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L'analisi dello psicologo: «Superare il ko di Quagliarella»

L'analisi dello psicologo: «Superare il ko di Quagliarella»
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© LaPresse
 
Il pro­fessor Vercelli suggerisce i rimedi per la Juve: «L’arrivo di Toni, vero leader, è fondamentale. Se i bianconeri saranno sinceri nell’analisi del ko con il Parma, potranno rifarsi immediatamente contro il Napoli. Amauri sia più istintivo. Del Piero ha un sano opportunismo. Buffon tornerà quello di sempre. Con Felipe Melo guai ad alternare bastone e carota»»
TORINO, 9 gennaio - «Juve-Parma? L’ho seguita al­la radio mentre mi recavo in Austria, ma ho presente quanto è successo». Il pro­fessor Giuseppe Vercelli risponde da Zauchensee, dove si trova al seguito del­la Nazionale di sci femminile. Ed accet­ta volentieri di suggerire i rimedi per riallontanare le nubi da Vinovo e dintor­ni.

Professor Vercelli, partiamo dall’ini­zio: 2’ di Juve-Parma, il ginocchio de­stro di Quagliarella fa crack. Da quel momento la Juve è colata a picco.
«E’ chiaro che questa situazione a freddo ha generato uno stato di shock nei com­pagni, che hanno visto Quagliarella urla­re per il dolore e lo spavento. La partita in un certo senso è stata viziata da un evento che non era prevedibile. C’è chi poi è riuscito a recuperare e chi no».

Quindi si è passati alla reazione di Fe­lipe Melo. Un giocatore controcorren­te il brasiliano: quando le cose gli gira­no bene, trova il modo per guastare tutto, quasi non riuscisse a gestire il successo.
«Melo ha un pessimo carattere. Monta­nelli però sosteneva che quel genere di persone almeno un carattere ce l’hanno. Certo Melo esaspera il concetto ed è dif­ficile da gestire».

Per lui è meglio il bastone o la carota? O bisogna alternarli?
«Alternare il bastone e la carota sarebbe la scelta peggiore. E’ come con certi figli difficili: guai a far passare atteggiamen­ti contraddittori. Bisogna essere coeren­ti e utilizzarlo in base alle sue caratteri­stiche positive. Sapendo che è, e rimarrà, così».

Certi atteggiamenti, uniti a una scon­fitta dolorosa, possono causare frattu­re nel gruppo?
«In effetti c’è chi, in questi casi, indivi­dua l’avversario al proprio interno».

Nella pausa natalizia Del Neri e la so­cietà hanno scelto un ritiro cittadino per dare modo ai giocatori di lavorare e vivere in gruppo senza patire il di­stacco dalle famiglie. Eppure... «Potrebbe esserci stato quello che tecni­camente viene definito un “errore di proiezione lineare”».

Aiuto...
«Viene dato per scontato che le condizio­ni siano le stesse di quando tutto anda­va bene, ma in realtà non è affatto così. Questo atteggiamento, unito allo shock per l’infortunio di Quagliarella, può ave­re influito».

Come se ne esce?
«E’ estremamente importante che Del Neri definisca obiettivi condivisi da tut­ti e che gli stessi siano a breve e medio termine».

Amauri non riesce a uscire dal tunnel imboccato due anni fa dopo che l’av­ventura bianconera era iniziata nel migliore dei modi.
«Nel suo caso siamo di fronte a un’ecces­siva mentalizzazione. E’ invece meglio che un attaccante agisca d’istinto, senza abbandonarsi a troppi pensieri. E’ possi­bile ritrovarlo l’istinto, a patto di lavorar­ci ».

Come?
«Recuperando quelle buone sensazioni di quando tutto funzionava al meglio. In modo umile gli suggerirei questo tipo di lavoro».

Nel frattempo qualche cattivo pensie­ro glielo provocherà l’arrivo di un riva­le come Toni. Più in generale, cosa può portare un giocatore esperto come l’ex genoano in un gruppo consolidato.
«Toni ha il “phisique du role” del leader. Arrivando in un momento così particola­re, può realmente dare un valore aggiun­to. Certo dipende dalla sua volontà di far­lo, ma non mi sembra che ci siano dubbi sull’entusiasmo con cui Toni ha colto que­sta opportunità. In generale nel mercato di gennaio mi sembra intelligente punta­re su giocatori italiani, che hanno le giu­ste basi culturali per inserirsi in un grup­po nuovo».

Contro il Parma, e la cosa ha pochi pre­cedenti nell’attuale stagione, sette-un­dicesimi dei titolari erano esponenti della cosiddetta “vecchia Juve”. Si tratta della prova provata che il grup­po storico ha esaurito la propria spin­ta propulsiva?
«E’ possibile che i nuovi arrivati abbiano portato nuovi stimoli, ma altro non sa­prei dire».

