Moggi: «Caso Inter-Forlan? Tipico di uno come Moratti»
Il presidente nerazzurro ha iniziato a svendere piuttosto che a vendere e ad acquistare male. Non penso siano competitivi e la questione dell'attaccante uruguaiano credo sia una regola comune a quello che fa il n° 1 del club meneghino. È un tipo che va a braccio e certe situazioni possono capitare. Lo scudetto»
© LaPresseMILAN FAVORITO - Per Moggi, infatti, l’esito della prossima serie A sembra essere già deciso con largo anticipo, almeno nelle primissime posizioni: «Ripeto, il Milan ha operato benissimo sul mercato e l’affare Nocerino, preso per sostituire l’infortunato Flamini, dimostra che c’è una logica nell’assemblaggio del gruppo-squadra. L’Inter fa il contrario e, nonostante questo, credo possa essere la seconda concorrente per la vittoria finale anche se dovrà vedersela col Napoli. Gli azzurri hanno fatto bene la campagna acquisti: si sono rinforzati in difesa prendendo Britos, a centrocampo Dzemaili e Inler ma, soprattutto, lasciando intatta l’ossatura dell’anno scorso».
JUVE E LAZIO PER IL QUARTO POSTO - Qualche gradino più sotto, invece, le altre big: «Lazio e Juventus lotteranno per la quarta posizione». E la Roma?: «Ha cominciato male perché si è voluto mettere in evidenza la situazione Totti, un ragazzo che non si discute né come giocatore e neppure come bandiera». «Chi sta al timone della società - ha aggiunto Moggi - certi errori non li deve commettere perché sono cose di cui se ne parla al chiuso di uno spogliatoio. Questa è la situazione di chi non sa operare nel calcio».
SULLA NAZIONALE - Chiosa finale per la Nazionale azzurra, aritmeticamente qualificata per i prossimi campionati Europei: «Andiamoci piano col discorso della conquista anticipata, con quel girone non era neppure tanto difficile. Credo che siamo lontani anni luce dalle migliori formazioni. Abbiamo sconfitto le Far Oer e loro hanno preso due pali. Ieri, poi, con la Slovenia il successo è stato sofferto: il gioco latitava ed eravamo lenti. A centrocampo sono tutti registi e non mi sembra opportuno farli giocare insieme: rallentano il gioco e, di conseguenza, vengono a mancare i risultati. Sono tutte pecche che verranno fuori quando si incontreranno le squadre più forti».




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