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Da Cannavaro a Krasic, vota anche tu la Juve 2010!

Da Cannavaro a Krasic, vota anche tu la Juve 2010!
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© LaPresse
 
Da gennaio a maggio il periodo nero: falliscono i brasiliani, salta la panchina, cambia la società. Poi la rinascita. Il serbo simbolo della rivoluzione di Agnelli. Marotta e Del Neri uomini chiave. Fai la tua pagella
TORINO, 27 dicembre - Il duemiladieci della Juventus è stato un anno così, double face, per sei mesi da dimen­ticare, cancellare, cen­surare, e per altri sei da vivere sul filo della speranza, dell’ambi­zione, della serenità ri­trovata. Il duemiladie­ci è stato l’anno in cui una Juventus ha cedu­to il passo a un’altra Juventus: inevitabile e doloroso. La prima è stata brutta, la più brutta della storia ul­tracentenaria di que­sta società; la seconda è bella, non ancora bel­lissima. Però ci vuole tempo, pure il Padre­terno ha impiegato sei giorni per mettere in­sieme il mondo; Agnel­li e Marotta - che sono umani - devono darci dentro sette su sette e non basta. Siccome tutto serve, persino ciò che è acca­duto da gennaio a maggio deve essere sfruttato e mandato a memoria: per non in­cappare più nello stes­so errore. Sarebbe faci­le martellare l’ex pluri­potenziario Blanc, l’ex diesse Secco, gli ex alle­natori Ferrara e Zac­cheroni. Facile e inuti­le: hanno sbagliato, sì, ma perché il progetto era sbagliato. Infatti non esiste più un pro­getto, anzi la parola è stata addirittura ban­dita. Ora esiste una struttura snella ed esi­stono degli obiettivi da perseguire: i risultati di metà 2011 racconte­ranno come è andata e quanto ci sarà da cor­reggere. Molti della prima par­te del 2010 non ci sono più, congedati e/o ri­mossi, altri stanno per passare ai saluti (Sis­soko e magari Amau­ri). Eppure il simbolo del cambiamento è un reduce, Felipe Melo. In­guardabile e contesta­to per un bel pezzo, fon­damentale e adorato adesso che ha recupe­rato la sua dimensione e la sua tranquillità. C’è poi un secondo simbolo, biondo e velo­cissimo: si chiama Krasic, solletica la fan­tasia della gente con la stessa rapidità con cui si muove in campo. Ri­corda Nedved, uno che si è fatto da parte scientemente per poter tornare. Ed è tornato.

I VOTI DA GENNAIO A MAGGIO - I sei mesi che passeranno alla storia. Sì, i sei mesi più neri della storia bianconera. Sei mesi di­sastrosi, sotto il profilo dei risultati e dell’immagine. Si inizia con il cambio di panchina (via Ferrara, ecco Zaccheroni), si finisce con il cambio di società (il po­tere ad Andrea Agnelli, JC Blanc ridimensionato, con Beppe Marotta e il suo gruppo aggregati per la rivoluzione). La Juve, che prova anche a reinserire Roberto Bettega in società, fallisce clamorosamente. Falliscono i brasiliani da 25 milioni (Felipe Melo e Diego), fallisce Cannavarochiamato al grande ritor­no (contro il volere dei tifosi e delle logiche pallonare). Punto e a capo.

LA SOCIETA’
BLANC 4.5 - Presidente, amministratore delegato, di­rettore generale. Uno e trino. Ma senza esperienza nel mondo pallonaro, ha preteso troppo, con un pizzico di presunzione. Doveva affidarsi a gente del settore, in­vece pensava che aver giostrato nel Tour, al Roland Garros, nella Dakar lo avrebbe guidato con successo anche nel calcio. Altri sport, altra filosofia.
SECCO 5 - Direttore sportivo senza protezione. Una vita alla Juve e improvvisamente a condurre i giochi della Juve. Salto enorme, appunto senza rete. Su Fe­lipe Melo non si era certo sbagliato, però se lo spoglia­toio si è spaccato e i giocatori facevano ciò che voleva­no significa che non è riuscito a gestire la situazione.

