Del Piero partirà dalla panchina, Toni resta a casa. Krasic ancora una volta escluso dai titolari. Pepe c'è, Giaccherini favorito su Elia. Vidal giocherà dall'inizio contro il Bologna
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TORINO - A questo giro tocca a Luca Toni scendere dalla giostra e rimanere a casa, mentre ci risale Fabio Quagliarella. Non sono comunque loro due i protagonisti più attesi della Juve, a dimostrazione della ricchezza di soluzioni che Beppe Marotta e Fabio Paratici hanno assicurato ad Antonio Conte. Relativamente all’attacco l’interrogativo che ha animato la settimana verteva sul nome del partner di Mirko Vucinic, oggi al debutto in campionato con la maglia bianconera. A spuntarla è stato Alessandro Matri e non per i ( leggeri) problemi fisici di Alex Del Piero, reduce da un affaticamento muscolare che comunque ieri non gli ha proibito di provare nell’ultima rifinitura rigori e punizioni insieme ad altri compagni. In effetti la scelta di Conte è prettamente tattica. A favore dell’ex cagliaritano gioca il fatto di essere a tutti gli effetti una prima punta, caratteristica che il tecnico bianconero fatica a riconoscere a Vucinic. Ovviamente non è tanto una questione di vicinanza alla porta avversaria, considerato che Conte di giocatori offensivi ne schiera quattro alla volta, quanto di movimenti. E di fisicità in mezzo all’area. Per intenderci, Vucinic come unico terminale offensivo nel 4- 3- 3, com’è capitato nella mezz’ora finale contro il Parma, convince poco il tecnico. Mentre Matri - condizione e svolgimento della partita permettendo - è perfetto per il ruolo. Semmai sono i movimenti richiesti nel 4- 2- 4 griffato Conte a essergli ancora indigesti, ma non va dimenticato che pur giocando una partita modesta, contro il Parma il bomber bianconero era passato puntualmente alla cassa, salvo vedersi respingere indietro dall’improvvida decisione dell’arbitro Celi.
SECONDO TENTATIVO - Resta da capire se Matri e Vucinic formino la coppia ideale o comunque la migliore tra le tante che la Juve può proporre. Il precampionato in tal senso non è stato particolarmente incoraggiante, ma è anche vero che i bianconeri di amichevoli ne hanno giocate relativamente poche e quindi ogni giudizio va preso con beneficio d’inventario. Il test più importante è stato il Trofeo Berlusconi, nel quale Conte schierò appunto la coppia oggi chiamata a scardinare la resistenza del Siena. In quella circostanza ( 45’ scarsi, perché l’azzurro uscì poco prima dell’intervallo per un infortunio alla caviglia) la convivenza apparve problematica con un Vucinic quasi svogliato e un Matri troppo dispersivo nell’azione. Tutt’altra musica con Del Piero alle spalle dell’ex giallorosso, d’altronde pur essendo l’uno veneto e l’altro montenegrino è assodato che i due parlino la stessa lingua... Insomma, aspettando che Quagliarella acquisisca sicurezza, le gerarchie di Conte sembrano abbastanza chiare: Matri è la prima punta, Vucinic la seconda, Del Piero l’alternativa di pregio in grado di esaltare entrambi i compagni.
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