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Caro Diego, ti ricordi come si fa?

Caro Diego, ti ricordi come si fa?
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© LaPresse
 
A Roma il brasiliano trascinò i compagni al colpo, dalla Roma vuole ripartire. Per conquistare il Mondiale, deve regalare 4 mesi di magie: assecondato da Ferrara. Finora ha faticato a imporre la propria classe, penalizzato anche dai cambi di modulo e posizione. Ma il rilancio passa dai suoi piedi
TORINO, 22 gennaio - «Un gol di Garrincha è eterno, non lo dimentica nessuno». Lo scrisse José Edilberto Coutinho, giornalista brasiliano che amava il calcio e la poesia, non sappiamo in quale ordine. Forse avrebbe sostenu­to lo stesso di quelli griffati, a decenni di distanza, da un altro suo connazionale, Diego Ribas da Cunha. Ispirato dal fatto che di solito sono belli e - di questi tempi - rari. Le due prodezze dell’Olimpico (romano) in effetti sono bene impresse nella memoria di chi tifa Juve. Per svariati motivi. In quanto notevoli, perché non hanno avuto seguito e poiché costituiscono il prin­cipale appiglio percontinuare a credere nella grandez­za assoluta dell’asso strappato al Werder. E’da quel pomeriggio di fine estate che il popolo bianconero at­tende la (ri)apparizione del suo profeta. Il Diego am­mirato lo scorso 30 agosto (e negli anni di Brema) ave­va il marchio tangibile del fuoriclasse e pensare a un’allucinazione collettiva proprio non si può.

CHE SHOW ALL'OLIMPICO - Quando l’arbitro Taglia­vento fischierà il via di Juve-Roma, mancheran­no 149 giorni all’inizio del Mondiale sudafricano. E ne saranno trascorsi 144 dal match d’andata tra giallorossi e bianconeri, quello che sembrava aver consegnato alla Juve e al­l’intero calcio italiano un giocatore speciale desti­nato a segnare un epoca: Diego Ribas da Cunha. Ha segnato poco, invece, il 28 bianconero nel corso di questa disgraziata sta­gione juventina. In senso figurato, certo. Ma pure letterale. Due gol appena dopo il magico pomeriggio dell’Olimpico. Il primo a Bergamo in campionato. Il secondo, a debito inter­vallo, contro il Napoli in Coppa Italia. Eppure le critiche piovute addosso agli juventini vecchi e nuovi hanno appena scal­fito la sua immagine.

IL 10 DEGLI ANNI ‘ 10 - Un numero 10 per segnare gli anni ‘10. Questo si aspettavano società, com­pagni, tifosi al momento della conclusione dell’e­stenuante trattativa con il Werder Brema. Al mo­mento Diego veste il 28 per una questione di ge­rarchie interne, ma verrà il tempo di riappropriarsi del proprio marchio di fabbrica. Nel frattempo aspetta, si fa aspettare. E attraversa la terra di mezzo tra il Diego- show dell’Olimpico e il grande show Mondiale a cui pun­ta da un quadriennio. Carlos Dunga non ha mai fatto mistero di stimarlo, ma l’ultima convocazione risale a oltre un anno fa e il ritorno di Ronaldinho ai fasti di un tempo non è una buona notizia per il bianconero. Anche se poi bisognerebbe fare chia­rezza una volta per tutte non solo su chi è realmen­te Diego ( noi, a proposito di fede, continuiamo a pensare che abbia le stimmate del fuoriclasse), ma soprattutto su cos’è.

L’EQUIVOCO - Ciro Ferra­ra lo vuole infatti in posi­zione avanzata, a ridosso delle punte o addirittura dell’unica punta. Una col­locazione che al brasilia­no va stretta, perché tut­ta la sua storia porta in altre direzioni. Il vero Diego, quello ante Juve per intenderci, ha sempre avuto la pretesa ( e la ca­pacità) di avviare l’azio­ne, per poi rifinirla e/ o concluderla. Infatti anche l’etichetta di trequartista ci sembra inappropriata o comunque limititativa. E di sicuro non è confinan­dolo sull’esterno (nel cor­so di questa confusa an­nata abbiamo visto anche quello) che lo si aiuta a fare la differenza. Perché ai margini del gioco il brasiliano non vuole star­ci mai, figuriamo del cam­po. Per intenderci, tra Diego e (il miglior) Ronal­dinho magari ci sarà una notevole differenza, di si­curo ci sono venti metri di campo. A nostro avviso siamo, infatti, di fronte a un centrocampista offen­sivo atipico, ma pur sem­pre un centrocampista. E la Juve può permetterse­lo, avendo in rosa eccel­lenti mediani (magari an­che loro accompagnati da qualche equivoco sulla collocazione più idonea). Si tratta di fare chiarezza sui ruoli, sulle competen­ze in campo e di dare una matrice all’intera mano­vra.

