Chiuso il mercato turco: Amauri resta (un caso)
L'italobrasiliano resta attaccato al club bianconero anche se Conte difficilmente lo utilizzerà. Sarà convivenza forzata
© LaPresseFUORI PROGETTO - Tant’è: le pressioni dei vertici bianconeri e le telefonate dell’amico ed ex compagno e connazionale Felipe Melo (lui al campionato turco aveva detto sì) non sono servite e dunque il futuro di Amauri diventa una questione tutta bianconera, al limite da condividere - dal punto di vista del club - con gli altri presidenti di serie A e da discutere con (o contro...) l’assocalciatori. Già perché l’attaccante è molto diplomaticamente considerato “non facente parte del progetto” e quindi - a meno che non vi siano particolari accordi a margine dei prossimi incontri tra Lega di A e sindacato dei calciatori - è destinato a trascorrere i prossimi mesi tra allenamenti “ad hoc”, difficilmente insieme con il resto della squadra, e tanta, tanta tribuna.
APPELLO - Non sembra, infatti, che gli appelli del procuratore Giampiero Pocetta («Spero che la Juventus usi un po’ di buon senso e che non ci sia una guerra, visto che non farebbe bene a nessuno») possano ammorbidire la posizione dei vertici juventini. Loro il buon senso lo avrebbero voluto da entrambe le parti e a tempo debito... Lo si capirà meglio nei prossimi giorni, chiaramente, però anche il fatto che in organico figurino altri sei attaccanti (Alessandro Matri, Fabio Quagliarella, Alessandro Del Piero, Mirko Vucinic, Luca Toni e Vincenzo Iaquinta) non contribuiscono a rendere l’italobrasiliano così imprescindibile.
DALLA SPAGNA... - La cessione di Amauri, insomma, dovrebbe essere soltanto rimandata a gennaio: una volta preso atto del fatto che non c’è proprio verso di «potersi giocare le proprie carte a Torino», sempre Pocetta dixit, il giocatore dovrà giocoforza considerare con più interesse le offerte in arrivo. Alcune delle quali, già si sa, dal campionato spagnolo.




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