GLI ALLENATORI
FERRARA 5 -
Passa dalla scrivania al campo. Pochi fondamentali, poco sostegno. Destinato al massacro.
ZACCHERONI 5.5 - Traghettatore privo di... remi. Difficile così portare a riva la derelitta scialuppa bian­conera. Che difatti salva a malapena l’Europa dei po­veri. Subentra a fine gennaio a Ferrara, ma esce dal giro scudetto, dal giro Champions, dalla competizio­ne di consolazione. Camoranesi e compagni non lo aiutano di certo. Insomma, riceve un’eredità grama che tale rimane.

LA SQUADRA
CHIELLINI 6.5 - Tra tanti sbandamenti, e “sbandati”, prova a mettere le basi per la sua crescita personale, da futuro capitano in campo (e fuori). Certo, anche lui spesso cade, ma si rialza con grinta e personalità, ar­chiviando i sei mesi più neri della storia bianconera.
BUFFON 6 - Clamorosi gli sfoghi post-ko. Non si dà pace per una Juve che non è più Juve. Però, tra un tuffo (inutile) e l’altro, prova a scuotere la truppa.
CACERES 6 - La sorpresa dell’annata, una delle po­che note liete. Nonostante gli acciacchi fisici, l’uru­guaiano si dimostra difensore poliedrico e di prospet­tiva. L’unica colpa: arriva nel momento sbagliato.
TREZEGUET 5.5 - Qualche segnale di ripresa in in­verno, poi anche Re David abdica. Acciaccato e con l’u­more sotto i tacchi. Comunque, chiude con 10 gol sta­gionali e si ripresenta in ritiro pronto a cambiare fi­nale. Così, Del Neri in avvio gli concede l’attacco, poi l’estate lo traghetta in Spagna. Adieu, adios, addio.
DEL PIERO 5.5 - Si mette a disposizione di Zac per ti­rare su la Signora, ma è missione impossibile. Il capi­tano, comunque, non abbandona la nave che affonda.
DIEGO 5 - Un avvio da stropicciarsi gli occhi, con quel­la doppietta alla Roma che rievoca un altro Diego (Maradona). Ma si spegne ben presto, con la luce che abbandona l’intero gruppo. Buio pesto.
FELIPE MELO 4.5 - Si porta sulle spalle il fardello dell’acquisto più oneroso, va fuori di testa, si becca la contestazione e reagisce in malo modo. Trascina l’an­sia bianconera anche al Mondiale. Poi, invertirà la rotta dopo grande riflessione, ma il primo semestre 2010 è un disastro.
CAMORANESI 4 - Lascia la Juve nel peggiore dei mo­di: quasi mai in campo, latitante negli allenamenti.
CANNAVARO 4 - Era meglio se non tornava, a dispet­to dei santi. E non meritava una chiusura di carriera (italiana) così.
GROSSO 4 - Abbaglio di mercato, tra tanta confusio­ne. Si diceva fossero le dritte di Lippi, che però man­co lo porta, in Sud Africa. Ma alla fine, annega l’inte­ro gruppo (da Amauri in giù). Pochi esclusi.

I VOTI DA GIUGNO A DICEMBRE - «Gli è tutto sbaglia­to, gli è tutto da rifare» sostene­va Bartali. Pare che il “ginet­taccio” fosse tifoso juventino (tiepido, infatti i suoi biografi gli attribuivano pure una sim­patia per la Fiorentina), sicu­ramente dei bianconeri aveva il carattere vincente e la capa­cità di ripartire dopo i passag­gi a vuoto. Esattamente la rea­zione esibita dalla Juve al ter­mine della peggior stagione della propria ultracentenaria storia. Più che un restyling i vertici del Lingotto (pardon di corso Galileo Ferraris) si sono aperti a una rivoluzione all’in­segna proprio del «Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare». Nuovi i vertici societari, nuovo l’allenatore, nuovi dodici gioca­tori nella rosa della prima squadra. Si è riportato un Agnelli (Andrea) al vertice del club, pescando così nella pro­pria storia per guardare con fi­ducia al futuro. Alcuni risulta­ti sono già stati raggiunti: una ritrovata credibilità, un ap­proccio determinato dentro e fuori dal campo (vedi la gestio­ne del caso Calciopoli), una complicità non solo di facciata tra tifosi, squadra e società. Re­stano da conseguire gli obietti­vi vitali, occorre tornare a sol­levare trofei. L’impressione è che la strada intrapresa sia de­stinata a quel naturale appro­do, ma la teoria necessita ov­viamente di conferme.

