Del Piero: «Il nuovo stadio? Vincente come il Delle Alpi»
Il capitano della Juve: «È una rivoluzione culturale, sicuramente, è una rivoluzione del mondo calcistico, è un passo delicato, importante, coraggioso. Partirei da queste tre cose, per far sì che diventi una normale attualità per il calcio e gli stadi italiani»
© LaPresseELKANN E LA MAGLIA - Quando tre anni fa John Elkann ti ha dato il pallone, che a sua volta gli era stato regalato dall’Avvocato, pensavi che l’avresti riconsegnato nel nuovo stadio, da giocatore? Ci speravo, in quel momento lo conservavo con orgoglio, ma sapevo che era un “passamano”. Che effetto ti fa rispetto al vecchio Delle Alpi, che è lo stadio dove hai vinto e segnato di più? "È un piacevole trait d’union, tra quello che è stato il Delle Alpi, uno stadio comunque vincente, molto vincente, per me e per la Juventus, e questo, che ci auguriamo abbia gli stessi successi, se non di più". I primi posti sono a 7 metri dal campo: per l’Italia del calcio è una rivoluzione culturale? "È una rivoluzione culturale, sicuramente, è una rivoluzione del mondo calcistico, è un passo delicato, importante, coraggioso. Partirei da queste tre cose, per far sì che diventi una normale attualità per il calcio e gli stadi italiani". È vero che hai preparato una maglietta per celebrare l’evento dei quattro stadi? "Sì, sarà una maglietta simpatica che regalerò ad amici, parenti, a chi in questi anni mi ha accompagnato in questi quattro stadi". Come te lo immagini il tuo ultimo anno alla Juventus? "Vincente, non vedo alternative".




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