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Lippi: «La Juve di Conte assomiglia molto alla mia»

L'ex ct azzurro e tecnico bianconero: «Ci sono delle analogie, soprattutto per il tempo che, per vari motivi, era passato dalle ultime vittorie. Conte sta gestendo in maniera fantastica questa squadra. Ha improntato la squadra in un’altra maniera, dimostrando di essere in grado di lavorare, durante la settimana, su diversi moduli. Del Piero? Credo andrà all'estero. Lo scudetto? Milan in vantaggio ma la Juve non gioca le Coppe...»

Lippi: «La Juve di Conte assomiglia molto alla mia»© LaPresse
MILANO - L’ex ct della Nazionale Marcello Lippi ha parlato oggi in esclusiva ai microfoni di Sky Sport24 HD.

Sbagliamo a fare il paragone tra la sua Juventus e quella di Conte?
«È già successo altre volte che ci sia stato questo accostamento alla mia Juve. Ci sono delle analogie, soprattutto per il tempo che, per vari motivi, era passato dalle ultime vittorie della Juventus. Quando andai io, erano dieci anni che non vinceva e il primo anno riuscimmo a creare qualcosa d’importante, con grandi motivazioni. Anche in quell’anno lì, c’era un’analogia con quest’anno, cioè una partenza delle grandi favorite un po’ a rilento che ha creato un certo equilibrio. Conte sta gestendo in maniera fantastica questa Juventus, perché gli sta dando tutto quello che era mancato in questi ultimi tempi a livello psicologico e una grande organizzazione di gioco, con grande intelligenza. Ha capito che le prime idee che lui aveva su questa squadra, forse non erano più adatte per questo tipo di giocatori e ha rimediato subito. Ha improntato la squadra in un’altra maniera, dimostrando di essere in grado di lavorare, durante la settimana, su diversi moduli. Perché, per giocare a calcio in questa maniera, bisogna che ci sia un lavoro dietro. Non è che si scrive alla lavagna e i giocatori lo fanno, c’è un lavoro fatto sul campo. L’entusiasmo con il quale tutti i giocatori giocano la dice lunga su quanto credano in quello che stanno facendo. Perciò, se tutto questo deve portare allo stesso risultato, auguriamoci che l’accostamento sia completo».

In questo contesto s’inserisce anche Del Piero?
«Sicuramente Alessandro vorrebbe giocare. Gli piace giocare talmente tanto che si prepara in maniera eccezionale, quasi maniacale. Sono sicuro che non smetterà di giocare, anche se è stato già annunciato il suo divorzio dalla Juventus. Sono convinto che continuerà a giocare anche il prossimo anno. Figuriamoci se lui è contento di non giocare! Però, rispetta con grande intelligenza e con grande serietà il lavoro e le scelte dell’allenatore, ma soprattutto rispetta i compagni che giocano al posto suo».

Secondo lei Del Piero continuerà a giocare in Italia?
«In Italia credo di no, dopo essere stato una vita alla Juve non ce lo vedo proprio in un’altra squadra. Andrà a fare un’esperienza all’estero che, fra l’altro, è una cosa importante anche per la famiglia, non solo per lui. Lo dico perché ho appena vissuto 4-5 giorni negli Emirati insieme a Fabio Cannavaro e alla sua famiglia. I figli sono entusiasti del posto, al di là del clima e della bellezza di Dubai. Conoscono le lingue, parlano inglese, spagnolo, italiano, forse quello che parlano meno è il napoletano! E’ un’esperienza che ti dà un’apertura mentale fantastica».

Anche per lei sarebbe importante un’avventura all’estero, magari sulla panchina di una nazionale?
«Non si sbaglia, è quello che ho apertamente fatto capire io, dicendo più volte che non avrei più allenato in Italia e che mi piacerebbe allenare di più una seleccion, una nazionale, piuttosto che una squadra di club, l’ho detto tantissime volte».

Ha giudicato opportune le frasi di Agnelli quando comunicò che sarebbe stato l’ultimo anno?
«Io non giudico, non devo giudicare».

Questa Juventus ricorda l’Inter di Mourinho?
«No, secondo me. Certamente, l’Inter di Mourinho, psicologicamente, era una squadra molto forte. Però questa storia qua è una storia che parte con una straordinaria intraprendenza, a caccia del gol, del pallone, dell’avversario per la conquista della palla. Psicologicamente, è abbastanza uguale, ma questa Juve mi piace perché cerca sempre di fare gol, di avvicinarsi alla porta avversaria con tanti giocatori. E’ una cosa che l’Inter di Mourinho non faceva».