LA SOCIETA’

MAROTTA 7.5 - Entrato nella sede bianconera in qualità di direttore generale, in pochi me­si Beppe Marotta è stato coop­tato nel CdA con la promozio­ne ad amministratore delega­to. Un segno tangibile della fi­ducia riposta nei suoi confron­ti dalla proprietà. Nel respon­sabile dell’area sportiva la gentilezza dei modi si sposa al decisionismo che l’ha portato a cambiare volto a una squadra ancorata, fino al maggio scorso, al pre-Calciopoli. Il colpo Kra­sic rappresenta il fiore all’oc­chiello per la nuova dirigenza, ma con la sola eccezione di Motta (mentre il giudizio su Martinez resta sospeso) tutti i nuovi arrivati hanno convinto. Ottima poi l’intuizione - da ascrivere a Fabio Paratici, braccio destro di Marotta - di portare Frederik Sorensen in bianconero per un esborso di 150 mila euro. Un’inezia per i canoni del calciomercato. So­prattutto un movimento che sottolinea l’attenzione dell’in­tero staff (comprendente pure Gianni Rossi e Carlos Manuel Vargas) per i giovani. Dire che la Juve programma il proprio futuro è molto più che uno scontato slogan.

L’ALLENATORE
DEL NERI 7,5 - La scelta di puntare sul tecnico di Aquileia, nello scorso maggio, è stata la prima presa da Marotta. E non si presentava esente da rischi, considerato che fino a quel momento i nomi ipotizzati erano quelli di Benitez (al tempo go­deva di un appeal rivelatosi ec­cessivo) e Prandelli. Nei fatti la decisione è risultata azzec­catissima. Del Neri ha infatti confermato di essere uno dei migliori tecnici in circolazione sotto il profilo tattico, dimo­strandosi - e questo era meno scontato - anche un ottimo ge­store dello spogliatoio. Coeren­za e chiarezza sono le sue linee guida, assai gradite a un grup­po che aveva assolutamente bisogno di affidarsi a una figu­ra carismatica. Emblematico, in tal senso, il recupero psicolo­gico di Felipe Melo.
 
