Il bass player che Antonio Conte contrappone al top player marottiano è un magnifico strafalcione di inglese. Perché “bass player” significa bassista, nel senso di musicista che suona il basso di GUIDO VACIAGO
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TORINO, 29 luglio - Il bass player che Antonio Conte contrappone al top player marottiano è un magnifico strafalcione di inglese. Perché “bass player” significa bassista, nel senso di musicista che suona il basso. E chi sa di rock non ignora che il basso è quello strumento poco appariscente, ma senza il quale la solidità di una buona canzone molto spesso svanisce. Un buon bassista può essere l’architrave di una band, anche se si vede meno del cantante o del chitarrista solista. E in fondo, quello che sta succedendo nella campagna acquisti della Juventus è proprio questo: si bada alla sostanza e alla solidità nel costruire la squadra per andare incontro alle esigenze espresse dall’allenatore, senza tradire la filosofia di Beppe Marotta. Perché se le tante dichiarazioni dell’ad sul top player, individuato via via in Tevez, Sanchez, Agüero e Rossi, diventeranno un pericoloso e inevitabile boomerang, bisogna dare atto che lo stesso dirigente aveva parlato più genericamente di «aumentare la qualità della squadra». E in questo senso la campagna acquisti juventina può dirsi coerente con la linea. Pirlo, Vidal e l’approdante Vucinic sono certamente giocatori di qualità superiore alla media. E Lichtsteiner pur non essendo un fuoriclasse è certamente meglio di quanto la Juventus avesse la scorsa stagione sulla destra.
D'altra parte, Conte vuole "specialisti", giocatori che si adattino alle sue particolari idee tattiche. E punta molto sulla "fame di vittorie" che questi debbano avere per interpretare al meglio il suo spirito. Così ha concordato con la dirigenza che non conviene spendere 30 milioni per un giocatore più o meno inutile alla sua causa tattica, quando con quei soldi si possono chiudere due acquisti più "pratici". Anche perché il sogno Sanchez è tramontato a 38 milioni, quello Agüero a 43 milioni (più 12 lordi all’anno di ingaggio). Cifre che la Juventus non vuole spendere per un unico giocatore. Viene da chiedersi se valeva la pena inseguire e sbandierare quei nomi nei mesi scorsi, ma nella sostanza Conte potrebbe essere più felice così. Ed è quello che conta, nella speranza di non sentire la mancanza di qualche assolo di chitarra nel corso della canzone, pardon stagione.
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