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L'abc di Conte: «Juve, i giocatori mi seguono»

Il pensiero del tecnico spiegato lettera per lettera: «La squadra ci crede e si impegna»

L'abc di Conte: «Juve, i giocatori mi seguono»© Foto Pegaso
TORINO - AREZZO - «E’ stato il mio Cepu, nel senso che lì è co­me se avessi fatto cinque anni in uno. Mi è successo di tutto: siamo partiti senza squadra, nelle prime nove partite mi avevano sbagliato cinque rigori decisivi (che so­no tantini...), mi hanno man­dato via, poi mi hanno richia­mato per le ultime 14 partite e siamo riusciti a fare una ri­monta straordinaria. E’ lì che nacque l’idea del 4-2-4, per fa­re più punti possibili. Poi ci fu quella delusione, la retroces­sione di fatto sancita dalla Ju­ventus, ma è passata, sono successe altre cose dopo...»

BERNABEU - «Il nostro nuovo stadio è pazzesco per come ti carica ed è me­raviglioso per giocarci dentro. Ma a parte il nostro, nel mio cuore comunque rimangono l’Old Trafford e soprattutto il Bernabeu. Ecco è lì che voglio riportare la Juventus».

CURVA - «Quando la curva chiamava il mio nome mi sono sempre emozionato. Ancora di più quando ormai non ero più un giocatore... Vi racconto questo, l’anno scorso quando con il Siena dovevo giocare contro il Novara e sta­vamo facendo la rifinitura al Piola, improvvisamente sono sbucati un gruppo di tifosi della Juve, i Drughi Magenta, con fumogeni, cori, incita­menti e alla fine mi hanno anche consegnato una targa di riconoscimento. Quando dai tanto i tifosi non dimenti­cano. E io quelli della Juve non posso mai dimenticarli».

DEL PIERO - «Con Alessan­dro ci ho giocato e adesso ho l’onore di averlo come mio calciatore. Per me non sarà mai un problema, sotto nessun punto di vista, perché è un giocatore che mi darà sempre una grossa mano, sia quando sarà chiamato a gio­care dal 1° minuto, dal 70° o dall’80° e in tutte le situazio­ni possibili. Le sue qualità non si discutono e secondo me può ancora dare tanto».

ENERGIA - «Il nuovo stadio deve diventare determi­nante per noi juventini, tifosi e calciatori. E può diven­tarlo se la gente, sempre nel­la correttezza, lo fa diventare una bolgia. Bisogna scatena­re l’inferno, soprattutto nei momenti difficili, perché ci sa­ranno momenti belli e mo­menti di difficoltà e soprattut­to in questi bisogna far senti­re alla squadra la propria vi­cinanza e la pressione sull’av­versario. Se avverrà tutto questo, i tifosi ci faranno gua­dagnare molti punti».

FANTASIA - «Gli schemi, la tattica, i moduli di gioco sono importantissimi e fondamentali, perché sono lo scheletro intorno al quale si regge la squadra, ma non metterò mai il bavaglio alla fantasia di un giocatore. E’ es­senziale la fantasia e c’è sem­pre tanto spazio nel mio gioco alla fantasia».

GIORNATA -«Io alleno. E quando non alleno penso a come potrei allenare meglio. Era così anche da cal­ciatore. Per me un lavoro è to­talizzante, non posso inter­pretarlo in altro modo. Pena­lizzo la mia famiglia, lo so, è il mio grande rimorso, ma rie­sco sempre a dedicare un po’ di tempo alle mie donne e al­la lettura. Cosa? Biografie di uomini vincenti e libri di psi­cologia».

HI-FI «La Juventus per me è qualcosa di più di una squadra. La fedeltà a que­sta maglia è assoluta e totale, nasce dalla mia storia e dai momenti meravigliosi che ho vissuto con questi colori ad­dosso. Difficile, adesso, riusci­re a toglierseli».

INVESTIMENTI-  «No, non è arrivato un Tevez o un Na­ni, ma non sottovalutate i nostri investimenti. Abbiamo fatto il mercato pensando an­che al futuro, puntando su giocatori giovani, ma di talen­to che possano essere utili an­che negli anni a venire. Elia, Estigarribia, Giaccherini... dategli tempo e vedrete che si riveleranno degli investimen­ti importanti».

LIPPI - «Ho avuto la fortuna di avere avuto pratica­mente tutti i grandi alle­natori della mia epoca. Mi manca solo Capello, poi li ho “collezionati” tutti. Lippi, An­celotti, Zoff, Trapattoni, Sac­chi, ma anche Mazzone e Fa­scetti da cui ho appreso tanto. A ognuno di loro ho rubato qualcosa. Con Lippi il rappor­to è stato lungo e intenso, in quella Juventus ho capito co­sa vuol dire essere vincenti e ancora adesso la cosa più im­portante che faccio come alle­natore è quello di insegnarlo ai miei giocatori».

MARCHISIO - «Mi chiedo­no spesso chi possa esse­re il mio erede nella Ju­ventus... E’ difficilissimo dirlo, perché ognuno ha le proprie caratteristiche e il calcio cam­bia. Ma se c’è un giocatore che mi si avvicina è sicuramente Marchisio. Bravo negli inse­rimenti, grande duttilità tat­tica, molto intelligente. Ecco mi assomiglia, ma penso che lui sia più bravo di me e gli auguro ancora più successi di quelli che ho avuto io».

