Deschamps punta su Conte: «Farà volare la Juve»
Il tecnico del Marsiglia: «I bianconeri hanno operato bene sul mercato: Pirlo, Vidal, Elia e Vucinic sono ottimi colpi. Amauri? Ho provato sino all’ultimo a portarlo a Marsiglia...»
© Foto LiveraniCI PENSA ANTONIO - Una campagna acquisti d’eccellenza, insomma. E una garanzia in panchina: Antonio Conte, uno che lo spirito juventino sa benissimo cosa è: «Beh - continua ancora Deschamps - credo che Antonio sia la scelta ideale in panchina. Conosce l’ambiente bianconero e la società da un sacco di tempo, essendo stato per molti anni capitano della Juventus. Quello che lui ha fatto da giocatore è sotto gli occhi di tutti, saprà essere il monito per i suoi ragazzi: seguendo i suoi consigli, approfittando della sua esperienza non c’è la minima possibilità di fallire, di non centrare gli obiettivi prefissati. Scommetto su di lui, non ho dubbi che potrà fare bene. La grinta che aveva in campo l’ha mantenuta anche ora che è passato dall’altra parte della barricata. Sì, quella di quest’anno sarà una Juve da vertice». Deschamps spiega pure, dal suo punto di vista, il fallimento della trattativa fiume che avrebbe potuto portare Amaurial Velodrome: «Ne abbiamo parlato eccome. Quella di vedere l’italobrasiliano in Ligue 1 con la maglia dell’OM è stata una possibilità a cui abbiamo creduto, una pista che abbiamo battuto fino all’ultimo secondo di questa finestra di mercato. Poi, ovviamente, l’ultima decisione spetta sempre al giocatore. E lui ha preferito rimanere in bianconero».
GARANZIA DI QUALITA’ - Si parla della mancanza di un difensore centrale di valore assoluto nella Juventus. Secondo Deschamps questo problema è di facile soluzione: «I bianconeri hanno a disposizione un difensore in grado di ricoprire ogni tipo di ruolo. Il suo nome è Giorgio Chiellini. E’ vero, il toscano da qualche anno è impiegato prevalentemente sulla fascia, da esterno basso, ma fidatevi di me. Giorgio può disimpegnarsi egregiamente anche in mezzo alla difesa, sa fare la differenza anche da centrale. Con un giocatore del genere in casa è dunque il caso di disperarsi perché non è arrivato Bruno Alves? Io non credo proprio».
I CONSIGLI DI DIDIER - Nella Serie A che inizia domani esordiranno anche due giocatori che Deschamps conosce molto bene avendoli allenati sino a pochi mesi fa: il nigeriano Taye Taiwo, neoacquisto del Milan, e l’argentino Gabriél Ivàn Heinze, colpo della Roma: «Taiwo fisicamente è devastante, ma il campionato italiano è diverso da quello francese, più tecnico, più difficile. Credo dunque che dovrà lavorare molto per crescere a livello tattico. Per quanto riguarda Heinze sono convinto che Luis Enrique troverà in lui un leader, un giocatore d’esperienza assoluta, in grado di aiutare la Roma a disputare un campionato eccellente. Lo stesso farà Cissé con la Lazio: può diventare un crack assoluto, ha qualità e una forza fisica impressionanti. L’importante è che gli venga data la possibilità di scaricare tutti i cavalli del suo motore in spazi ampi, quando parte in profondità è davvero difficile da fermare, può farti malissimo».
BATTERE IL BARÇA - Prima di scappare da Nyon, Didier, tra il serio e il faceto, dice la sua sul Barcellona, la squadra degli extraterrestri, gli undici cannibali che stanno monopolizzando il calcio mondiale a livello di club: «Se i blaugrana si possono battere? E certo. Ci puoi vincere se a loro si rompe il pullman e non arrivano allo stadio, oppure se li chiudi dentro in spogliatoio. O anche se a causa di uno sciopero aereo... Scherzi a parte, credo siano il top assoluto. Aspetto con ansia di vedere la sfida tra loro e il Milan. Non so se sia meglio, quando li affronti, pensare a difendersi o provare ad attaccarli. Se tenti di limitare i danni rischi di perdere solo 1-0, ma comunque non farai punti: loro sono bravi a sfruttare anche il minimo errore. Hanno un giocatore di talento straordinario, Leo Messi, uno in grado con i suoi numeri di far saltare il banco in qualsiasi momento. Se invece provi ad attaccarli rischi di prenderne 5, come capitato ad esempio al Villarreal. Insomma, da una parte c’è il calcio dei comuni mortali, dall’altra c’è il calcio del Barcellona. La crema catalana». Parola di Didier Deschamps, uno che la Juve non smetterà mai di amarla nella maniera più pura possibile.




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