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Aquilani: «Juve, io e Krasic: che coppia!»

Aquilani: «Juve, io e Krasic: che coppia!»
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© LaPresse
 
Il centrocampista da ieri a Torino, oggi si sottoporrà alle decisive visite mediche: «Possiamo anche vincere lo scudetto». L’ex romanista giocherà in Europa League solo se il Liverpool sarà eliminato
TORINO, 23 agosto - E’ tornato in Italia e si appresta a ve­stire la maglia della Ju­ventus. Per un anno, al­meno. Poi saranno i fatti, ovvero le prestazioni, a incidere sul suo futuro, a stabilire cioè se Alberto Aquilani verrà riscattato dal club bianconero ( die­tro il pagamento di 16 mi­lioni di euro) oppure se rientrerà dal prestito e farà ritorno a Liverpool. « Sono contento di essere qui - ha detto appena at­terrato a Malpensa -. La Juve è una squadra da scudetto, speriamo di fare bene insieme con Krasic. Sono tornato anche per ri­conquistare il posto in Nazionale. Domani ( oggi, ndr) incontrerò Del Neri. Lui mi ha convinto a ve­nire e nessun altro club mi ha cercato» . Con il suo arrivo la Juventus va a colmare una grossa lacu­na a centrocampo, anche se Luigi Del Neri non po­trà schierarlo in Europa League fino a che i Reds non verranno eliminati dalla competizione.

LE REGOLE - Aquilani, in­fatti, ha già giocato con il club inglese nel terzo tur­no dei preliminari ( titola­re per 83’ in Macedonia dove il Liverpool ha bat­tuto 2- 0 il Rabotnicki, 28’ in campo nel ritorno). Se­condo il regolamento Ue­fa, un giocatore che ha già preso parte a una partita non può disputare la stes­sa competizione della squadra di provenienza. Perciò Alberto può giocare la fase a gironi soltanto se il Liverpool viene elimi­nato giovedì nel ritorno dei playoff dai turchi del Trabzonospor ( all’andata in casa la squadra di Roy Hodgson ha vinto 1- 0) e dai sedicesimi in poi sol­tanto se il Liverpool non riesce a qualificarsi. E’ la stessa regola che ha in­dotto lo Schalke 04 ad ab­bandonare la pista Diego perché il brasiliano, già utilizzato nella Juventus, non avrebbe potuto dispu­tare l’Europa League qua­lora il club tedesco fosse arrivato terzo nella fase a gironi di Champions e fos­se passato nella minore delle competizioni euro­pee.

IL CAMPIONATO - Una si­tuazione di cui la Juven­tus era a conoscenza e che non ha minimamente fre­nato la volontà biancone­ra di ottenere in prestito il giocatore. L’Europa League non ha lo stesso fascino della Champions, ma pur sempre di compe­tizione internazionale si tratta, tuttavia l’attenzio­ne in questa stagione va soprattutto al campiona­to, dove la Juventus vuole tornare ad alti livelli e puntare sull’accesso di­retto alla Champions Lea­gue nella prossima stagio­ne.

L’ARRIVO - Aquilani sarà per ora l’uomo del campio­nato, ma prima di apporre la firma sotto il contratto che lo lega fino a giugno alla Juventus dovrà supe­rare le visite mediche. Il centrocampista è atterra­to ieri poco prima delle venti a Milano Malpensa con un volo proveniente da Manchester, poi in au­to si è trasferito a Torino, all’hotel Principi di Pie­monte, dove abitualmente la Juventus va in ritiro prima delle partite casa­linghe. Maglietta grigia, come i pantaloni in stile militare, il centrocampi­sta era accompagnato dal­la fidanzata, l’attrice Mi­chela Quattrociocche, con cui convive da un an­no. Stamattina è atteso da Fabrizio Tencone, respon­sabile dello staff medico della Juventus, alla clini­ca Fornaca per le visite mediche che, come nel ca­so di Milos Krasic, prose­guiranno anche domani mattina al Centro di me­dicina dello Sport.

LE VISITE - Reduce da due gravi infortuni in carriera ( nel 2006 la lesione al gi­nocchio destro, nel 2008 altri grossi guai durante il match di Champions contro il Chelsea), Aquila­ni sarà controllato con particolare cura dai medi­ci bianconeri per valutare se si è completamente ri­stabilito. Ma già Del Neri sabato in conferenza stampa ha garantito che il giocatore è a posto. « L’anno scorso in Premier ha giocato con regolarità » . Ed è stato proprio il tec­nico, che lo ha avuto per un breve periodo nella sfortunata stagione a Ro­ma, a convincerlo a torna­re in Italia. « Abbiamo bi­sogno di un centrocampi­sta come te » il messaggio telefonico arrivato a Li­verpool. E a quel punto il giocatore non ha avuto esitazione, tanto più che in Inghilterra era orfano del suo miglior sponsor, Rafa Benitez, il tecnico che lo aveva voluto l’anno scorso a Liverpool e che ora guida l’Inter. Aquilani ha capito che con Hodgson in panchina non ci sareb­be stato tanto spazio per lui.

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Marina Salvetti
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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