LA SQUADRA
STORARI 7.5
- Il fatto che oggi lo si consideri in competizione con Buffon dimostra come l’ex portiere della Samp sia appro­dato a una nuova dimensione. Eccellente tra i pali, discreto nelle uscite, di Storari colpisce soprattutto la serenità, tra­smessa all’intera difesa.
GRYGERA 6 - Prima di essere fermato da un infortunio a Sa­lisburgo, aveva riconquistato il posto da titolare dimostrando­si al solito valido in fase difen­siva e un po’ lacunoso nelle in­cursioni.
MOTTA 5 - Nonostante sia ar­rivato in ritiro nella prima infornata, cioè a inizio luglio, non è riuscito ad assimilare i concetti difensivi di Del Neri. Ritrovarsi davanti Krasic, che è una sorta di attaccante ag­giunto, non gioca a suo favore.
SORENSEN 7.5 - Il danesino (si fa riferimento all’età, non al­la stazza) ha determinazione, intelligenza tattica e atletismo da giocatore importante. Deve progredire invece dal punto di vista tecnico. Probabilmente quando potrà agire nel ruolo (naturale) di centrale una cer­ta ruvidezza di piede e le diffi­coltà nel breve saranno meno evidenti. Il tempo gioca davve­ro a suo favore.
BONUCCI 7.5 - Superata la fa­se di ambientamento (e smal­tite le scorie del Mondiale, per­ché praticamente ha rinuncia­to alle vacanze) l’ex barese ha confermato la bontà dell’inve­stimento estivo. A soli 23 anni gioca con la tranquillità di un veterano, dimostrandosi abile anche nel far ripartire l’azione. Sarà un punto fermo per mol­ti anni.
CHIELLINI 7,5 - I movimenti difensivi introdotti da Del Ne­ri gli sono costati alcuni pas­saggi a vuoto (condivisi con l’intero reparto) a inizio cam­pionato, ma pagato il pedaggio alla novità il livornese è torna­to al suo rendimento abituale. Ovviamente altissimo.
LEGROTTAGLIE 6 - Per l’otti­ma prova di San Siro contro il Milan, l’unica partita da tito­lare giocata nell’attuale cam­pionato. Match fondamentale, però.
RINAUDO ng - (a causa degli infortuni)
GROSSO 6 - Reintegrato per cause di forza maggiore, il ter­zino caro a Lippi ha reagito be­ne, salvo adagiarsi un po’ nelle ultime uscite dell’anno. Se vuo­le conservare il posto è bene che torni all’antico...
TRAORE’ 6 - Partito con il fre­no a mano tirato (causa infor­tuni), il francesino ha innesta­to le marce alte nelle ultime apparizioni. Potrebbe ritagliar­si uno spazio importante, pri­ma però dovrà convincere Del Neri sulle sue capacità difensi­ve.
DE CEGLIE 6.5 - Sfortunato, Ha subito un grave infortunio, ma le recriminazioni sono le­gate soprattutto alla tempisti­ca dello stesso. Il ko è arrivato quando il valdostano stava fi­nalmente dimostrando di po­ter reggere il peso di una ma­glia titolare.
MELO 7.5 - Dopo il naufragio al Mondiale il brasiliano ri­schiava di affogare, invece ha tirato la testa fuori dall’acqua e ha ripreso a nuotare con maggior vigore. Quellao che tutti gli hanno sempre ricono­sciuto. La novità è che oltre ai muscoli, Melo ora esibisce an­che il cervello, dimostrandosi serio e affidabile. Se dura il suo stato di grazia, la Juve sarà davvero autorizzata a pensare in grande.
AQUILANI 7.5 - Ha liberato la propria testa dai cattivi pen­sieri (causati da un paio di sta­gioni vissute ai margini) e Me­lo dalle incombenze offensive. Il risultato è stato eccellente a livello personale e pure di squadra, nonostante la lieve flessione dicembrina.
MARCHISIO 7 - Essere cen­trale anche una volta spostato a sinistra nel suo caso non è contraddittorio. La trovata di Del Neri ha sicuramente gio­vato alla difesa, meno all’attac­co. In ogni caso Marchisio si è rivelato al solito utilissimo.
SISSOKO 5.5 - Le sue lunghe leve sono tornate a girare, la testa ormai sembra altrove. D’altronde tutti i giocatori per rendere al meglio hanno biso­gno di sentirsi importanti e il maliano, per questa Juve, og­gettivamente non lo è.
KRASIC 9 - Ha le fattezze di Nedved e ci ricorda il miglior Boniek. Non male come punti di riferimento, lui nel frattem­po lo è diventato per la Juve tutta. La sua spinta sarà de­terminante nella rincorsa alla vetta.
PEPE 7 - Il romano è uno di quei giocatori apprezzati so­prattutto da compagni e alle­natori, ma con il passare delle settimane anche i tifosi più esi­genti hanno iniziato a spostar­si dalla sua parte. Perché tan­ta abnegazione finisce per con­quistarti e comunque anche i piedi, nei giorni giusti, non so­no così malaccio.
MARTINEZ ng - Leggi Rinau­do (con l’aggravante dei 12 mi­lioni spesi per strapparlo al Catania).
SALIHAMIDZIC ng - Qualche minuto, tanta simpatia.
DEL PIERO 6.5 - L’inverno del capitano è all’altezza del per­sonaggio, infarcito di record le­gati a una militanza ormai quasi ventennale. L’esplosione di Quagliarella ne ha però ridi­mensionato, inevitabilmente, il minutaggio.
IAQUINTA 6.5 - Il film della sua stagione non è dissimile da quello dei tre anni precedenti, vissuti perennemente in bilico tra campo e infermeria. Eppu­re tutti gli allenatori transita­ti nel periodo sulla panchina bianconera hanno faticato a prescindere dall’attaccante ca­labrese, soprattutto dopo il de­clino di Amauri.
AMAURI 4.5 - Il suo 2010 è sin­tetizzato da un’arida cifra: un solo gol in campionato nell’in­tero anno solare. Un flop che non si spiega solo con gli infor­tuni. I tempi sono maturi per un congedo.
QUAGLIARELLA 8 - Perché è un giocatore che abbina l’utile al dilettevole, capace di suppli­re all’assenza di un centravan­ti e di far presagire meraviglie per quando ne avrà uno al fianco con cui duettare.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • gobbissima27/12/2010 21:43:25
    non capisco i tifosi o perlomeno quelli ke si dicono tifosi ke continuano a criticare il mercato fatto dA Marotta, forse non tengono conto ke ha rifondato una squadra intera e a parte un paio di acquisti abbiamo di nuovo un gruppo unito e in grado di lottare x arrivare molto in alto
  • pezzedigreco27/12/2010 21:34:35
    Andro' controtendenza, juventus appena accettabile, quasi gli stessi punti dell' anno scorso, si salva da critiche piu' feroci perche' le prime sono a pochi punti di distanza, se il milan fosse stato a 42 punti chissà che critiche.Bel gioco che latita,dipendenza da Krasic.Bisognava tenere Diego, ed comprare CASSANO, CHE DUO CON QUAGLIARELLA.Teniamoci stretto Buffon,e puntiamo su Neymar per l'attacco,oppure su qualche attacante in rotta in dotazione alle grandi d'europa, esempio raul in germania.
  • pazzajuve8627/12/2010 21:29:19
    X BARDOCK: si vede che tu nn capisci niente di calcio!! parli sl per parlare!!! se la juve è uscita dall'eurpa leaugue la colpa nn è sicuramente di del neri...cmq nn ha mai perso..e la squadra ad inzio campionato era ancora in "RODAGGIO", inoltre in europa mancava aquilani...è in attacco nn aveva scelte...e poi si è visto che nn interessava più di tanto questa competizione!!puntano al campionato e alla champions!
  • zebrata27/12/2010 21:26:52
    la dirigenza?
    il meglio per ora e Del Neri a cui do un bel 7,5
    mi piace l atteggiamento di Agnelli riguardante farsopoli.
    Ma ancora non abbiamo vinto niente alle parole mi piace vedere i fatti
    allora tutti avranno un mio 10 per ora la Juve mi vale un
    bel 6
  • zebrata27/12/2010 21:23:38