Sul presunto impegno in Lega Pro
«Questa cosa è stata male interpretata, forse anche un po’ strumentalizzata da qualcuno. Io non ho nessun incarico nella Lega di Prima Divisione, sono stato semplicemente invitato come ospite d’onore a vedere una partita. Quando avrò la possibilità di farlo, se avrò il tempo, andrò a vedere queste partite, ma assolutamente senza alcun tipo d’incarico».

Sul tavolo della pace tra Juve e Inter
«Ogni persona che si siederà a questo tavolo ha delle cose da chiarire, non è convinta di alcune cose. Le istituzioni hanno voglia che tutto questo finisca. Perciò ognuno, piuttosto che comunicare attraverso i giornali, lo può fare direttamente parlando con le persone, come ha fatto Petrucci la scorsa settimana. La Juventus, giustamente, vuole capire come mai ci sono delle gestioni di situazioni diverse l’una dall’altra. L’Inter stessa ha delle cose da chiarire. Può essere un’occasione per permettere a ognuno di chiarire le cose che vuole».

Crede che Guardiola e Ibra si stringeranno la mano in Champions?
«Se se la stringono bene, se non se la stringono non è che poi abbia una grande importanza. Credo che si possa anche non andare d’accordo e, per orgoglio smisurato, non stringere la mano a una persona, ma credo anche che, fondamentalmente, ci sia stima nei confronti dell’altro».

Qual è la squadra più da Champions tra Milan, Inter e Napoli?
«Quest’anno, penso sia il Milan. Spero tanto che l’Inter riesca a interrompere questa serie d’infortuni perché sono veramente sfortunati quest’anno. Sta girando veramente molto male, ogni settimana hanno infortuni, anche nel riscaldamento spesso qualcuno si fa male, l’ultima volta è stata quella di Snijder. Sono stati bravi a riequilibrare, erano partiti male in Champions e poi si sono rimessi a posto. Speriamo che riescano a recuperare tutti i giocatori. Però, ho l’impressione che la squadra più attrezzata, anche psicologicamente, sia il Milan, specialmente se mercoledì dovesse superare il Barca, passando il turno come prima. Sarebbe un’ulteriore iniezione di fiducia».

Su Balotelli
«Anche prima del Sudafrica avevo detto che, se ci fossi stato io o un altro, sarebbe stato importante per il futuro della nazionale. Non lo chiamavo semplicemente perché non se lo meritava. Non riusciva a fare cose buone neanche nell’Under 21, perché avrei dovuto convocarlo nella nazionale maggiore? Ma sapevo perfettamente che sarebbe stato uno dei punti di forza della nostra nazionale, e l’avevo detto anche ad Abete».

Quella di oggi è una nazionale un po’ sfortunata dal punto di vista degli infortuni
«A noi successe che si fratturò il piede Totti, eppure è tornato, magari non al 100%, ma è stato importante lo stesso. Vedrete che succederà così anche per Rossi e Cassano, che recupereranno. Mi piacerebbe rivedere la mia nazionale prima di Germania 2006, stesso spirito, stessa voglia, stesso entusiasmo, stesso desiderio di esserci. Speriamo che ci sia anche lo stesso risultato».

Su Buffon
«È un fuoriclasse della comunicazione, oltre a essere un fuoriclasse come calciatore. Credo che sia il calciatore che si sa esprimere meglio davanti al microfono, dice sempre la sua opinione e non è mai banale».

Se la Juventus le offrisse un ruolo dirigenziale, accetterebbe di rimanere in Italia?
«Questa è una storia troppo lunga, in un’altra occasione...».

Chi lo vince il campionato?
«Ho sempre considerato favorito il Milan, ma la Juve, sicuramente, potrà far valere un grandissimo vantaggio: visto che è una squadra che lavora molto bene, il fatto di poter lavorare tanto durante la settimana, non avendo le Coppe, rappresenta un vantaggio».

COMMENTI
  • francescobeverly22/11/2011 17:00:40
    questa juve è piu forte di quella di lippi ci dara parecchie soddistazioni
  • 22/11/2011 10:02:50
  • LEOMAZ22/11/2011 09:55:08
    Ragazzi andiamoci piano con fare paragoni con la Juve di Lippi.
    Io mi sto entusiasmando parecchio, pero' rimaniamo con i piedi per terra poiche' prima dobbiamo vincere gli scudetti che ha vinto Lippi, la champions e fare le finali.
    Questa Juve se rimane unita e verra' rinforzata nei vari reparti con il lavoro di Conte cipotra' dare parecchie soddisfazioni.

    Forza Juve e bravo Conte
  • inserito da iPhone MiG22/11/2011 07:17:27
    Questa é la Juve di Conte e no di Lippi. Quella di Lippi era facile, piena di campioni. Questa ha solo Buffon e Pirlo gli altri sono buoni giocatori ma non fuoriclasse come li aveva Lippi in quantitá.
     
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