Conte carica: «Napoli favorito ma la Juve non ha paura»
Il tecnico bianconero: «Del Piero? Mi auguro che indossi ancora la maglia della Juventus e io ne sono ben contento. Ho già detto che ragionerò solo in chiave tecnica perchè questo è il mio ruolo»
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© LaPresseL'ATMOSFERA - Ma Napoli vuol dire anche tifoseria caldissima: "Il fattore ambientale è molto importante e certamente i giocatori hanno una tale carica che non ci sarà nessuno strascico sul piano fisico. Abbiamo un grandissimo rispetto per la realtà Napoli, perchè è un bell'insegnamento per tutti. Ma non temiamo nessuno. Abbiamo due anni e mezzo di ritardo rispetto agli azzurri nel costruire il nostro progetto e sappiamo di dovere migliorare ancora tanto. Ma la strada giusta è questa. Il Napoli, lo abbiamo studiato e sappiamo sia come può crearci problemi, sia come possiamo crearli noi". Scenderà in campo la stessa squadra che ha battuto l'Inter, ma Quagliarella non parte per Napoli, perchè la contrattura accusata ieri ha costretto Conte a orientarsi su altre soluzioni. È stato infatti convocato Toni, mentre ha recuperato Giaccherini.
LE SCELTE - In panca siederà ancora una volta Elia, il vero oggetto misterioso bianconero, pagato oltre 10 milioni e con al proprio attivo solo un tempo in dieci giornate. "Deve completare l'ambientamento - spiega Conte - Giocava in campionati dove gli spazi in campo erano molto maggiori. Le scelte le faccio io, per il bene della squadra. Non faccio il tifoso. Posso sbagliare e me ne assumo la responsabilità, ma ditemi chi più di me vuole il bene della Juventus? È chiaro che qualcuno si scontenta sempre. Ma pure chi sta fuori deve avere stimoli: finora è sempre stato così ed è uno dei nostri segreti. Comunque si sa, siamo figli dei risultati". Un altro, è che si stanno preparando soluzioni alternative per colmare le assenze di Pirlo e Marchisio, in diffida insieme a Pepe e Chiellini. Ma Conte non si preoccupa più di tanto: "Alla decima giornata è fisiologico che ci sia qualche diffidato", minimizza.
LE MOTIVAZIONI - Anche sdrammatizzando così le insidie sparse sul cammino, il tecnico bianconero è sicuro che la squadra acquisterà sempre più consapevolezza. L'obiettivo è tornare a quella Juventus in cui lui giocava e che con enorme orgoglio definisce addirittura "il Barcellona di quegli anni, con cinque finali consecutive". C'è anche spazio per Del Piero, campione più che mai scomodo in questo momento bianconero: "Mi auguro che indossi ancora la maglia della Juventus e io ne sono ben contento. Ho già detto che ragionerò solo in chiave tecnica perchè questo è il mio ruolo. Finchè siederò su questa panchina, sarò io a decidere e cercherò di farlo sempre per il bene della Juventus".




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