Fuochi d'artificio al processo Calciopoli: pure Baldini e Nucini risponderanno di falsa testimonianza. Esposto contro l’inchiesta. Prioreschi attacca gli inquirenti: «E’ stato tutto un grande imbroglio, le prove occultate. Sono state fatte delle porcherie investigative»
© Foto Liverani
NAPOLI - Quasi sette ore di attacchi furibondi: il tappo di Calciopoli che salta, qui nell’aula 216 non distante dal Vesuvio, una colata di lava processuale. La conclusione è la svolta: l’avvocato di Luciano Moggi (altri imputati seguiranno, a partire da Massimo De Santis) chiede alla giudice Casoria la trasmissione degli atti per falsa testimonianza in aula dei testi Nucini, Franco Baldini e Auricchio; ma anche la trasmissione degli atti alla procura di Roma, competente per i magistrati di tutt’Italia tranne Roma per via del Csm, per i reati di falso ideologico, abuso in atti d’ufficio e calunnia nei confronti di Moggi per tutti coloro che hanno partecipato all’indagine di Calciopoli (dal carabiniere intercettatore al procuratore generale Lepore, passando per Auricchio e i pm Beatrice e Narducci) che senza mezzi termini viene chiamata «
il grande imbroglio con cui s’è cambiata la vita di tante persone e il destino del calcio italiano». Ora la Casoria, quando l’8 o il 15 novembre pronuncerà la sentenza, trasmetterà le carte ai pm competenti perché indaghino su chi ha accusato e chi ha indagato. Il processo va verso la conclusione: stop alla prescrizione per gli assistiti della Morescanti («
se non si presenta il 25 ottobre, quando parlerà Trofino per Moggi, l’arringa la farà Prioreschi»), il pm Capuano che - dopo essersi opposto all’inserimento dei baffi a colori - annuncia una breve replica e dubbi sullo slittamento della sentenza che la Casoria vuole pronunciare l’8 novembre, ma che realisticamente rischia di slittare al 15.
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