Conte elogia il Napoli: «Un esempio per la Juventus»
Il tecnico bianconero: «Sono un esempio di come si costruisce attraverso il lavoro e un progetto serio. Li rispettiamo ma andiamo a giocarcela come sempre. Marchisio? Potremmo cambiare modulo»
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BUFFON E SCUDETTO - La vetta fa parlare della Juve, degli obiettivi, del sogno scudetto. Il tecnico bianconero tiene con i piedi per terra tutti ed elogia chi, come il portiere, ha già espresso un'opinione moderata sull'argomento. «Buffon ha ragionato da persona intelligente, con tanta esperienza, non è uno sprovveduto e quindi è giusto non usare toni trionfalistici noi sappiamo che ci sono tantissime difficoltà sulla nostra strada proprio perché sappiamo che è dura riproporci a certi livelli dopo annate disastrose. NOn ci nascondiamo, perché non c'è nulla da cui nascondersi, c'è solo la consapevolezza che la strada è lunga. Mi chiedete dello scudetto. Fare i conti adesso non ha senso. Avete presente la scuola? Le pagelle si danno il primo semestre, ora sono passati quattro mesi. Fermo restando che quello che conta è il voto finale».
NAPOLI ESEMPIO PER LA JUVE - Passiamo alla partita. La più difficile finora, secondo Conte, con davanti una squadra che è solo da esempio per la Juventus. L'allenatore riempie di elogi i prossimi avversari e il loro percorso. «Squadra tosta, la gara forse più impegnativa da inizio stagione, loro stanno facendo grandi cose, una squadra che dimostra come con il lavoro e con un progetto si costruisce qualcosa di bello. C'è grande ammirazione per quello che hanno fatto, ripartire dai campi della C e arrivare a giocarsi lo scudetto fino alle ultime giornate l'anno scorso, non ce lo dimentichiamo. E poi l'Europa, in un girone incredibilmente difficile si stanno giocando la qualificazione, hanno battuto il Manchester City, una squadra che sta dominando il calcio inglese, affrontiamo una squadra che è avanti rispetto a noi. Mi piace riconoscere i loro meriti, costruiti in una piazza non facile, e quindi il Napoli è per me un esempio. Mazzarri e il Napoli hanno due anni di lavoro alle spalle, noi quattro mesi - ricorda il tecnico - sicuramente abbiamo più difficoltà noi a prepararla in un giorno solo, perché dopo il defaticante di ieri lavoreremo solo oggi tatticamente. Sappiamo quello che danno in casa, grandissimo rispetto ma non temiamo nessuno, andiamo a giocarci la partita come sempre».
MILAN HA MOLTO DI PIU' DI TUTTE - Dietro in classifica però il Napoli è attardato, rallentato dal grande cammino europeo. C'è il Milan, di cui Conte sottolinea l'evidente superiorità rispetto a tutte le altre squadre della Serie A. «Il Milan lo conosciamo tutti, anche quando erano a -7. Ha vinto sei partite su sette pareggiando solo a Firenze, questo fa capire che ritmo potrebbe mettere al campionato, un ritmo insostenibile. L'anno scorso ha vinto lo scudetto, ha giocato ad armi pari con il Barcellona, questo la dice tutta. Per noi è un orgoglio vedere giocare le squadre italiane bene in Champions, veder tornare importante il calcio italiano, dall'altra la consapevolezza che questa squadra ha tanto di più rispetto alle altre. Poi ci siamo noi in un gruppo di squadre che può dare fastidio, consapevoli che con il tempo possiamo costruire qualcosa di duraturo e che ci sono squadre più attrezzate di noi». Frase che ha ripetuto sempre anche Agnelli, presente con Marotta e Paratici alla Borghesiana.
SPOGLIATOIO? BASTA COL GRANDE FRATELLO - Chiusura con uno squarcio sui rapporti tra giocatori, sull'alchimia che si crea nel gruppo, e che ha volte ha anche bisogno di confronti accesi. A Roma sono volate voci e un episodio riempie le discussioni, Conte è categorico sull'argomento: «Una squadra vincente deve avere tante caratteristiche: sicuramente sono importanti le qualità morali dei calciatori, perché hai l'uomo oltre al calciatore, e nei momenti di difficoltà si sente. Lo spogliatoio è sacro, alcune cose non dovrebbero essere proprio riportate. La scazzottata? Ce ne sono state, ma non si sapevano fuori. E dopo magari andavi a cena con le famiglie. Perché a volte serve anche lo scontro nell'atmosfera ovattata dello spogliatoio per costruire qualcosa di importante. Adesso si viene a sapere tutto e non è bello, sono nostalgico di quando le cose accadevano e restavano fuori dal pubblico, fuori dal grande fratello».




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