Stadio, Vinovo, marchio e rosa: la Juve vale di più
Le immobilizzazioni rendono più solida la società e lo Juventus Stadium ha rilanciato il marchio. Adesso la ricapitalizzazione
© LaPresseGLI IMMOBILI Cinqucentosessanta milioni: valore virtuale perché se la Exor volesse vendere il suo 60% (che presto aumenterà) o se la società non fosse quotata e la famiglia Agnelli la volesse cedere all’emiro di turno, il calcolo potrebbe fornire la base per una trattativa nella quale altri fattori interverrebbero. Ma un valore calcolato sulla base degli asset della società. A partire dal fiore all’occhiello: lo Juventus Stadium. Forse il valore più solido e non solo perché la Juventus è il primo club di A ad essere proprietario dello stadio, ma perché il nuovo impianto diversifica e incrementa i ricavi proiettando la società ai livelli delle big europee. Il suo valore è pesabile intorno ai 150 milioni, considerando l’area circostante e i progetti futuri legati alla Continassa. E in proiezione l’incidenza dello Juventus Stadium, i cui sviluppi sono per certi versi ancora inesplorati, permetterà al club di scalare posizioni nella classifica sul valore delle società. L’altra importante immobilizzazione bianconera è il centro sportivo di Vinovo, ampliato due anni fa, terreni e costruzioni che valgono sui 40 milioni.
PARCO GIOCATORI C’è poi la rosa di giocatori che rappresenta il patrimonio calcistico de club: il calcolo del suo valore può essere approssimato in circa100 milioni, considerando l’età dei singoli e il valore degli ammortamenti, oltre a un’interessante gruppo di giovani che rappresentano un investimento non solo tecnico per il futuro della società. E’ la valutazione più aleatoria, perché i risultati sportivi la condizionano in modo pesante, oltre che le stesse situazioni di mercato. Per questo, si cerca di valutare per difetto, più che in eccesso.
IL BRAND Infine il marchio Juventus. Non è un asset in bilancio e come tale non è mai stato valorizzato, cosa che invece altre società in passato hanno fatto in maniera discutibile. Difficile quindi ipotizzarlo: noi abbiamo individuato un valore teorico sulla base delle sponsorizzazioni. Calciopoli ha segnato un crollo verticale, tanto che per il dopo Tamoil si è ricorsi a un marchio del gruppo Fiat, New Holland. In questi cinque anni la Juventus ha provveduto a recuperare i valori commerciali delle prime della classe riposizionando il proprio brand. Lo stadio gli permette un altro balzo in avanti e, se la squadra di Conte centra la Champions, il ritorno sulla scena internazionale gli consentirà di ottenere più visibilità e appeal.
GARANZIA EXOR L’aumento di capitale di 120 milioni, già anticipato dall’azionista di maggioranza Exor per la quota che gli spetta, rappresenta poi una garanzia di solidità anche di fronte a un ultimo bilancio fortemente in rosso. Nel passivo, che sfiora i 100 milioni, occorre però riconoscere che la Juventus ha pochi debiti. E con l’assemblea dei soci, fissata per il 18 ottobre, si saprà se i piccoli azionisti intendono sottoscrivere le proprie quote definendo il piano di rilancio.
MARINA SALVETTI
GUIDO VACIAGO




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