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Uomo d'ordine e ispiratore: Aquilani vuol dire qualità

Uomo d'ordine e ispiratore: Aquilani vuol dire qualità
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© LaPresse
 
Il centrocampista è l’arma in più per Del Neri: «Soddisfatto per me e soprattutto per la squadra: avrà futuro». Chiede solo un po' di tempo per trovare la continuità
TORINO, 5 ottobre - Gli sarebbe piaciuto essere Zidane Zidane, per ora gli basta essere tornato l’Alberto Aquilani dei tempi d’oro. Alla seconda uscita da titolare della Juventus, l’ex centrocampista del Liverpool illumina la notte di San Siro facendo compiere un salto di qualità al reparto. Giudizi unanimini sulla sua prestazione, che lo riempiono di soddisfazione, anche se da perfezionista sa di avere ancora ampi margini di crescita, soprattutto nella continuità. «Sono contento per la mia prova e per quella collettiva. Il risultato ci ha dato un’iniezione di fiducia perché abbiamo dimostrato di potercela giocare alla pari contro l’Inter. Vedo positivo: sta nascendo una grande squadra. Personalmente, ho ancora bisogno di minuti nelle gambe, ma penso di essere sulla strada giusta».

INTESA - Sicuramente Luigi Del Neri ha apprezzato la scelta di affiancarlo a Felipe Melo, come era già accaduto contro il Cagliari: i due bianconeri sembrano intendersi a meraviglia, dividendosi i compiti e diventando la coppia meglio assortita del centrocampo bianconero. Il brasiliano ha po­tuto dedicarsi principalmente alla fase difensiva, sfruttando le sue qualità di incontrista per rubare palloni, spezzare il gioco e le ripartenze degli avversari, Aquilani invece ha dato ordine a centrocampo, dettando i tempi, disegnando le geometrie e mettendo i compagni nelle condizioni di esprimersi al meglio. Anche il suo gioco di prima evidenzia una grande visione di gioco: sa ancora prima di ricevere palla dove piazzarla, ha intuito che Krasic poteva essere l’arma in più e quindi ha ridotto le verticalizzazioni per Iaquinta pri­vilegiando i lanci verso il serbo. Non è un caso che domenica sera, uscito Aquilani, le manovre siano diventate più imprecise, anche se poi ha inciso anche la stanchezza per una gara vissuta - e giocata con grande intensità. Inoltre, ed è un aspetto da non sottovalutare, Aquilani può giocare in un centrocampo a tre o a quattro, fare il centrale o aggirarsi più avanti, quasi da trequartista, come lo utilizzava Rafa Benitez a Liverpool. L’importante è che sia affiancato da qualcuno che gli copra le spalle, come è accaduto appunto con Melo.

AFFETTO
- La seconda partita consecutiva da titolare, per lui a cui è preclusa l’Europa Lea­gue, cancella pure qualche mu­gugno iniziale. Alberto, infatti, si lamentava per la mancanza di spazio: con il Liverpool ave­va giocato l’ultima partita a lu­glio, era arrivato alla Juventus a fine agosto con tanta voglia di mettersi in evidenza e di ri­trovare il ritmo partita, logico che la panchina gli stesse un po’ stretta. Alla fine è riuscito a convincere Del Neri a conce­dergli un’occasione e ha ripa­gato la fiducia anche contro l’Inter. Due partite che gli han­no permesso di conquistare pure l’affetto dei tifosi, da trop­po tempo orfani di un uomo di qualità a centrocampo. Né Al­miron, né Tiago, tantomeno Poulsen hanno saputo ricopri­re quel ruolo e, di conseguenza, far breccia nel cuore dei tifosi che rimpiangevano il mancato arrivo di Xabi Alonso. Aquila­ni invece si è mosso da Liver­pool, ha piedi buoni e ha mes­so tutti d’accordo. Il feeling con il popolo bianconero è un altro tassello del buon inserimento, nella squadra come nella città. Roma resta la capitale, però Alberto sta scoprendo una To­rino dal volto diverso: ha tro­vato casa insieme con la com­pagna, l’attrice Michela Quat­trociocche, in pieno centro, ha cominciato a frequentare i compagni anche fuori dal cam­po, insomma pochi rimpianti per la separazione dalla città natale.

