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Il direttore di Tuttosport risponde all'attacco Juve

Il direttore di Tuttosport risponde all'attacco Juve
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© Foto Pegaso
 
Incredibile comunicato della società contro Tuttosport che si “permette” di criticare la peggiore Juve della storia. Il terreno delle offese e delle bugie non ci interessa. Lo ce­diamo a chi ha concepito e a chi ha vergato il tron­fio temino
TORINO, 14 marzo - Ieri sul sito della Juventus è apparso un comuni­cato sgradevole contro il nostro giornale. Poche righe contenenti falsità su Tuttosport alle quali è sufficiente rispondere con un “no comment”. Il ter­reno delle offese e delle bugie non ci interessa. Lo ce­diamo a chi ha concepito e a chi ha vergato il tron­fio temino. A noi interessa dire ai lettori come stan­no le cose. Cioè, la verità. Basterebbe vedere come è ridotta oggi la Juve per capire tutto: squadra in­capace di produrre gioco e allenatore allo sbando. Questo è in assoluto il peggior cammino di una for­mazione bianconera. Criticarla non solo è un atto di responsabilità, ma anche un dovere nei confronti dei nostri lettori. Il comunicato della Juve potremmo appuntarlo sul petto di ogni giornalista di Tuttosport come una me­daglia di indipendenza e di serietà. Noi ci occupia­mo di Juve, ma non siamo (proprietà) della Juve. La differenza è sostanziale e rappresenta una garanzia ulteriore per i nostri lettori. Seguiamo la Juve da sempre e vorremmo semplicemente vederla risorge­re. Tuttosport è anche l’unico giornale che segue con grande impulso le vicende di Calciopoli. Grazie agli articoli di Alvaro Moretti (e insieme a siti come Ju29ro, GiulemanidallaJuve e altri) è stato possibile riaprire un coperchio che molti avevano chiuso. La nostra inchiesta è stata condotta con serietà e ha permesso all’attuale dirigenza della Juve di scende­re in campo con forza, proprio in seguito ai fatti e alle intercettazioni che questo giornale ha riportato con chiarezza e documentazione. Sempre Tutto­sport è stato testimone di un’altra grande rivolu­zione. Quella avvenuta la scorsa estate.

Una rivoluzione conseguen­za di un feroce cambiamento avvenuto nella società. Forse pochi ricorderanno che nel Natale 2008, Tuttosport ri­portò un’intervista esclusiva con Andrea Agnelli nella qua­le si faceva esplicito riferi­mento a un passaggio nei quadri dirigenziali dell’attua­le presidente della Juve. Mancavano ancora più di due anni a quella nomina eppure eravamo stati anticipatori di ciò che sarebbe avvenuto. Qualcuno ricorda le conferen­ze stampa di un simpatico Ranieri che parlava con di­sprezzo di Tuttosport che osa­va chiederne la testa? Quale lesa maestà per un allenatore profumatamente pagato. Eravamo convinti, e lo siamo ancora adesso, che chi gode della fortuna di sedere sulla panchina della Juve abbia anche il dovere di vincere. Criticavamo e critichiamo la modestia, la scarsa qualità, le dichiarazioni molli, i parago­ni sbagliati, le scelte di forma­zioni improbabili, i cambi scioccanti, i disaccordi con i giocatori più rappresentativi, la preparazione.