NANI - «Qui non sono mica arrivati nani, Walcott o Tevez... Abbiamo dovuto fare un mercato tenendo con­to delle esigenze tattiche e del bilancio, ma non sottovaluta­te i nostri acquisti».

OLYMPIACOS - «Il gol più emozionante è stato sicu­ramente quello in casa dell’Olympiacos nella stagio­ne ‘98-99. Magari non bellissi­mo, ma emozionante sì. per­devamo 1-0 ed eravamo fuori dalla Champions. io giocavo con il labbro rotto e dovevo te­nermi un fazzoletto sulla boc­ca per arginare il sangue. A un quarto d’ora dalla fine fe­ci questo gol che ci consentì di passare il turno e mi ricordo l’esultanza con il fazzoletto tutto intriso di sangue».

PANCHINA - «A un certo punto ho detto: se entro cinque anni non alleno la Juventus smetto di fare l’alle­natore. Non c’era presunzio­ne in quell’affermazione, ma sono solito pormi degli obiet­tivi e cercare di seguirli in tut­ti i modi. E poi c’era l’amore infinito per questa squadra».

QUATTRO-2-4 - «Sono nu­meri che hanno una va­lenza più giornalistica che altro, comunque si può descrivere come un 4-4-2 in cui cambiano un po’ le distan­ze degli esterni, che sono un pochino più alti. Diciamo che è un 4-4-2 molto più offensivo. L’idea nacque ad Arezzo per­ché c’era la necessità di gio­care sempre per vincere, e in­fatti vincemmo 8 partite su 12. E’ un’idea nata dal fatto che, secondo me, a livello of­fensivo quattro contro quat­tro è il modo migliore per mettere in difficoltà la diveda avversaria. Ci vogliono sicu­ramente degli equilibri, ci so­no due fasi e non bisogna di­menticare quella difensiva, ma quando sia ha la voglia di correre tutti insieme e corre­re bene, si può fare qualsiasi cosa».

RICORDI - «Quando siamo stati a Villar Perosa, dove l’Avvocato arrivava con l’elicottero... Sono situazioni emozionanti, che ti riportano a vent’anni fa e ti caricano. E poi il Delle Alpi... E’ stato il teatro di grandi vittorie per noi, speriamo che il nuovo stadio che sorge sullo stesso posto ne tragga degli influssi positivi».

TRAVERSA - «Quante im­precazioni, quante maledi­zioni per quella traversa colpita a Manchester nella fi­nale contro il Milan. Mi è tor­nata in mente tante, troppe volte... Con quella porta, con quello stadio ho un conto aperto che prima o poi sal­derò».

UMILTÀ - «Umiltà da pro­vinciale, mentalità da grande squadra. Non si devono mai sbagliare i miei giocatori. Nessuno si deve montare la testa o pensare che ci sia una partita facile, ma nessuno deve aver paura dell’avversario o dimenticarsi che gioca per la Juve».

VITTORIA - «Si chiama così mia figlia e cerco di dedi­carle il tempo che mi la­scia il mio lavoro. Lei e Isa­bella, la mia compagna, sono ragione di autentica serenità per me».

ZERO - «Stiamo partendo da zero, con concetti comple­tamente nuovi, ma la cosa bella è che i giocatori si sono tutti messi a disposizione. Io cerco di capire loro, loro me. Stanno conoscendo l’allenato­re e l’uomo. Ma per convincer­li c’è il campo: se uno propina fesserie è difficile farsi segui­re. Ci credono e stanno pren­dendo fiducia».

A cura di Guido Vaciago

COMMENTI
  • 09/10/2011 13:58:52
  • pavelavita09/10/2011 11:06:10
    IMMENSO ANTONIOOOO
  • pace196009/10/2011 09:55:54
    complimenti mister, continua così
  • inserito da iPhone MarcoDrugo08/10/2011 22:01:57
    Grande Antonyyyy ....basta che vinciamo mi metto i capelli che ti son ovunque!!!!juveeeee juveeeeee juveeeeeee
  • flistin08/10/2011 19:13:21
    CONTE grande allenatore e grande uomo L'unica cosa che non condivido xchè non gli piace KRASIC x me un grande giocatore Comunque SONO CON-TE FORZA CAPITANO
  • DAIQUIRI08/10/2011 15:31:51
    CONTE SEI UN GRANDE..
    LO SEI SEMPRE STATO E MI AUGURO DA TIFOSO CHE LA TUA CARRIERA D'ALLENATORE SIA PIù VINCENTE DI QUELLA DA GIOCATORE...

    HAI GIà LASCIATO IL SEGNO IN QUESTA JUVE...CONTINUA COSì
  • Ju29ro_198908/10/2011 15:08:09
    Pazzesco Antonio!!!mamma mia sei un grande capitano!!Dna juve nel sangue..la persona giusta al momento giusto nel posto giusto!!ci regalerà tante gioie..siamo tutti con te Mister!!fino alla fine FORZA JUVENTUS!!!!!!!!
     
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