Piccole e grandi manovre per colmare il gap con il Milan. La Juve non è stata all’altezza: giusto ribaltarla. Senza vergogna. Marotta ha modulato il mercato sulle esigenze di Conte
© Foto Liverani
TORINO, 31 agosto - In fondo, la situazione era talmente malmessa dopo il (secondo) settimo posto in campionato e l’estromissione dall’Europa che non si è mai reso necessario uno sforzo titanico per ipotizzare un’estate caldissima. E oggi, al netto di cosa succederà nell’ultima giornata di mercato, possiamo dire che la Juventus consegnata nelle mani di Antonio Conte è un’altra squadra rispetto a quella di Gigi Del Neri, passato recente eppure molto remoto. L’ira (mica poi tanto sorda) di Andrea Agnelli, sommata a una disponibilità economica importante, con l’aggiunta della scelta di un allenatore mai conformista, hanno prodotto un notevole viavai in corso Galileo Ferraris. Come sempre sarà il campo a stabilire se i dirigenti hanno fatto bene, se l’allenatore ha fatto bene, se i giocatori hanno fatto bene. Di qui non si scappa ed è giusto che sia così. Il rischio di aver solo scopiazzato il Moratti prima maniera, petroliere innamorato capace di smontare e rimontare l’Inter a ogni sinistra di mercato, sperperando denari e talenti, è tangibile, però nessun tifoso, neppure il meno indulgente, potrà rimproverare alla società di non aver agito nell’intento di rendere più competitivo un organico dimostratosi non all’altezza delle aspettative e degli avversari.
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