TORINO, 5 febbraio - Una settimana a lavorare sul piano tattico: 4-3-1-2 o 3-4-1-2? Un dilemma che Zac non si pone. «Ne han parlato gli altri non io, confermo quanto detto l'ultima volta, lavoriamo su due fronti perché la squadra deve sapere cambiaire atteggiamento, anche in corso. Credo che ci siano tre vestiti adatti a questa squadra, lavoreremo su questo. Anche se ho letto qualcosa, preferisco parlare di centrocampo a tre. Questi abiti non servono, contribuiscono, ma non ci fanno vincere le partite. Quello che ci fa vincere è l'interpretazione. Io sto cercando di dare delle informazioni più possibili corrette ai miei giocatori»
TATTICA - Dal punto di vista tattico, Zac spiega: «Un sistema di gioco, 4-3-1-2, lo conoscono. Il 3-4-1-2, lo conoscono meno. Quindi sto cercando di dargli queste informazioni per la partita di domani, ma anche per quelle che verranno. Noi dobbiamo incanalarci sulla strada migliore nel più breve tempo possibile, poi dobbiamo essere bravi a continuare». Tempistiche? «Sul campo do informazoni a loro, sul piano caratteriale sto cercando io di avere informazioni e questo condizionerà i tempi di crescita». Il 4-3-1-2 comunque non va in soffitta. «L'idea iniziale non è sbagliata, credo che ci siano giocatori per giocare col 4-3-1-2-, poi ci sono infortuni, squalifiche. Non esistono giocatori uguali, a seconda del momento cambiamo, con la disponibilità dei giocatori e le caratteristiche degli avversari cambiamo».
CAMBIAMENTI - Zaccheroni non vuole fare rivoluzioni. «Cerco di cambiare meno possibile, dovrò cercare di sfruttare quelli che stanno meglio ora. Mi affiderò alle loro caratteristiche».
COSA NON VA - Su quello che non va, si è fatto qualche idea. «Gli infortuni, l'entusiasmo che è un po' scemato, questo porta in tutte le squadre qualche problema, io devo cercare di mettere ordine, ripristinare le caratteristiche, al di là del modulo. I comportamenti a inizio stagione sono vincenti, quelli adottati nel finale danno più svantaggi che vantaggi. Io guardo la prestazione della squadra dal di fuori, la Juve di inizio stagione si stava comportando bene, poi per una serie di situazioni che non conosco, ha cominciato a perdere alcuni punti e posizioni in classifica. io cerco di ripristinare i valori di inizio stagione, a prescindere dal sistema di gioco».
RIMEDI - Come si può tornare sulla strada giusta? «In questo momento spendiamo molto sul piano nervoso, perché i ragazzi sono sensibili, non ci sono ragazzi che non sentono il momento. Nel calcio succede, il bello è che quotidianamente ti si propone l'opportunità di rifarti, quindi dico loro che dobbiamo attrezzarci per ribaltare la situazione». La disponibilità della squadra c'è. «Molto Parto dal talento di questo organico. Se riesco ad attirare su di me la loro attenzione, e disponibilità ci riprendiamo. In questa prima settimana è stata totale, però non mi illudo perché so che quando c'è un cambio l'attenzione si alza, ora dovrò essere bravo io a tenerla alta».
ALL'ULTIMO - Non c'è tanto tempo, anche se Zaccheroni non pensa che febbraio sia il mese decisivo. «Sono abituato che arrivo sempre all'ultima giornata. I risultati li ho sempre centrati all'ultima giornata. Le premesse le costruiamo in questo mese, poi dobbiamo crescere». L'allenatore della Juve, fa il punto sugli indisponibili. «Per quanto riguarda il rientro degli indisponibili, con tutti i medici abbiamo fatto il punto della situazione chiarito tutti gli aspetti, sappiamo quando potremmo contare su di loro, stiamo gettando le basi per crescere, so che c'è poco tempo, ma dobbiamo gettar le basi, questi sono i miei obiettivi. Sennò non riusciremo mai a esser compatti».
DIEGO - «Il talento di Diego è indiscutibile, il compito dell'allenatore non è insegnare a Diego come si gioca a calcio, ma far esprimere al meglio il collettivo. A me sembra che giocatori al pari del loro rendimento non ce ne fossero. Troppo facile prendersela con i nuovi arrivati. Non mi aspetto di più di quanto hanno reso in passato, mi aspetto che rendano uguale al passato e vale sia per i nuovi che per i vecchi. Io mi aspetto questa crescita, un gradino domenica scorsa, un altro domani, e spero sia utile per raggiungere il risultato».