Buffon è reduce da 15 stagioni ad altis­simo livello, ma pure da 7 mesi di inat­tività. Sarà complicato per lui calarsi nuovamente nella parte del leader?
«Buffon è un esempio di professionalità, sono certo che darà il 100% e anche di più. Prendere per mano la squadra e la difesa fa parte del suo ruolo».

Rovescio della medaglia. Per Storari quant’è difficile convivere dal punto di vista psicologico con un rivale così? Ed è bene che Del Neri chiarisca quan­to prima le gerarchie?
«Storari può pensare di essere a scaden­za, oppure cogliere tutte le occasioni uti­li per mettersi in luce. Insomma, dipen­de dal suo atteggiamento. Certo quello del portiere è uno sport individuale all’in­terno di uno sport di squadra. E per la buona riuscita di una squadra servono dei punti fermi».

Del Piero, come Inzaghi, non ha mai avvertito problemi legati alle rivalità interne. Di solito quei due i rivali inter­ni li asfaltano...
«Del Piero è dotato di quell’opportunismo sano che gli permette di raggiungere grandi obiettivi, ma il suo individualismo rientra in un’ottica collaborativa. Certo la sua longevità agonistica non si spiega solo con le doti tecniche o atletiche. E tan­ta determinazione è difficile da ricostrui­re a tavolino».

Anche Chiellini ha doti agonistiche non comuni e il suo atteggiamento mentale è sempre positivo. Eppure nelle ultime due partite ha provocato altrettanti rigori, denotando quasi fre­nesia.
«Secondo me il rigore contro il Parma è legato a una voglia di riscossa eccessiva. Chiellini ha utilizzato più energia di quello che serviva. Potrebbe essere un caso di confusione, magari indotto da quella difficile reazione allo shock inizia­le per l’infortunio di Quagliarella e quan­to ne è seguito».

Professor Vercelli, la Juve oggi dovrà essere più cinica e cattiva del Napoli, lasciandosi alle spalle il ko col Parma, gli infortuni, le squalifiche e alibi di qualsiasi tipo. Ci riuscirà?
«Se all’interno dello spogliatoio si è par­lato chiaro, senza colpevolizzare nessun singolo, ma andando al cuore delle cau­se di questa falsa partenza, allora Napo­li costituirà l’occasione giusta per rimet­tersi in carreggiata. Se invece tutto ciò non è avvenuto, può prevalere il pensie­ro che l’avversario sia al proprio interno con il risultato di facilitare il compito agli uomini di Mazzarri. E’ un’ipotesi da non sottovalutare».

Ok, ma come si fa a creare la necessa­ria cattiveria agonistica.
«Intanto non è scontato che la Juve sia più determinata del Napoli, però deve provarci. Per farlo bisogna essere since­ri, la cosa più devastante sarebbe pensa­re che la sconfitta è arrivata per caso, senza una ragione di fondo».

Gianni Lovato
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • leggendari10/01/2011 10:46:12
    Lo psicologo su Melo:"Bisogna essere coeren­ti e utilizzarlo in base alle sue caratteri­stiche positive. Sapendo che è, e rimarrà, così"

    Quindi nel ruolo di magazziniere siete coperti per un paio di anni adesso.
  • giuseppe197509/01/2011 22:49:28
    psicologo ma va caca co questa juve di serie D
  • 49enrico4909/01/2011 17:14:38
    ecco...adesso abbiamo toccato proprio il fondo.... anche lo psicologo... notte!
  • coppanonno09/01/2011 17:06:53
    Dopo molto tempo torno a scrivere quello che dicevo molti mesi fa:
    1 Melo é una mina vagante in mezzo al campo(una settimana prima della sosta e 3 settimane dopo la sosta a casa!!!!!!!)
    2 La Juve aveva bisogno di piedi buoni avevamo Jovinco l'abbiamo dato via C'era la possibilità di prendere Cassano come suggeriva Moggi ....avete visto cosa vuol dire piedi buoni e visione di gioco? eh????
    Non era meglio tenersi Trezeguet? Toni 33 anni??????
  • reporter09/01/2011 17:05:14
    leggendo su amauri,ritrovarlo umilta' ecc.
    l'unica cosa e' tenerlo lontano dalla maglia bianconera.un attaccante ke e' in crisi da 2 campionati,e' bene fargli cambiare aria.non salta l'avversario,non e' tranquillo non e' piu' il grande giocatore ke ammiravamo al palermo.a casa senza piu' sconti.
  • franz.209/01/2011 16:56:18
    x MisterMichi
    condivido pienamente il tuo parere.
    Se poi uno dice che Toni, ultimo arrivato, sarà il leader siamo a posto!
    I campionati si vincono con i campioni non col i bla bla....
    ho dei parenti psicologi e preferisco non commentare oltre....
     
     
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