo arrivato, ha già dimostrato nel Brasile di essere un grande centrocampista. Ripeto: si è imposto nella Seleçao, non in una nazionale tipo il Lussemburgo».
Che rinforzi chiederebbe a Secco e Bettega?
«I giocatori che ci sono vanno benissimo. Ci sarebbe qualcosa da registrare, a partire dalla difesa. A me hanno sempre insegnato che per costruire una casa prima bisogna rinforzare le fondamenta ».
Meglio D’Agostino o Ledesma per gennaio?
«Vanno bene entrambi».
Gigi Maifredi ha detto che con questa Juventus sarebbe primo: sottoscrive anche lei?
«Queste dichiarazioni le lascio ad altri. Io preferisco essere realista: questa Juve ha un potenziale importante, da Champions».
Per lo scudetto la corsa è già finita?
«L’Inter è forte e ha un bel vantaggio. Però il campionato è lungo, io aspetterei a definirlo chiuso. A volte si verificano dei ribaltoni inaspettati ».
La Juventus, in questo momento, deve guardare a Milan e Juve o alla rimonta della Roma?
«Ora come ora la classifica non va proprio guardata. Bettega è il primo a saperlo, vedrete che aiuterà la squadra a ritrovare serenità, con poche parole e tanti fatti».
In Italia si punta sempre di più sui tecnici giovani e all’estero chiamano i nostri allenatori esperti. Dov’è l’errore?
«Sono scelte diverse, entrambe vanno rispettate. Anche io ho avuto diverse offerte dall’estero, ma le ho rifiutate tutte. Voglio ripartire dall’Italia».
Il pallone d’oro degli allenatori a chi lo consegna?
«A Cesare Prandelli, lo dico da tempo».
buffon,,,,,rafinha chiellini ariaudo kolarov,,,,marchisio ledesma gerrard,,diego,,,trezeguet cassano,,,,panchina hiddink,,,,,,e cosi vinceremo subito
se mi chiamano "spaccherei" tutto..!aah non sei cambiato..!grande!
Grande Gentile,
prima di spendere 10 mil. per Hiddink proverei a far tragehettare da gentile per 1 mil fino a fine stagione..e poi farei i conti...
grande gentile..persona capace, grande professionista, Juventino DOC, carismatico che introdurrei cmq in società ...
Claudio sei tu l'allenatore che ci vuole per raddrizzare la barca della Juve e Bettega lo sa, speriamo ti contatti presto!!!!!!!
Proprio in questi giorni ho pensato molto anche a Gentile...forse qualcuno si è dimenticato cosa ha fatto con la nazionale...Per me è un allenatore molto preparato, chissà perchè la juve non lo ha mai preso in considerazione...io metterei in lista anche Gentile oltre ad Hiddink...BASTA CHE SI CAMBIA!!
Grande Claudione, io prenderei te subito.
per raddrizzare la baraCCA C'è BISOGNO DI UN ALLENATORE esperto,se l'alandese costa troppo prendiamo trapattoni
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