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Juve, vedi Napoli e poi torni FOTO

Salta la sfida con gli azzurri per timore di nubifragi, ma sulla città splendeva il sole

Juve, vedi Napoli e poi torni FOTO 
NAPOLI - C’era un bel sole caldo, sul lungomare Caracciolo, quando la prefettura ha fatto sapere che Napoli-Juventus non si sarebbe giocata causa «avverse condizioni metereologiche». Naso puntato all’insu: ma dai, davvero? Davvero. Ma proprio davvero? Davverissimo. Un sole che baciava Castel dell’Ovo, che accarezzava una comitiva di turisti tedeschi accoccolati sulle sedie di vimini della pizzeria di Fabio Cannavaro , che si rifletteva sul mare e su alcuni cattivi pensieri, che pareva uno sberleffo alla sfida delle sfide, definita poche ore prima da Antonio Conte il «test più importante della nostra stagione». Test rinviato a data da destinarsi: il 29 novembre, come desiderava la Juventus, non certo il 14 dicembre, come avrebbe voluto il Napoli, causa monday-night, con i bianconeri impegnati il 12 all’Olimpico contro la Roma. Non ci si accapiglierà per individuare un buco nel calendario, però quelli della Juventus non l’hanno presa benissimo. L’hanno presa e impacchettata. E portata a casa con un charter raffazzonato a metà pomeriggio e un treno carico di sogni diretto a Firenze, ritiro della Nazionale. L’hanno presa, insomma, in un certo modo piuttosto doloroso.

POLEMICHE Mazziati sì, cornuti no: accà nisciuno è fesso, dicono da queste parti. E Beppe Marotta , il più alto dirigente bianconero “in loco”, perennemente in contatto con il presidente Andrea Agnelli , rimasto a Torino, aveva l’aria di chi è stato appena gabbato. L’antico chiagni e fotti? «Il Napoli avrà avuto qualche elemento in più di analisi», la frase dell’amministratore delegato bianconero, consegnata al sito della società, che dice abbastanza e sottintende di più. Da un lato è vero che «il calcio non vive fuori dalla realtà», ma dall’altro la sensazione è che la partita potesse essere giocata e che dal rinvio chi trae maggiori benefici è la squadra di Walter Mazzarri , reduce dalle fatiche di Monaco di Baviera. «Il campionato è condizionato», l’aggiunta a voce di Marotta. Condizionato è una definizione politicamente coretta, “falsato” avrebbe innescato polemiche senza fine: però il succo del pensiero è il medesimo. Alimentato da una domanda: per quale ragione decidere così in fretta e in maniera così unilaterale?

PERPLESSITA ’ Il vertice che ha sancito il «non si gioca» si è tenuto di prima mattina, dopo che aveva diluviato per tutta la notte e all’ora di cornetto e cappuccino si era scatenato un violentissimo temporale. Il prefetto Andrea De Martino , il sindaco Luigi De Magistris , l’assessore regionale alla protezione civile Edoardo Cosenza e il direttore sportivo partenopeo Riccardo Bigon - la Juventus non c’era: boh. Anche se è stato contattato telefonicamente Agnelli - non hanno impiegato molto tempo per chiudere il San Paolo (asciuttissimo, all’esterno e all’interno, spogliatoi compresi) e annullare l’impegno agonistico. Il gioco (del pallone) non valeva la pena. La metropolitana parzialmente allagata e un sottopassaggio adiacente allo stadio inagibile sono stati gli snodi di una decisione controversa, naturalmente deve aver pesato moltissimo ciò che è accaduto a Genova nei giorni scorsi. Meglio non rischiare, in buona sostanza, malgrado venga da chiedersi il motivo per cui non siano stati chiamati in causa né la Lega, né la Federazione, né l’Osservatorio del Ministero. Una triangolazione non necessaria, sia chiaro, ma per lo meno consigliata e consigliabile. Invece nulla, tutto bypassato, tanto che in Lega il fax della prefettura di Napoli è giunto solo a inizio pomeriggio, in mezzo a perplessità grandi e grosse come il Vesuvio. E’ vero che i centri meteo davano per probabile altra pioggia intorno alle sette della sera, ma in virtù di questa previsione perché non mettere in piedi un briefing pomeridiano e decidere sulla scorta degli ultimi riscontri?