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Gianni Lovato
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • moskitos23/01/2010 00:06:33
    Ragazzi il vero male della Juve di oggi é L'allenatore che ancora non è riuscito a inquadrare la squadra come si deve...il gioco è equivalente a meno di zero non ci sono dribling,uno-due,tiri da fuori,movimenti...sembra che non c'è nessun meccanismo...che desolazione....
  • moskitos22/01/2010 23:57:08
    Tutti questi problemi finiranno ragazzi(speriamo in fretta)......Un giorno Torneremo GRANDI come in passato...siate fiduciosi!!...La Juve non morirà MAI......
  • pilavi14087722/01/2010 17:58:07
    Il problema grandissimo di Diego, a parte chi ritiene di capire di calcio, è che non solo non è un fuoriclasse e non ha capito bene come si gioca da noi, ma difetta pure di personalità: il fatto che tocchi solo pochi palloni a partita e trascorra le ore a nascondersi,questo rende il tutto molto peggio: significa che difetta pure di personalità. Ve li ricordate Zidane, Emerson, Paulo Sousa? tre calciatori diversissimi ma, quando parlate di fare la differenza, ricordiamo questi! Grazie
  • diegolegend22/01/2010 17:21:00
    diego e forte e lo dimostrera dategli tempo anke a platini gli e servito tempo x ambientarsi
  • mAtT_VIII22/01/2010 16:59:11
    Qua il problema nn è Diego, certo,nn è un fuoriclasse ma il talento ce l'ha!
    Qua i problemi sono altri:1)Si è voluto spendere 25 milioni per MELO quando avevamo SISSOKO-MARCHISIO e lo stesso POULSEN(ora CANDREVA), quando li avremmo potuti spendere per un attaccante e 2 difensori;2)Volevano giocatori con prospettive future e hanno preso CANNAVARO (la brutta copia del pallone d'oro 2006)e GROSSO(non più quello dei mondiali 2006)e i risultati si vedono...media gol-subiti a partita quasi 3!!
  • morattopolis22/01/2010 16:44:42
    le giocate + belle di diego e della juve si sono viste col 4-2-3-1 e soprattutto con Giovinco... Giovinco che si tirava addosso spesso 2 avversari, teneva le difese avversarie larghe lasciando a diego la possibilità di giocare con meno assillo... senza giovinco tutti a marcare diego.. il poverino per bravo che sia, non è maradona...
  • Fiocco9422/01/2010 15:54:54
    ottobrebianco ti prego non dirmi che credi che sneijder sia migliore di diego.... sneijder ha giocato benino in olanda e per questo è stoto comprato x 30 mln dal real dove nn ha fato nnt... ora solo perche ha fatto un paio di gol su punizione non mi sembra il caso di definirlo fuoriclasse... diego invece ha fatto veramente magie al werder, ed ora sta risentendo del periodo di crisi della juve e di un falso allenatore come ferrara...
  • wjuventus8222/01/2010 15:32:38
    la juve CONTRO LA ROMA:
    BUFFON
    DE CEGLIE-CHIELLINI-LEGROTTAGLIE-ZEBINA
    MARCHISIO-SISSOKO-CANDREVA
    DIEGO
    DEL PIERO-PAOLUCCI

  • wjuventus8222/01/2010 15:27:42
    SECONDO ME HA SBAGLIATO FERRARA ANCORA UNA VOLTA,DIEGO è un nuovo numero 10,deve avere libertà di movimento da centrocampo in su,è bravissimo negli inserimenti,nei dribbling,nei passaggi! però ha un allenatore ke nn gli dà fiducia,lo sostituisce quasi tutte le partite come fa un giocatore a scendere in campo e giocare bene pensando di essere sostituto. FERRARA ha ormai toccato il fondo,sta riuscendo nell'impresa di battere tutti i record negativi della JUVE altro ke guardiola addio signor danete
  • 22/01/2010 15:22:24
  • pinalex2422/01/2010 15:13:25
    non credo si possano giudicare Melo e diego fino a che ci sarà il "nulla " in panchina ....
     
     
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