DNA - È convinto di una cosa Zaccheroni, la Juve ha il Dna vincente. «Lo vedo dalle espressioni, dagli atteggiamenti, non c'è bisogno di parlare semrpe. Questo organico lo conoscevo da fuori dubbi non ne ho. Dubbi ce li ho sui tempi di realizzazione di quello che ho in mente, Quello di ripristinare i valori che sono nel dna di questa squadra».
DIEGO - «Il talento di Diego è indiscutibile, il compito dell'allenatore non è insegnare a Diego come si gioca a calcio, ma far esprimere al meglio il collettivo. A me sembra che giocatori al pari del loro rendimento non ce ne fossero. Troppo facile prendersela con i nuovi arrivati. Non mi aspetto di più di quanto hanno reso in passato, mi aspetto che rendano uguale al passato e vale sia per i nuovi che per i vecchi. Io mi aspetto questa crescita, un gradino domenica scorsa, un altro domani, e spero sia utile per raggiungere il risultato».
SPOGLIATOIO - Una cosa ci tiene a precisare, lui giocatori ruffiani non ne vuole: «Non ho mai avuto un giocatore nello spogliatoio al quale chiedere l'umore. Se c'è qualche problema, devo prevenire io quanto può accadere nello spogliatoio. Non mi sono mai portato dietro un giocatore da altre squadre, me lo sono ritrovato. Il giocatore ruffiano nello spogliatoio non lo voglio».
VERA JUVE - Il vero obiettivo di Zaccheroni è ritrovare la vera Juve, quella di inizio stagione. «La Juve vera è quella di inizio stagione, non mi viene in mente un paragone con un'altra disciplina, se uno nel ciclismo in una cronometro ha impiegato un determinato tempo vuol dire che ce l'ha. Se oggi non lo fa c'è qualche problema, ma ce l'ha. Non devo far altro che riportarli a fare quelle cose che hanno dentro. Dobbiamo ricompattarci, la Juve di inizio stagione era molto compatta. La tattica viene dopo, rivoglio la squadra di inizio stagione».
VINOVO - I tanti infortuni e i campi di Vinovo non devono costituire un alibi. «Vinovo la conoscete meglio voi, io sono appena arrivato, non credo ci siano dei problemi di impianto. Prima che l'Inter cominciasse a vincere si parlava solo di infortuni, ricordate. Era una catastrofe, oggi non ci son più. Appiano è sempre Appiano, non è cambiata. Non vorrei Vinovo diventasse un alibi. Vinovo ci dà solo vantaggi. Qui siamo al top, come Appiano, Milanello. Al Milan ho avuto due stagioni senza infortuni poi nell'ultimo hanno due crociati e due collaterali a centrocampo».
CAPELLO,UTILIZZAVA DEL PIERO COME UTILIZZAVA MONTELLA NELLLA ROMA, RICAVANDO IL MASSIMO DA ENTRAMBI NEL BREVE SPAZIO UTILIZZATI.MA CAPELLO ERA IL MIGLIOR TECNICO IN ITALIA,ANCHE CON UNA GRANDISSIMA PERSONALITà ,SE OGGI è L"ALLENATORE DELLA NAZIONALE INGLESE PENSO NON SIA PER CASO.COMUNQUE PER GIOCARE A TRE IN DIFESA DEVI AVERE TRE CENTRALI MOLTO VELOCI E TRANNE CHIELLINI NON MI SEMBRANO FULMINI DI GUERRA GLI ALTRI(ECCO PERCHè VORREBBE RECUPERARE ZEBINA).
Perchè tutte i presidenti dellle altre squadre, quando si parla della cessione di un calciatore, vogliono in cambio Sebastian Giovinco????
O sono tutti incompetenti oppure capiscono il reale valore del giocatore??
Sono un tuo fan, ma per il tuo e per il bene del calcio italiano ti consiglio di cambiare casacca!! è triste vedere un campioncino come te in panchina..."NO AL LODO DEL PIERO"!!
GRANDE ZAC!!!
Morattopolis... ma vedi d' andà ............ te e tutta la squadra dell' Inter. Se tutti facessero come il tuo presidente non avremmo neanche la Nazionale per giocare i mondiali. Ah e non vi azzardate a dire FORZA AZZURRI!!!! Non è roba per voi!!!
e poi detto mlt sinceramente, lasciamo stare il rigorino con la lazio, ma ti rendi conto ke sta segnando solo alex nella juventus??? a qst punto preferisco un vecchio di 36 anni immobile ke xo mi tira fuori dal clindro una punizione o un tiro a volo vincente piuttosto ke un nano pankinaro ke se gli mettono a marcatura una bestia lui sparisce, oppure quel morto di amauri ke a 29 anni nemmeno se sparano il portiere con tutti gli avversari compreso il guardalinee segna!
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