Di Livio: «Sì, la Juve di Conte ricorda la nostra»
L'ex centrocampista bianconero: «E fate bene a paragonare Pepe a me: è un soldatino vero»
© LaPresseIL NUOVO DI LIVIO - «Pepe il nuovo Soldatino? Io ti devo dire che mi rivedo molto in lui: sa giocare in difesa e attacco, sta sempre nel posto giusto. Con una diagonale impressionante ha rubato il tempo e la palla a Ibrahimovic: a me fa piacere il paragone, non so se a lui fa piacere – scherza Angelo -… L’umiltà era la mia dote migliore. La Juve ha una panchina lunghissima, vero: ma Antonio Conte ora vede dei giocatori sopra agli altri, ma è anche un modo di invogliare gli altri a progredire. La verità è che quest’anno appena uno cala, Conte può scegliere un titolare all’altezza anche in tribuna. Gli esterni come Elia ed Estigabirria serviranno molto: a Catania Elia è stato un po’ timido, ma al debutto è anche naturale. I giovani stranieri hanno bisogno di tempo per crescere. Credo che Conte faccia bene a tenere basso l’entusiasmo intorno alla squadra: negli anni della grande Juve di Lippi si metteva da parte il grande successo in un momento. La Juve ora dovrà mostrare la cattiveria vista col Milan contro Chievo e gare del genere. Il difetto? I primi tempi sotto ritmo contro Siena e Catania non mi sono piaciuto, quando Pepe e Krasic hanno cominciato ad accelerare abbiamo visto un’altra squadra. Guardate quante azioni create in quelle gare nel secondo tempo. Col Milan, in un certo senso, mettersi in moto dal primo minuto è più facile per questo dico che la prova del fuoco arriva adesso».




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