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Trezeguet: «Alla Juve o eri primo o non contava niente»

Trezeguet: «Alla Juve o eri primo o non contava niente»
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© LaPresse
 
Il bomber straniero più prolifico della storia bianconera parla della Juventus che fu: «La sconfitta non era un termine conosciuto e neanche il pareggio era gradito. Se pareggiavamo una gara stavamo male per giorni. Se andavamo fuori dalla Champions League era una tragedia: vedevo compagni di squadra che non mangiavano per una settimana. Quarto posto? I discorsi che sento mi fanno ridere»
TORINO, 22 marzo - Parole che strappano il cuore, quelle di David Trezeguet. Il centravanti francese, in una lunga intervista a stadiogoal.it a firma di Hervé Bricca (e che andrà in onda anche il 27 marzo su Rete7 e Ch.846 Sky il 27 marzo alle ore 14 all'interno del programma 'Fischio d'inizio') torna sulla Juventus che fu, sulla Juve padrona d'Italia e prossima padrona d'Europa, sulla Juve che si giocava la finale mondiale da una parte e dall'altra, la Juve vincente che progettava l'assalto alla Champions dopo lo scudetto. La Juve che «Se pareggiavamo una gara stavamo male per giorni. Se andavamo fuori dalla Champions League era una tragedia: vedevo compagni di squadra che non mangiavano per una settimana». Una Juve ben diversa da quella di adesso, dalla quale Trezeguet si è separato perché «non contava più su di me. Dicevano: vogliamo giovani, italiani più che stranieri, sarà una nuova avventura. Discorsi che dopo 10 anni di Juve non potevo neanche ascoltare. Ho fatto le valigie lasciando il posto a qualcuno più adatto a ciò che volevano allenatore e dirigenza». Agli spalti l'ardua sentenza, quando si mangiano le mani in silenzio ad ogni gol sbagliato e ripensano al killer di Rouen che lascia l'ultima zampata malinconica. «I discorsi che si fanno ora, il quarto posto, mi vien da ridere: alla Juve o eri primo o non contava niente».

IMPATTO JUVE - «Arrivai consigliato da Zidane, Platini e Deschamps - inizia - C'era Ancelotti, giocavo con gente avevo ammirato in tv. Un sogno. Poi Lippi, un idolo dei tifosi, ci trasmise la mentalità e la voglia di vincere e vincemmo uno scudetto tanto sudato quanto bello. Al pari dell'ultimo che ho vinto con Capello. Fantastico. Quanti scudetti ho vinto? Quattro, con pieno merito sul campo. E con i giocatori che c'erano quell'anno si sarebbe vinto ancora tanto, compresa la Champions, la vittoria che mi è più mancata».

LA SERIE B - «Era un disastro - ricorda David - Mi sono ritrovato senza gente come Ibra, Vieira, Cannavaro, Emerson. C'erano ragazzi della Primavera e altri che tornavano dai prestiti. Era cambiato tutto, anche a livello societario. Per fortuna Deschamps sapeva cosa fare e i giovani capirono subito. Vennero fuori i Giovinco, i Marchisio, Chiellini esplose, erano rimasti Camoranesi, Nedved, Del Piero e il sottoscritto. Rimasi pensando che la Juve tornasse subito a riprendersi ciò che le era stato tolto. Non andò cosi. Nulla era più come prima. Capii che per tornare a vincere sarebbe trascorso molto tempo. Io avevo giocato con Conte, Ferrara, Pessotto, Montero, Iuliano: gente che aveva la mentalità vincente. Era sparito tutto. Poi sono andato via perché la Juve non contava più su di me. Dicevano: vogliamo giovani, italiani più che stranieri, sarà una nuova avventura. Discorsi che dopo 10 anni di Juve non potevo neanche ascoltare. Ho fatto le valigie lasciando il posto a qualcuno più adatto a ciò che volevano allenatore e dirigenza». 