Poi, come è finita? Ranieri venne esone­rato. Non da Tuttosport (ov­viamente), ma dalla Juve. Evidentemente quelle criti­che erano giuste. E poi che fi­ne ha fatto lo stesso allenato­re alla Roma? E quali sono stati i suoi problemi? Gli stes­si, identici avuti alla Juve. Ep­pure anche allora (ma non in questo modo inconsueto e sgarbato) la società biancone­ra aveva fortemente criticato il nostro operato. Noi rispon­devamo, come adesso, con nu­meri, con tabelle, con argo­mentazioni inconfutabili. I dati che riportavano erano pesanti. Come la permalosità della società. Qualcuno ricor­da i nostri appunti all’allora presidente Cobolli Gigli, che accusavamo di scarso peso politico o i nostri rilievi a Blanc, plenipotenziario con tre cariche addosso. Possibile che la Juventus non potesse dotarsi di un direttore gene­rale di grande livello? Come è finita? Via Cobolli, via Secco (forse il meno colpevole di tut­ti), Blanc ridimensionato. Forse non è facile “fare” il giornale sulla Juve, ma è fon­damentale non “essere” il giornale della Juve. Così si di­venta un «riferimento» per il tifoso bianconero. Costituire un pungolo, non vuol dire as­solutamente remare contro. Anzi. Quanti soldi sono stati buttati al vento nelle ultime stagioni? E la storia degli infortuni? In una delle prime interviste rilasciate da Ma­rotta al nostro giornale, il di­rettore generale della Juve di­chiarò di aver concluso (sì, concluso) novanta trattative. Gli acquisti veri e propri furo­no 13, ma la Juve aveva se­guito decine di giocatori. Nes­sun giornale come Tuttosport ha un fronte di giornalisti co­sì numeroso e valido sugli ar­gomenti di mercato che ri­guardano la Juve. Ogni cosa che riportiamo è sempre frut­to di contatti fra intermedia­ri, procuratori, dirigenti e so­cietà. E’ poi la Juve a conclu­dere o meno determinati af­fari. Nella scorsa stagione il club ha intrapreso numerose trattative, ma molte sono sal­tate per volontà precisa lega­ta al fair play finanziario. Crediamo ancora con convin­zione che il programma impo­stato da Andrea Agnelli con Beppe Marotta sia giusto e che non sia stato possibile concluderlo in una stagione. Non dimentichiamo nemme­no la norma sull’unico extra­comunitario che ha cambiato improvvisamente le carte in corsa.

La nuova Juve ha potuto muoversi con tempi estrema­mente ridotti. Nella prossima estate, però, il discorso sarà diverso. Mancano almeno quattro campioni in grado di fare la differenza e per otte­nerli sarà superato anche il tetto di ingaggi fissati a due milioni e mezzo a stagione. La Juve vuole tornare grande e Andrea Agnelli ci mette la sua faccia e il suo impegno. Nonostante il disastro di que­sta stagione è obbligatorio crederci. Altre strade non esi­stono. Ritengono però di do­ver proseguire con Del Neri fino al termine della stagione. Benissimo, è un loro diritto, come nostro è quello di criti­care certe scelte senza per questo essere accusati di «mettere in discussione la professionalità del tecnico e di stuzzicare gli animi più emo­tivi ». Questo è il dovere che abbiamo nei confronti dei no­stri lettori. Non della Juve.Paolo De Paola
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • 01/04/2011 16:26:44
  • lantib01/04/2011 16:21:20
    per lupin 46
    vorrei dirti che il grande claudio ranieri, come tu lo chiami e' stato costretto a dimettersi dalla roma, proprio perche' metteva totti in panchina.
    totti in campo e montella in panchina e la roma non ha piu prso una partita con totti sempre migliore in campo.
  • pagellino31/03/2011 20:17:42
    che pena...
    daccordo...la peggior juve della storia...ma di certo anche il peggior direttore del giornale "vicino" alla juve!!
    criticare con questa ferocia non aiuta nessuno...solo tuttosport vende qualche giornale in più..cari tifosi...a che prezzo? forza juve,tutti uniti anche nella disgrazia..tuttosport continui a fare il giornale,niente di più!
  • martin2830/03/2011 16:24:34
    peccato che lo stesso giornale no non più tardi di due mesi fa abbia sempre difeso l'allenatore e la squadra..per non parlare della dirigenza..d'accordo che si può sbagliare o cambiare idea ma allora lo si dica chiaramente e soprattutto non si ironizzi su quei tifosi che volevano la cessione della juve..inizio a pensare che avessero ragione
  • moro5528/03/2011 17:23:57
    la verità fà male .E' giusto che un giornale scriva la verità per un diritto di cronaca
  • operitaly25/03/2011 09:10:07
    Le critiche costruttive sono quelle fatte in privato, non gettare al vento certe cose ed aizzare i tifosi contro la Società. I giornalisti ed i giornali vogliono e cercano solo il proprio bene, non quello della Juve! Questo è come far credere che si scrivono i giornali solo per infermare il pubblico! (aria calda)!!! Essi pretendono di essere qualificati a criticare chiunque, ma come li tocchi pare che gli abbia morsicato una tarantola!!! Veramente troppo "suscettibili"!!!
     
     
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