GRANDE GRUPPO - Da un centrocampista all’altro, anche se per una notte Claudio Mar­chisio ha vestito i panni del­l’esterno a sinistra: mossa tat­tica di Del Neri per contenere l’esuberanza di Maicon, scelta azzeccata visto che il terzino nerazzurro non ha potutto spingere e pungere come sua abitudine. E anche se Claudio non predilige quella posizione, ha ac­cettatto per il bene del­la squadra. «Peccato per il pareggio - si ramma­rica su Facebook ­però siamo sulla buona strada, questo è un grande grup­po! ».Marina Salvetti
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • FMAX250211/10/2010 14:03:53
    ...l'ho già detto, occorre puntare su Aquilani come ispiratore del centrocampo ed utilizzare Marchisio in caso di necessità.
    Abbiamo una potenzialità da utilizzare, e sarebbe una follia non farlo scendere in campo.
  • zidane22077211/10/2010 12:01:03
    "Gli sarebbe piaciuto essere Zidane Zidane"

    Già, gli sarebbe piaciuto...purtroppo però...
  • rangers196507/10/2010 18:00:30
    benedetto ragazzo vuoi convincerti che sei un talento.anche se sei un po fragile,stringi i denti e metticela tutta il^treno^ e arrivato prendilo non lasciartelo scappare, questa e la volta che puoi dimostrare al mondo intero di che pasta sei fatto.in bocca al lupo.
  • scatatrambalo06/10/2010 10:17:14
    Non ci voleva un genio per capire che alla Juve mancava un centrocampista di qualità tipo Aquilani che desse ordine alla squadra. Gli unici che non lo avevano capito erano Blanc e Secco che infatti sono stati una rovina per questa squadra
  • mauxito06/10/2010 09:49:20
    aquilani è forte speriamo che non si ammali,e speriamo che marchisio regga bene fuori ruolo e comunque un certo martines come ala qualche volta dovrebbe garantire,a del neri proporrei di provare pepe come tersino vi ricordate la conversione fatta con zambrotta?da ala a tersino sia destro che sinistro,sarebbe una svolta e poi speriamo divedere sempre all'opera in partenza la coppia amauri,iaquionta.grazie e sempre forza juve,aiutaci a far piangere moratti.
  • mammo8306/10/2010 09:49:12
    vedo con piacere ke tira aria di ottimismo Aquilani non lo scopriamo di certo ora e' un campione ormai e' un anno ke nn soffre piu di problemi speriamo bene perke il nostro centrocampo e' il piu forte della serie a diamo i meriti anke a felipe melo e marchisio i 3 insieme si trovano a meraviglia permettono a krasic di occuparsi maggiormente della fase offensiva, aquilani come dice anke felix72 lo voleva anke moggi voleva scambiare davids con d'agostino de rossi e appunto aquilani
  • PIPLIS06/10/2010 08:34:40
    Io in questa squadra ci ho creduto e ci credo perchè Delneri è uno che lavora zitto zitto ogni giorno, non è uno da proclami, e a casa porta qualcosa. Voi, piuttosto, piagnucoloni, che criticavate quando c'era 1 punto in 2 partite o dopo il Palermo. E state attenti: col Lecce sarà tutt'altro che facile: è meglio giocare con l'Inter che con porci che si chiudono, ti spaccano le caviglie e ripartono in contropiede. La Juve dovrà stare molto attenta.
  • futurojuve06/10/2010 06:29:11
    Abbiamo pareggiato con l'Inter, e si poteva anche vincere, perchè Del Piero ha giocato solo gli ultimi 20 minuti. Solo così si possono gestire meglio le sue qualità, altrimenti la Juve giocherebbe sempre in 10. Il tempo purtroppo passa per tutti, facendolo giocare 90 minuti si umilierebbe il suo passato!
  • papasub06/10/2010 06:11:30
    Nella Juventus, Aquilani sembra essersi sgravato di dosso il peso della presenza in campo di Totti,De Rossi e Gerrard, sembra abbia capito che può diventare un leader di questa nuova realtà Juventina. A Roma e a Liverpool soffocato da presenze ingombranti, nella Juventus l'anello che mancava.
     
     
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