L'AVVOCATO, ANDREA AGNELLI, NEDVED, DEL PIERO - «Per l'Avvocato c'era un rispetto sacrale da parte di tutti. Era uno che non girava intorno alle parole, veniva dritto al punto perché era abituato a vincere. Finire secondi alla Juve non serviva. I discorsi che si fanno ora, il quarto posto, mi vien da ridere: alla Juve o eri primo o non contava niente. I giocatori che venivano a Torino sapevano cosa dovevano fare e se non lo sapevano imparavano in fretta... Il fratello Umberto, altro grande personaggio, ha proseguito sulla stessa strada: voglia enorme di vincere, la sconfitta non era un termine conosciuto e neanche il pareggio era gradito. E si andava sempre a testa alta. Poi è cambiato tutto. Andrea lo ricordo da piccolo, ci ha visto vincere. Ha bisogno di essere aiutato da chi conosce la storia della Juve, il suo dna vincente. Nedved può farlo, e Del Piero spero che un giorno diventi presidente. Perché lui ha vinto tutto, conosce bene i meandri del mondo Juve e la Juve ha bisogno di gente cosi. Alcuni di oggi, che non sanno dove si trovano, hanno bisogno di capirlo...»

AMORE JUVE - «Della Juve sarò sempre innamorato - conclude il bomber francese - mi ha insegnato a vincere e fatto diventare un calciatore completo. Se pareggiavamo una gara stavamo male per giorni. Se andavamo fuori dalla Champions League era una tragedia: vedevo compagni di squadra che non mangiavano per una settimana. Io sono arrivato giovane, ho apprezzato subito questo ambiente. La Juve è fatta per vincere. La maglia bianconera ha un peso diverso dalle altre: chi è fragile non la può indossare».

GRAZIE AI TIFOSI E ARRIVEDERCI
- «Quando mi ritrovo con Alex, Vialli o altri che ti dicono: 'Sei entrato nel cuore dei tifosi per sempre' vuol dire che ho fatto qualcosa di importante. Volevo diventare lo straniero più 'prolifico' nella storia della Juve e ci sono riuscito. Grazie anche ai tifosi, ai quale dico: arrivederci a presto».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • conte7303/09/2011 17:11:50
    ultimo vero bomber .quanto manchi david
  • gimmyto03/09/2011 16:47:14
    LEGGASI
    "InterJustice22/03/2011 18:21:38

    Leggasi
    Trezeguet: «Alla Juve o eri primo o non contava niente» quindi ricorrevamo a qualsiasi mezzo per vincere,"

    QUINDI I 20 ANNI DI FRUSTRAZIONE NON LI HAI ANCORA SMALTITI?

  • myantonio23/03/2011 18:55:31
    QUANDO VEDO LA TUA IMMAGINI SI APRE IL CUORE E MI VIENE IN MENTE LA MIA JUVE, CIOE' LA VERA JUVE! GRAZIE TREZEGOL...DI CUORE! RITORNA SE PUOI!!!
  • juvesassari22/03/2011 22:27:24
    trezeguet trezeguet quando parla segna sempre trezeguet noi non ti dimentichiamo mai sei sempre con noi e tu lo sai david juventino vero
  • URAGANOKRASIC22/03/2011 20:20:24
    Re David... trattato come l' ultimo degli arrivati... poi cambiare per chi? fra quelli presi e quelli tenuti 4 attaccanti insignificanti... Marotta e Del Neri andatevene subito... John e compagnia cominciate a lavorare per una cessione... Vostro nonno, vostro zio e milioni di tifosi Juventini ve ne saranno grati per sempre!
  • MUGNAIO22/03/2011 19:13:35
    GRAZZIE DAVID TRESEGUET PER tutto Quello che ai dato col tuo CUORE alla NOSTRA' (JUVENTUS ) Da Special Member Schip Mugnaini Riccardo da (PRATO TOSCANA)
  • lafedebianconera22/03/2011 19:11:10
    BRIVIDI
  • InterJustice22/03/2011 18:21:38
    Leggasi
    Trezeguet: «Alla Juve o eri primo o non contava niente» quindi ricorrevamo a qualsiasi mezzo per vincere,
  • paolomontero22/03/2011 18:14:14
    Due erano i motti della Juve che abbiamo e avremo sempre nei nostri cuori;il primo era:Vincere non è importante:è l'unica cosa che conta.L'altro è quello che ha ricordato il grande Trezegol:arrivare secondi per noi juventini era una sconfitta.Marotta & co.dovrebbero imprimersi bene in testa questi concetti,altrimenti è meglio che cambino aria.
  • 0408sergio22/03/2011 18:08:19
    NON CI SONO PAROLE PER COME HANNO TRATTATO IL PIU' GRANDE BOMBER STRANIERO DEGLI ULTIMI ANNI, 170 GOL IN 10 ANNI.
    GRANDE TREZEGUET................
     
     
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