Giovinco: «Alla Juve non ho ricevuto tante belle parole»
L'ex bianconero: «C'è una cosa che mi ha ferito nella mia carriera: non aver potuto dimostrare quanto potevo far bene a Torino»
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© Foto LiveraniIL COMMENTO - "Non penso alla rivincita - dice Giovinco, ora che l'Italia gli consegna la maglia da titolare dal primo minuto, contro l'Irlanda del Nord - Penso a divertirmi, con i gol: ne ho fatti cinque in cinque turni, il mio obiettivo è arrivare in doppia cifra". Insomma, il sogno di una consacrazione in bianconero è alle spalle: "Lo era un tempo, ma per un calciatore i percorsi cambiano", dice, e non riferito al ruolo nuovo. D'altra parte, nonostante sia ancora un giocatore per metà gialloblù e per l'altra bianconera, la risposta su un possibile ritorno a Torino è fredda. "La Juve non ha creduto in lui? È ancora per metà nostro, c'è ancora tempo...", dice passando Buffon. "Non so, non dipende da me. Quando in estate si era parlato di un riscatto Juve, io non ci ho mai creduto: lo sapevo che sarei restato a Parma. Discorso chiuso? Di chiuso non c'è mai nulla, però ci vuole più chiarezza". C'è poi un'altra ferita, e Giovinco non si nasconde: "Mi è sempre dispiaciuto sentir dire che ero troppo piccolo per giocare ad alti livelli - la confessione finale - Ma se sono qui, vuol dire che non mi sono fatto condizionare. Era da tanto che aspettavo questo momento, ora non me lo lascio sfuggire".




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