‘O SOLE MIO «Il rinvio della partita è dovuto prevalentemente a questioni di carattere logistico e di sicurezza», la spiegazione fornita dall’assessore Cosenza. Con vigili del fuoco e forze dell’ordine già impegnate in altre situazioni delicate, pare che al San Paolo potesse esserci un “buco” operativo. «Il Napoli ha subito sottolineato che il campo era impraticabile», la rivelazione del sindaco De Magistris all’uscita dal vertice. Un’inesattezza non trascurabile, per la verità: il terreno del San Paolo era nu babbà . A fronte del cielo terso e del caldo primaverile, chi ha deciso di decidere in fretta a tarda sera ha chiesto di non speculare sul senno di poi bensì di riflettere sui rischi che sono stati evitati. Spiegarlo ai sessantamila delusi non sarà facile, a Conte visibilmente arrabbiato ancora meno... ‘O sole mio sta ‘nfronte a te...

Vittorio Oreggia
COMMENTI
  • 08/11/2011 09:59:20
  • Scotman08/11/2011 09:57:06
    Gente. cosa ce da dire... niente......
    questi hanno già dimenticato, la Juventus ha perso uno scudetto giocando con mezzo metro d'acqua,
    a nessuno e venuto in mente di sospendere la partita,
    e poi annullano una partita nel paese del sole,
    cosa ce da dire niente............
    Forza Juve sempre.
  • vincenzo112207/11/2011 23:48:53
    ragazzi io non capisco una cosa,spiegatemela perfavore,a me sembra che qui non si voglia capire, io mi chiedo perche' a questa riunione col prefetto c'erano tutti anche un dirigente del napoli e non cera nessuno della lega e della yuve?e' questo il problema, noi yuventini siamo arrabbiati non perche' non si e' giocato ma perche' anno dato la sensazione dell'inciucio ,bastava non convocare bigon e il gioco era fatto buona fortuna a tutti e forza yuve
  • davide10007/11/2011 21:26:44
    Avete ragione! Qui a napoli avevamo paura di giocare.... Infatti già dalle prime ore della Domenica tutta la città assieme a De Laurentis, De Magistris, Bigon, Mazzarri e la squadra hanno allagato la città, poi si son fatti dei filmati per fingere la pioggia e gli allagamenti, anche il morto è tutta una messa in scena....
    Penso che si inventerà qualche altro stratagemma il 29 Novembre per evitare questa partita. C'è troppa paura di affrontare la Juve.
    Ma la volete smettere? fate i seri.
  • TJBS78CB07/11/2011 14:50:09
    Sicurezza è un vocabolo che poco si sposa a Napoli. Proprio vero la spazzatura è dov'è giusto che sia. Spero solo di contribuire anch'io, nel mio piccolo. Basta raccolta differenziata.
  • 07/11/2011 14:49:01
  • RANGER07/11/2011 14:37:17
    La verità è che il Napoli ieri si cagava sotto dalla paura, visto che aveva affrontato il Bayern, e con la Juventus sarebbe uscito con le ossa rotte, che accadrà lo stesso quando rifaranno la partita. E' stato vergognoso non convocare la Juve e la Lega. Io sono del Sud, e ne sono orgoglioso, ma quando parlano male di noi......purtroppo, a volte, è vero.
  • Maxlillo07/11/2011 13:21:21
    Sinceramente non capisco tutte queste polemiche sul rinvio della partita Napoli-Juve, forse ci sarà stato eccesso di prudenza (almeno fosse sempre così e a Genova piangeremo meno morti), però resta il fatto che in Campania ieri c'è scappato un morto, e anche se al San Paolo c'era il sole, in mezza regione vigili del fuoco e forze dell'ordine erano impegante ad arginare i danni del maltempo.
    Comunque giusto o sbagliato che sia, rinviare una partita non è poi la fine del mondo!
     
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