Krasic e Quagliarella ora rischiano il taglio
La Juve non aspetterà il serbo all’infinito. La punta in tribuna. Per entrambi c’è l’ipotesi della cessione a gennaio. L’attaccante potrebbe chiedere di cambiare aria per giocare di più
© LaPresseCASO KRASIC - Quello più problematico sembra il caso del serbo. E’ la copia sbiadita della passata stagione. La società (soprattutto) e Conte sono convinti di poterlo recuperare. Resta un investimento da 15 milioni di euro, uno che con le sue sgroppate è diventato l’idolo dei tifosi. Che non sia in un buon momento è sotto gli occhi di tutti. Contro il Chievo quasi mai ha saltato l’uomo, spesso e volentieri si è intestardito in azioni fine a se stesse. Soffre il fraseggio e il gioco meccanizzato di Conte: costretto a pensare ai movimenti sembra perdere in lucidità e imprevedibilità. Devastante in campo aperto - come succedeva lo scorso anno - ora che è costretto quasi sempre a partire da fermo sembra il fratello “brutto” del Krasic versione 2010-11. Contro il Chievo è partito ancora titolare e ancora una volta è stato sostituito da Giaccherini. Se non è un problema, sicuramente è un problemino. Il comitato “rigeneriamo Milos” si è attivato già la scorsa settimana. Il serbo è stato a colloquio col tecnico e col la dirigenza. «Ti vogliamo spavaldo come Ibra», gli hanno detto i massimi esponenti juventini. Nuovi colloqui seguiranno in settimana. Non si andrà avanti all’infinito. Conte, seppur non disponga di gente alla Ribery o alla Nani, sulle fasce ha altre opzioni. Non è scattato alcun conto alla rovescia, ma è logico che sia il mercato di gennaio a dettare i tempi. Tradotto: o Krasic tornerà sui suoi livelli nel più breve tempo possibile o il rischio divorzio a gennaio sarà concreto. Il mercato non gli manca, soprattutto in Inghilterra (City e Chelsea) e Russia (Anzhi) le sirene continuano a suonare.
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