    ma l anno scorso abbiamo giocato solo in 10??? non trovo il voto a Grygera, e De Ceglie? Sissoko? Legrottaglie? Iaquinta? Marchisio? Zebina?. Va bene facciamo finta di averli dimenticati tanto per farlo. Io non avrei fatto nomi perché nessuno ha meritato la sufficenza forse forse Chiellini. Questa stagione va meglio grazie al cielo come punti siamo li come posizione pure, l unica cosa che e cambiato e l'atteggiamento in campo e per questo che i voti sono piu alti
  • juveforum.it27/12/2010 20:49:28
    personalmente 7,5 a marotta mi pare troppo un 6,5 andava piu che bene . non ha riscattato caceres e ci ha portato motta gran bidone ha venduto diego ok giocatore di difficile collocazione tattica e ha preso martinez di difficile impiego proprio visto che è sempre rotto ha venduto trezeguet l'unico con il killerinstinct per tenere bidonazzo amauri direi che 7,5 è troppo. allora con ste cacchiate in sede di mercato se marotta ha 7,5 del neri ha 10.
    per il resto direi che non c'è male.
  • pinturio197627/12/2010 20:34:18
    Secco 3
    Blanc 0
    Chiello 7
    Diego 5,5
    Melo 3 poi 7,5 (media 5/6)
    Trezeguet 10(alla carriera e mille grazie)
    Cannavaro 5
    Marotta 6,5(senza soldi nessuno fa miracoli)
    Del Neri 6,5(ora almeno si lotta ma si deve migliorare tanto)
    A.Agnelli 6(bene su calciopoli ma dov'era in questi anni??)
    Sorensen 7(8 a Paratici vale gia 50 volte quello che l'ha pagato)
    Krasic 9(ci serviva come il pane,in più grande uomo)
    Quagliarella 8(mai segnato così)
  • marcosil27/12/2010 20:33:21
    scrivo a proposito di martinez .d accordo che e stato sfortunato ma leggo che diverse persone x avvalorare il suo acquisto citano il suo pezzo di partita contro il milan .io non ricordo cosa abbia fatto di straordinario in quella partita .giocava benino ma non piu di giovinco che oltretutto era gratis .
     
     
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